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TikTok e WhatsApp per controllare e umiliare la sua ex, scatta il braccialetto elettronico

La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un uomo residente nella nostra provincia, disponendo il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico (cd. braccialetto elettronico), ai sensi dell’art. 282-ter del codice di procedura penale.

La misura è stata adottata a seguito della denuncia presentata dalla ex compagna dell’uomo, la quale aveva raccontato agli agenti di essere vittima da mesi di minacce, vessazioni e violenze, alcune delle quali avvenute anche durante la relazione, terminata circa nove mesi fa.

Nonostante la separazione, l’uomo non si era mai rassegnato alla fine del rapporto, arrivando a mettere in atto una lunga serie di comportamenti persecutori: pedinamenti, invio incessante di messaggi offensivi e insistenti tentativi di contatto, anche coinvolgendo amici e familiari della donna per cercare di riallacciare la relazione.

In uno degli episodi più gravi, l’indagato aveva danneggiato volontariamente gli pneumatici dell’auto della ex, appostandosi poi nei pressi del veicolo. Al momento dell’arrivo della donna e del suo accompagnatore, aveva tentato di investirli con l’auto, nel momento in cui verificavano i danni provocati.

L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile, ha permesso di ricostruire in dettaglio le condotte dell’uomo, che hanno portato l’Autorità Giudiziaria a configurare il reato di atti persecutori, ai sensi dell’art. 612-bis del Codice Penale.

Le reiterate azioni dell’indagato – tra cui l’uso sistematico di applicazioni di messaggistica come TikTok e WhatsApp per controllare e umiliare la vittima – sono state ritenute gravi e abituali, tali da giustificare l’adozione della misura cautelare restrittiva con l’obiettivo di tutelare l’incolumità fisica e psicologica della donna.