Autolavaggi, irregolare uno su due: 8 denunce per i gestori e 6 sequestri in tutta la provincia
Nelle scorse settimane i Nuclei Carabinieri Forestale di tutta la provincia, dipendenti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone, hanno eseguito una serie di controlli straordinari presso impianti di autolavaggio finalizzati alla verifica del possesso delle previste autorizzazioni e del rispetto della normativa ambientale.
Le attività ispettive hanno riguardato complessivamente sedici impianti di autolavaggio ed hanno portato a segnalare a piede libero alle competenti Procure della Repubblica otto persone (di cui sei cittadini stranieri residenti in Italia) e ad eseguire sei sequestri. Nello specifico si evidenziano i seguenti risultati:
Militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) a seguito di controllo di un impianto situato all’interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) del fiume Sacco in Comune di Patrica, un’area già gravemente compromessa da ripetuti episodi di inquinamento, hanno accertato come per l’attività di lavaggio delle autovetture venisse utilizzata un’area priva dei necessari sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue, con la conseguenza che una parte delle acque contaminate filtrava nel suolo attraverso alcune fessure presenti nella pavimentazione.
I Carabinieri Forestali hanno quindi sottoposto a sequestro la porzione dell’impianto, priva delle griglie di raccolta, da cui i reflui defluivano verso le fessure della pavimentazione. Il gestore di fatto dell’autolavaggio è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per lo scarico illecito dei reflui industriali, in violazione dell’art. 137, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile del fatto, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Frosinone, a seguito di controlli di impianti situati nell’hinterland del Capoluogo, in due occasioni hanno accertato come le modalità con le quali venivano gestiti i reflui industriali, prodotti dal lavaggio delle autovetture, avvenissero in maniera non conforme alla normativa ambientale. In pratica i fanghi residui del filtraggio delle acque di lavaggio non venivano smaltiti correttamente entro i tempi previsti, ma lasciati depositati, in maniera incontrollata, all’interno dei serbatoi destinati allo stoccaggio temporaneo.
Pertanto, i titolari degli autolavaggi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi per più del tempo previsto, in violazione dell’art. 255, comma 1.1, del D.lgs. n. 152/2006. Ciascuno di loro, in caso di condanna, rischia l’arresto da sei mesi a due anni o un’ammenda da tremila a ventisettemila euro.
In un altro caso, invece, i militari hanno riscontrato come lo scarico delle acque reflue industriali avvenisse direttamente al suolo senza essere sottoposte al previsto trattamento di filtraggio e di depurazione. Pertanto il titolare è stato denunciato per aver violato l’art. 137, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 che, in caso di condanna, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro.
Per due delle attività di autolavaggio irregolari è scattato anche il sequestro di parte dell’impianto di filtraggio e depurazione delle acque utilizzate per il lavaggio delle autovetture.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Fiuggi hanno accertato come un impianto di autolavaggio della zona nord della provincia operava lo scarico delle acque reflue industriali senza la prevista autorizzazione e non smaltiva correttamente entro i tempi previsti i fanghi residui del filtraggio delle acque di lavaggio, ma lasciati depositati, in maniera incontrollata, all’interno delle vasche di stoccaggio temporaneo. Per tali condotte illecite il gestore dell’autolavaggio è stato denunciato per aver violato rispettivamente l’art. 137 comma 1 e l’art. 255 comma 1.1 del D.lgs. n. 152/2006 e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia l’arresto da due mesi a due anni o ammende da millecinquecento a ventisettemila euro. L’impianto di depurazione e il relativo scarico sono stati sequestrati.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Atina hanno accertato come un impianto di autolavaggio della Valle di Comino operava lo scarico delle acque reflue industriali senza la prevista autorizzazione e non smaltiva correttamente entro i tempi previsti i fanghi residui del filtraggio delle acque di lavaggio, ma lasciati depositati, in maniera incontrollata, all’interno delle vasche di stoccaggio temporaneo. Per tali condotte illecite il gestore dell’autolavaggio è stato denunciato per aver violato rispettivamente l’art. 137 comma 1 e l’art. 255 comma 1.1 del D.lgs. n. 152/2006, mentre l’impianto di depurazione e il relativo scarico sono stati sequestrati.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Sora hanno denunciato il titolare di un impianto di autolavaggio del sorano in quanto operava lo scarico delle acque reflue industriali senza la prevista autorizzazione in violazione dell’art. 137, comma 1, del D.lgs. n. 152/2006 e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro. L’impianto di autolavaggio è stato posto sotto sequestro.
Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Pontecorvo hanno denunciato il titolare di un impianto di autolavaggio della Valle dei Santi in quanto è risultato essere sprovvisto del necessario impianto di raccolta e trattamento delle acque meteoriche in violazione dell’art. 137, comma 1, del D.lgs. n.152/2006 e, in caso di condanna poiché ritenuto responsabile, rischia l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da millecinquecento a diecimila euro. Lo stesso è stato denunciato altresì per aver depositato in maniera incontrollata rifiuti consistenti in numerose taniche esauste di detergenti, panni e spugne usurate, su un’area non idonea in violazione dell’art. 255-ter, comma 3, del D.lgs. n. 152/2006 punito, in caso di condanna, con l’arresto da un mese a cinque anni e sei mesi.
Le pratiche riscontrate, oltre a costituire violazioni della normativa ambientale, comportano un concreto rischio di contaminazione del terreno con potenziale inquinamento delle falde e delle matrici ambientali circostanti. I reflui di un impianto di autolavaggio di fatto possono contenere detergenti, idrocarburi, oli esausti e altre sostanze pericolose, capaci di compromettere la qualità del suolo e di contribuire alla diffusione di sostanze contaminanti anche nelle acque superficiali e di falda.
A conferma della delicatezza ambientale delle situazioni rilevate dai Carabinieri Forestali, tutti sequestri operati sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria. I controlli effettuati rientrano nelle attività dei Nuclei Carabinieri Forestali del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone, impegnati nel controllo del territorio ai fini della prevenzione e della repressione dei reati ambientali che possono mettere potenzialmente a rischio la salute pubblica e la qualità dell’ambiente.



