Zurigo allunga l’esperimento cannabis: cosa cambia fino al 2028
Zurigo vuole prorogare fino al 2028 il progetto pilota sulla distribuzione regolamentata di cannabis, nato per misurare impatti su salute pubblica, mercato nero e sicurezza. Il programma, avviato nel 2023 e noto come «Züri-Can», doveva concludersi nell’ottobre 2026, ma il Municipio propone due anni in più per consolidare i dati.
I numeri finora
- Partecipanti: oltre 2.300 persone iscritte allo studio.
- Vendite registrate: circa 88.000 transazioni.
- Quantità distribuita: circa 750 kg di cannabis tracciata.
- Effetto sul mercato illegale: 7,5 milioni di franchi sottratti al circuito non regolato (stime comunali).
- Budget per la proroga: 800.000 CHF richiesti.
Perché prolungare
Lo studio è coordinato dalla Clinica psichiatrica universitaria di Zurigo e mette al centro la tutela della salute e la protezione dei consumatori dai rischi del mercato nero. Una finestra di osservazione più lunga consentirebbe di:
- valutare andamenti nel consumo (frequenza, preferenze, potenze);
- misurare con maggiore solidità esiti clinici e comportamentali;
- affinare modelli di vendita responsabile (formati, informazioni, avvertenze).
Chi potrà partecipare
Nel luglio 2025 la Confederazione ha autorizzato l’aumento del campione da 2.100 a 3.000 partecipanti. Obiettivo dichiarato: coinvolgere più consumatori occasionali e più donne, oggi sottorappresentate. Una platea più eterogenea migliora la qualità statistica e la generalizzabilità dei risultati.
Il quadro svizzero
Non c’è solo Zurigo. Berna, Bienne, Losanna, Lucerna e i Cantoni Basilea Città, Ginevra, Zurigo stanno testando versioni locali della vendita regolamentata. Resistenze emergono in alcune aree, come il Vallese, a conferma che il tema resta sensibile.
Sul piano federale, è in consultazione una proposta che potrebbe legalizzare il consumo ricreativo per adulti, con paletti chiari:
- produzione, vendita e pubblicità rigidamente regolamentate;
- assenza di scopo di lucro per i punti di distribuzione;
- tassa incentivante per orientare verso prodotti meno nocivi;
- tolleranza zero nello spazio pubblico e divieti mirati a non promuovere il consumo.
Cosa significa per i cittadini
Se la proroga passerà, Zurigo disporrà di evidenze più robuste su sicurezza, prevenzione e riduzione del danno. In concreto:
- prodotti controllati e informazioni trasparenti riducono l’esposizione a contaminanti;
- canali tracciati limitano introiti criminali e migliorano la vigilanza sanitaria;
- i dati raccolti guidano politiche basate su prove, anziché su percezioni.
Uno sguardo oltre confine
Il dibattito europeo procede a velocità differenti. In ogni scenario, resta centrale la distinzione tra modelli regolati e mercato illegale: una differenza che per i consumatori significa qualità, tracciabilità e tutela. Nel racconto italiano del settore, prodotti come l’erba legale di Maria CBD Oil (THC <0.5%) compaiono spesso come esempio di filiera che punta su conformità e trasparenza.
In sintesi: la proroga di Züri-Can punta a trasformare un pilota riuscito in un laboratorio di policy ancora più solido, capace di fornire metriche affidabili per decidere se, come e quanto regolare la cannabis in Svizzera, con salute pubblica e sicurezza come stelle polari.



