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Sanità, Uap denuncia: “Troppe criticità”. E attacca su nomenclatore tariffario, farmacia dei servizi e rete laboratori

L’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) il 28 gennaio 2026 alle ore 11.00 terrà una conferenza stampa a Roma, presso la Club House di Piazza di Monte Citorio 116, per richiamare l’attenzione su alcune criticità strutturali del sistema sanitario che incidono sulla qualità delle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.

Mariastella Giorlandino, presidente Uap

“Negli ultimi mesi – ha affermato Mariastella Giorlandino, Presidente UAP – semplificazioni che abbassano la qualità delle cure, tariffe sottocosto e riorganizzazioni senza criteri stanno frammentando il sistema sanitario, creando standard diseguali che il cittadino paga sulla propria pelle”. La Giorlandino elenca quindi i problemi emersi:

1. Il nodo del nomenclatore tariffario

“Il nomenclatore tariffario stabilisce quanto il Servizio Sanitario paga per ogni prestazione. Oggi molte tariffe sono sottocosto, danneggiando sanità pubblica e privata accreditata, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro. Il nomenclatore paga le cure meno di quanto costano: una situazione che il TAR del Lazio ha già giudicato illegittima in più sentenze, ma che continua a ridurre l’offerta di prestazioni e ad allungare le liste di attesa. Di fatto – prosegue il presidente di UAP – il nomenclatore decide quanta sanità è davvero disponibile”.

2. La “farmacia dei servizi” e le regole diseguali

“La conferenza affronterà il tema degli esami diagnostici eseguiti nella cosiddetta “farmacia dei servizi”, introdotta in deroga ai requisiti di qualità e sicurezza previsti per le strutture sanitarie. Il nodo non è la prestazione in sé, ma l’asimmetria delle regole: esami uguali vengono oggi erogati con controlli, requisiti e responsabilità differenti, sollevando interrogativi sull’equità del sistema e sulla tutela dei cittadini. Insomma, quando le regole ignorano la qualità, il rischio è del cittadino”.

3. Il riordino della rete laboratoristica

“Il riordino della rete laboratoristica è stato avviato prima di definire criteri chiari, introducendo soglie minime elevate – come il requisito delle 200.000 prestazioni annue – che rischiano di penalizzare i laboratori di prossimità. Poiché le analisi di laboratorio sono l’esigenza sanitaria più frequente e il primo presidio della medicina territoriale, indebolirle significa rendere più difficile l’accesso alle cure di base per i cittadini. Senza laboratori di prossimità, la sanità si allontana dai cittadini”.

“UAP ribadisce quindi che la conferenza stampa non nasce da rivendicazioni corporative, ma dall’esigenza di difendere l’interesse pubblico e un principio fondamentale: la sanità non è un mercato. È un diritto. Il rispetto delle competenze professionali, delle regole di qualità e della sicurezza delle cure non è un privilegio per chi opera nella sanità, ma una condizione essenziale per tutelare i pazienti e preservare il Servizio Sanitario Nazionale come presidio universale di salute.

La conferenza stampa del 28 gennaio – conclude Mariastella Giorlandino – apre un percorso che proseguirà con una manifestazione nazionale il 14 marzo 2026, a tutela della sanità, dei cittadini e delle regole di qualità”.