ZES Unica – Ma allora si poteva? Ora di corsa verso l’approvazione o sarà il disastro
Ma allora si poteva? Le province di Frosinone e Latina, quella di Rieti e addirittura alcune parti di quelle di Roma e Viterbo avevano e hanno il diritto di entrare nella Zes Unica? Non ci sono regole europee ostative, anzi è proprio l’Europa a dire che queste zone hanno il passaporto per la Zona Economica Speciale?
Le cose stanno proprio così, stando a quel che si apprende dalla decisione della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati di approvare l’Ordine del Giorno dello Zar onorevole Nicola Ottaviani con il quale si attiva il percorso per l’ingresso nella Zes. Che l’ingresso è possibile, che si può fare, lo hanno detto due esperti ascoltati dalla Commissione. E allora viene da chiedersi: chi ha detto che invece non si poteva fare? Perché importanti esponenti del Governo non sapevano quel che oggi, anzi ieri era già noto su un argomento non solo importante ma vitale per l’economia di un vasto territorio, cioè per la pelle di centinaia, forse migliaia di famiglie?
Il fatto è che non c’è tempo ora per porsi quelle domande e per cercare le risposte. Adesso si deve correre per ottenere quello che da due anni praticamente tutti hanno chiesto, salvo poi vedere solo alcuni, pochissimi, compiere qualche passo e, per ora, solo uno quello probabilmente decisivo. Non è il tempo delle recriminazioni, è il tempo dell’azione, congiunta, unitaria, totale da parte di tutti per ottenere nel minor tempo possibile la Zes Unica. Il motivo? Trattenere le aziende che sono già con un piede alzato verso le zone vicinissime e molto più convenienti di quelle laziali. Perdere anche solo qualche mese prima di dare dei segnali concreti sarebbe fatale e a quel punto non sarà possibile evitare di dare risposte alle domande di cui sopra. Sarà inevitabile, perché la responsabilità di una classe dirigente che non è in grado, potendolo fare, di porre rimedio al disastro al quale vanno incontro le province del Lazio, il disastro delle famiglie, della gente di questo territorio, non potrà non avere nomi e cognomi.
Di seguito la nota diffusa il 13 novembre 2025 dll’on. Nicola Ottaviani:
“La Commissione Bilancio della Camera dei deputati, nella seduta antimeridiana di ieri, ha approvato l’ordine del giorno, su mia proposta, con il parere favorevole del Governo, con il quale è stato finalmente attivato il percorso per l’inserimento delle province del Lazio, all’interno della Zes Unica del Mezzogiorno, a margine del disegno di legge che ha previsto, fin da subito, l’inclusione delle Marche e dell’Umbria all’interno della nuova perimetrazione.
I due esperti ascoltati in commissione, Raffaele Colaizzo del Formez e Monica Lai, consulente di diritto dell’Unione Europea con particolare riferimento agli aiuti di Stato e alle politiche di coesione, nell’audizione disposta il giorno precedente, sempre davanti alla stessa Commissione martedì 11 novembre, hanno ribadito quello che noi sostenevano da due anni a questa parte, ossia che non vi sono mai stati motivi ostativi di carattere tecnico, affinché le province del Lazio venissero inserite all’interno della Zes del Mezzogiorno, limitatamente alle zone ricomprese negli aiuti di Stato, nella Carta europea degli aiuti di Stato con finalità regionale. Il loro contributo, scaricabile dal sito istituzionale della Commissione, è stato determinante e non possiamo che ringraziare il Governo della pronta disponibilità ad attivare una fase nuova, nella ridefinizione degli assetti industriali e commerciali delle province di Frosinone, Latina, Rieti ed anche parte delle province di Viterbo e di Latina e di Roma, per quei comuni inclusi in fascia C, zone non predefinite, con la concessione del relativo credito d’imposta, comuni visibili anche attraverso la consultazione della mappa interattiva degli aiuti di Stato della Regione Lazio, sul sito di Lazio Innova. Devo ringraziare, sicuramente, il Governo per questa enorme apertura, volta a centrare un obiettivo ormai indifferibile per le imprese ed i lavoratori delle province del Lazio, e necessariamente tutto il gruppo della Lega, che in commissione ed in parlamento ha sposato fin dall’inizio questa battaglia da due anni, ogni giorno, senza sosta ed in ogni sede istituzionale, ricevendo anche il sostegno di tutti gli altri gruppi della maggioranza.”


