* PRIMO PIANOsindacale

Cassino – Grande partecipazione alla manifestazione per il lavoro

E’ stata molto partecipata la manifestazione di protesta di questa mattina a Cassino contro l’abisso del  settore Automotive che per un enorme comprensorio è stato per oltre mezzo secolo quello trainante e ha rappresentato il più grande insediamento industriale del Lazio.  La manifestazione, indetta dai sindacati e sostenuta dai Sindaci, ha visto la partecipazione anche di varie forze politiche e sociali non solo della zona.

Dire che una reazione forte come quella di questa mattina è stata tardiva appare addirittura ovvio. Ormai da anni si assiste al logoramento del tessuto industriale del Cassinate e, in particolar modo, di quello dello stabilimento Stellantis con il suo enorme indotto. Ciò non inficia comunque l’alto valore che la mobilitazione rappresenta.

 Un grido che non è più di allarme ma di dolore e che lo Stato non può certo evitare di ascoltare laddove, ad aggravare la situazione, si deve mettere in conto il mancato ingresso nella ZES che determina l’accerchiamento proprio del Lazio Meridionale, da parte di territori dove gli investimenti industriali e la gestione degli insediamenti è enormemente più conveniente. Una scelta che è in capo al Governo e a nessun altro (restano alle cronache i coriacei ed eloquenti tentativi del parlamentare della Lega Ottaviani per cercare di far cambiare la tragica decisione) e che, nel combinato disposto con l’evidente marginalità che il Cassinate subisce nei progetti del colosso automobilistico, può rappresentare il colpo di grazia per l’impiego di migliaia di lavoratori.

I sindaci hanno partecipato in gran numero. Sono coloro che più di ogni altro hanno lottato, come hanno potuto, contro il progressivo indebolimento del tessuto industriale. Il sindaco di Cassino, Enzo Salera, è stato uno dei principali protagonisti dell’azione contro il pericolo di desertificazione industriale. Lo ha fatto con i mezzi che ha: ha scritto alla presidente del Consiglio, ha sollecitato l’impegno di tutti, ha varato atti formali. Anche nell’organizzazione della manifestazione odierna va riconosciuto a Salera un ruolo protagonista.

Il momento è particolarmente bollente poiché pare più difficile che mai per le imprese che prestano servizi per lo stabilimento Stellantis. Mentre la vertenza Trasnova-Logitech-Tecnoservice è ancora feroce perché vede la possibilità che sfumino centinaia di posti di lavoro se entro il prossimo primo maggio non sarà rinnovato l’appalto per la movimentazione auto, si apre la crisi della Atlas IFM. Si tratta dell’azienda che si occupa delle pulizie: ottanta lavoratori sono senza stipendio e sono in sciopero a oltranza.

Che la situazione di crisi del settore è molto grave e che le scelte dei principali investitori non premino il Lazio è ormai cosa accertata. A niente o quasi sono serviti, per esempio, i volentersosi, impegnati e caparbi, reiterati tentativi della Regione Lazio direttamente presso la dirigenza di Stellantis. Lo stabilimento di Piedimonte San Germano ha continuato a lavorare pochissimo con il ricorso continuo alla Cassa Integrazione e la richiesta di portare nel Lazio Meridionale la costruzione di nuovi modelli è rimasta senza risposte.