Provinciali Frosinone – La furia di Salera. Enzo va alla guerra
Una delle più celebri massime di Pietro Nenni, leader socialista dello scorso secolo e tra i più intelligenti politici italiani, così recita: “La politica non si fa con i sentimenti, figuriamoci con i risentimenti”.
Una frase che racchiude un mondo e una serie corposa di interrogativi, tanto da aver provocato riflessioni importanti, scritti e convegni al tempo in cui la politica era considerata una delle più alte attività umane. Soprattutto faceva discutere l’affermazione che la politica non si dovesse fare con i sentimenti, che comunque, Pietro Nenni, nelle sue spiegazioni distingueva perfettamente dalla passione. Quel che invece risultava chiarissimo a tutti e che ancora oggi appare lapalissiano è che la politica non si possa fare con i risentimenti. Il motivo è addirittura elementare: il risentimento obnubila la ragione, rende poco lucida l’azione e le scelte che ne derivano sono azzardate, umorali e quasi sempre nocive soprattutto per chi le genera. Non solo però, sono nocive anche per gli altri. L’esempio classico del tempo era dell’esponente comunista che si sentisse penalizzato dal sindaco del suo paese ed espressione dello stesso partito. Questi, per ripicca, si sarebbe voluto candidare alle elezioni successive con gli avversari, quelli della DC, ma questi non potevano accettarlo per, magari, penalizzare uno dei loro. Comunque il comunista imbestialito alle consultazioni cercherà in tutti i modi di sgambettare il sindaco suo ex amico, probabilmente con una campagna elettorale di sottobosco. Il risultato, ovvio, è l’estromissione del risentito dal suo vecchio partito e il rifiuto dello stesso dal nuovo.
La disfida di Cassino
Ai giorni nostri il risultato non sarebbe diverso. Le cronache narrano di un furibondo sindaco di Cassino, Enzo Salera, trafitto nell’orgoglio dal suo partito, il PD. Questi, sempre secondo le voci, aveva avuto rassicurazioni circa l’appoggio del Partito Democratico per concorrere con ottime possibilità alla carica di Presidente della Provincia di Frosinone. Le cose sono andate diversamente. Il suo partito, nel pantano di un congresso provinciale divisivo all’eccesso e pericolosissimo, avrebbe tradito la promessa in favore del Presidente uscente Luca Di Stefano (è la politica baby…).
Salera, dunque sarebbe stato travolto dal risentimento e in queste ore, oltre a volersi blindare con i succulenti voti ponderati della sua maggioranza (Cassino vale tantissimo, quanto Frosinone) secondo indiscrezioni (sempre bisognose di conferme) starebbe alla ricerca di consensi in lungo e in largo, soprattutto nel Cassinate ma non solo, per raggranellare i voti tra gli amministratori scontenti che gli servono per essere eletto in Consiglio Provinciale. Probabilmente, anzi quasi certamente, fuori dalla lista del PD.
Nelle ultime ore è balenata anche l’ipotesi che potesse candidarsi nella lista di un espertissimo lottatore della contesa provinciale, Luigi Vacana. Una notizia che ci sentiamo di non considerare realistica: Vacana è notoriamente un sostenitore del Presidente uscente, come potrebbe candidare un suo chiaro contendente? E poi non si può mai dire, nonostante la consistenza comprovata e robusta dell’elettorato di Vacana perché mai lo stesso Luigi dovrebbe porsi nel seno un candidato che sarebbe comunque competitivo e che potrebbe seppur per sola ipotesi scavalcarlo nella corsa all’assise di Palazzo Jacobucci?
Antenne dritte verso i prossimi avvenimenti dunque, poiché dalla disfida di Cassino potrebbe venir fuori una serie di dinamiche assai complesse e interessanti. Salera sarà candidato, con chi? Starà preparando una sua lista? Sarà ospite di un altro partito o di una civica? Occhi puntati anche sul Congresso del PD di Cassino che si terrà sabato prossimo. Salera sarà presente? Darà battaglia direttamente nel suo stesso partito? La furia vendicativa sarà smorzata nel frattempo e tutto sarà appianato? Difficile, ma ormai non deve sorprenderci più nulla. E’ la politica baby!



