Elezioni Frosinone – I socialisti presentano la prima lista, Papetti già in campo
Chi pensa che i socialisti abbiano pigiato il piede sull’acceleratore delle Comunali 2027 troppo presto si sbaglia.
In verità di quelle elezioni, che si svolgeranno in simultanea con Roma e preludono alle Regionali, non solo si parla già e non da adesso, ma a Roma si iniziato a confezionare i ranghi con attenzione e perizia già da prima dell’estate.
LA SMANIA ELETTOALE PER IL ’27 NON E’ SOLO FRUSINATE, ROMA CAPITALE DOCET
Nelle federazioni regionali dei partiti di centrodestra, per esempio, sanno bene che se vorranno contendere Roma al centrosinistra, magari con l’ausilio della legge elettorale in fieri, si dovranno presentare con una candidatura forte e un programma ben preparato e credibile. Il prossimo infatti sarà con ogni probabilità il sindaco di una nuova Roma Capitale, quella con i poteri speciali, quelli legislativi: sarà il capo di una vera capitale europea, una città stato. Per presentarsi a quella campagna elettorale con un assetto competitivo almeno un anno di lavoro serve, altroché.
A parti invertite, fatte le dovute proporzioni di dimensioni e importanza, è facile convincersi che la cosa valga anche per Frosinone: se il centrosinistra volesse effettivamente contendere al centrodestra lo scettro del capoluogo ciociaro dovrebbe mettersi subito all’opera, altroché.
LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA IN FRANTUMI DA ANNI ENORME REGALO AL CENTRODESTRA
In primis per costruire una coalizione che attualmente non esiste: chi descrive il centrosinistra “in frantumi” non fa che riconoscere una situazione che esiste ormai da anni e che negli ultimi dodici mesi si è acuita: alle scorse elezioni il Pd presentò la candidatura di Domenico Marzi e i socialisti quella di Vincenzo Iacovissi. Il centrosinistra era già in frantumi, si presentò diviso. Se non bastasse, attualmente Marzi appoggia il governo del centrodestra di Mastrangeli. Per ricreare una coalizione di centrosinistra, insomma, occorre tempo. Non solo, occorre intelligenza (e questo vale anche per il centrodestra). A Frosinone, infatti, la coalizione di centrosinistra non si può fare senza il Partito Democratico e il Partito Socialista Italiano. Le altre componenti sono molto piccole sotto il profilo elettorale. Queste due forze, dunque, devono trovare un accordo. Pena, com’è successo alle scorse consultazioni, un enorme regalo al centrodestra.
Il tempo è tiranno, dodici mesi (quelli prima della vera campagna elettorale) passano presto e veri, eventuali, accordi tra i due partiti non ci potranno essere prima di un avvenimento: il famigerato congresso del Partito Democratico. Prima della celebrazione di quel congresso, infatti, il PD non ha un interlocutore ufficiale. Occorre attendere i nuovi organismi dirigenti. Resteranno una decina di mesi di tempo prima della campagna elettorale per il ‘27.
Tutto questo discorso per dire che la discesa in campo come candidato a sindaco di Vincenzo Iacovissi non può essere vista come elemento detonante della frantumazione, perché essa già esiste da anni. Semmai può essere, anche se tra mille difficoltà, la possibilità di ricostruzione della coalizione. Per una serie di motivi ben più importanti della lesa maestà rappresentata dalla candidatura “non discutibile” da parte del PSI. Uno di questi l’ha ben spiegato il segretario regionale dei socialisti, Gianfranco Schietroma: “ritirare la candidatura di Iacovissi equivarrebbe e non avere più alcun valore aggiunto da apportare alla coalizione. Ciò perché non solo non ci sarebbero più le liste civiche che si sono formate intorno a quella figura ma molto probabilmente verrebbe meno anche la lista dei socialisti”. Un valore aggiunto del quale il Partito Democratico ha un forte bisogno, e non solo per le Comunali, per creare un’alternativa al centrodestra.
“FROSINONE APERTA”, RAMIFICATA E… STORICA
Orbene, chi non conosce Frosinone e i suoi meandri potrebbe pensare che la lista presentata l’altro giorno dai socialisti, “Frosinone Aperta”, capitanata dal consigliere comunale Armando Papetti (che resterà civico, ha dichiarato che non aderirà al gruppo socialista) sia una civica qualsiasi. Ebbene i componenti della lista non sono stati presentati ufficialmente ma le presenze viste l’altro giorno nella federazione socialista rappresentano una Frosinone molto interessante, ramificata, “storica” e che per anni è stata lontana dalla ribalta politica ma non dalla vita sociale più verace della città. Quella lista, insomma, potrebbe certamente essere definita “un valore aggiunto”.
IL CENTRODESTRA HA ALTRI PROBLEMI SERI
Anche il centrodestra frusinate, attualmente, ha i suoi problemi: la maggioranza di Mastrangeli, retta da forze esterne provenienti dal centrosinistra, crea problemi ai partiti tradizionali, soprattutto nella prospettiva della coalizione elettorale per le prossime Comunali. Problemi articolati ben oltre il mal di pancia dei rappresentanti di Forza Italia ormai fuori dalla maggioranza da tempo. Le prossime settimane, al netto dei risultati delle Regionali in corso, saranno importanti anche per Frosinone, tenendo bene a mente che si voterà un simultanea anche a Roma. Vale per tutte le coalizioni la difficoltà di far passare contraddizioni politiche in centri importanti come può essere un Capoluogo in certi momenti, non solo per il centrosinistra.
Nel servizio le interviste a Vincesco Iacovissi, Armando Papetti e Gianfranco Schietroma


