Benissimo la ZLS ma uno strano vuoto circonda la bella notizia della ZES
La notizia dell’approvazione della ZLS, la Zona Logistica Semplificata che offre importanti vantaggi per determinate aree, contrassegnate dai comuni del Lazio (18 nella provincia di Frosinone) è un traguardo atteso da anni che finalmente, con la firma del sottosegretario Mantovano e il perfezionamento da parte della Regione Lazio di Rocca, è arrivato. Ottimo risultato. Ora si deve passare in fretta all’attuazione perché, com’è evidente, il Lazio meridionale specialmente è a gravissimo rischio di spopolamento industriale.
Quello strano vuoto pneumatico intorno all’approvazione dell’Ordine del Giorno Ottaviani sull’ingresso nella ZES
Contemporaneamente lascia per lo meno perplessi il vuoto pneumatico o quasi nel quale è caduta, come se fosse il prosieguo dell’immobilismo dei mesi precedenti, la notizia anch’essa di straordinaria importanza, dell’approvazione della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati dell’Ordine del Giorno proposto dallo ZAR On. Nicola Ottaviani, che apre alla concreta possibilità per le province del Lazio che ne hanno diritto (i tecnici hanno appurato che quelle del Lazio Meridionale ce l’hanno) a entrare nella ZES Unica. Ingresso che offre enormi vantaggi alle imprese. Intorno alla notizia della ZES dovrebbe, in un mondo intelligente o almeno non completamente fuso, formarsi un’immediata, rovente e febbrile task force che si aggrappi al gancio di quell’approvazione e spinga forte per dare speranza, tanto per dirne una, alle centinaia di famiglie che quest’anno faranno Natale con 800 euro di cassa integrazione e il prossimo chissà. A quelle che già questo Natale le 800 le vedono col binocolo, a tutto il sistema territoriale che ha esigenza di ricominciare a vedere oltre la fuliggine del disastro annunciato e avvolto da una strana rassegnazione.
Nenche il centrosinistra “specula” sulla figuraccia di chi nel centrodestra sosteneva la mancanza di requisiti per la ZES. Passivi persino di fronte a un rigore a porta vuota
Neanche la strumentalizzazione sembra vivificare la politica di questi territori: importanti esponenti del centrodestra hanno detto e ripetuto che l’ingresso nella Zes unica per il Lazio era impraticabile per mancanza di requisiti. Un bersaglio facilissimo per un’opposizione minimamente in gara. Invece che succede? Niente! Il vuoto, la vacuità. Incomprensibile il silenzio di tutti e specialmente del centrosinistra.
L’On.Mattia annuncia lo studio di una proposta di legge con la quale tutti i territori in crisi possano entrare nella ZES. Ma quanto tempo ci vuole?
Oggi il deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia, ha incontrato il segretario provinciale dell’UGL, Valente, che è stato protagonista pochi giorni fa di un’iniziativa basata soprattutto sulla necessità di darsi una scossa per ottenere l’ingresso della ZES Unica del Mezzogiorno, quella che esiste ai confini con le province di Frosinone e Latina e che in brevissimo tempo determinerà una catastrofe già ampiamente annunciata al comparto produttivo di questi territori.
Mattia nel manifestare soddisfazione e congratularsi per l’arrivo della ZLS ha considerato quel che tutti considerano: la ZLS è importantissima ma non basta. Ci vuole la ZES. E a tal proposito è stato l’unico a esprimersi sull’approvazione dell’Ordine del Giorno della Commissione Bilancio. Ha detto che è importante ma che non risolve. Per risolvere, ha detto Mattia in una nota, Fratelli d’Italia sta lavorando a una proposta di legge che consenta a tutte le zone a rischio crisi d’Italia di entrare nella ZES. Dunque non si parla dell’ingresso delle province del Lazio, accerchiate ai confini e con l’acqua alla gola, ma di tutta Italia. Una dichiarazione che in tempi normali sarebbe interessante ma allo stato attuale desta preoccupazione.
Con tutto il rispetto per il lavoro dei parlamentari il sospetto che i tempi per l’ideazione di una proposta di legge, l’iter parlamentare per l’approvazione e quello per l’attuazione non siano compatibili con la strettissima necessità che hanno questi territori non può non balenare nella mente. E’ più di una sensazione quella che consiglia di fare in fretta per fare entrare le province del Lazio nella ZES. Il rischio concreto è che quella legge rischi di arrivare quando i buoi (leggi le imprese) saranno ampiamente fuggiti dalla stalla.
Per sopperire al vuoto di potere c’è l’esigenza di uno scatto d’orgoglio, concretezza e il sacrificio di superare gli steccati della concorrenza politica
Recentemente il collega Corrado Trento, in un fondo su Ciociaria Editoriale Oggi dal titolo “Quella cultura del “no” che ha affossato la Ciociaria”, ha descritto, tra l’altro, una fase nella quale il vuoto di potere della classe dirigente della provincia di Frosinone è giunto all’insostenibilità. Corrado in quell’articolo si riferisce soprattutto alla vicenda che vede ancora una volta accendersi la discussione sulla possibilità di costruire un aeroporto a Frosinone ma porta anche altri esempi. Uno è quello della Zes: “si farà davvero?”, chiede e si chiede riferendosi all’approvazione dell’Ordine del Giorno di Ottaviani che, dico io, stabilisce che l’ingresso nella ZES è possibile (cosa negata fino a subito prima da importanti esponenti politici). Mi trovo molto d’accordo con Corrado. Fino a che punto la classe dirigente della provincia di Frosinone, specialmente quella politica, continuerà a mostrarsi completamente subalterna a logiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse di questo territorio? Di esempi che dimostrino questo stato di cose, impietosi, se ne potrebbero fare diversi ma non gioverebbero al risultato.
Il risultato da cogliere, infatti, è un sussulto di orgoglio. E’ una spinta verso il riscatto che necessita della valorizzazione di tutte le energie positive, persino quelle degli avversari. Viva la ZLS ma la ZES si può ottenere ed è quello che serve alle imprese e alla gente del Lazio meridionale. Anche a costo del “sacrificio” di non farsi la guerra tra partiti ufficialmente alleati.



