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Comune di Frosinone – L’insostenibile perseveranza del centrismo

Tutto unisce e tutto divide. Più che un’idea è un modo di essere. Quello più avvolgente e protettivo. Fatti salvi i grandi del passato o i reduci che ancora agiscono, ottuagenari e tenaci, nel presente, il “centrismo” oggi non ha più niente a che vedere con il “centro” che la politica italiana ha conosciuto e nel quale è cresciuta.

Il “centrismo” è il fratello impegnato del qualunquismo cioè di quella malattia dell’essere apolitico che spinge i tantissimi ingenui italiani a generalizzare quando ci si accosta al genere politico per giustificare la propria superficialità. Il “centrista” infatti non generalizza e non si disinteressa, anzi, s’impegna in politica anche con velleità di protagonismo ma lo fa senza sobbarcarsi del fardello dell’appartenenza. In sostanza è un nulla politico e allo stesso tempo un tutto.

Lontanissimo, torno a specificare, da quel che era e in parte ancora è il politico di centro, collocato nettamente e senza commistioni tra la sinistra e la destra, il “centrista” è un animale osmotico che permea, ma soprattutto si lascia permeare, da ogni conveniente appartenenza.

Dispiace doverlo identificare sempre più con l’interessante vicenda politica del civismo, quello che per alcuni anni è stato una concreta e leale barriera ai comitati d’affari che i partiti erano diventati.

Quel che sta accadendo in questi anni e, spiccatamente, in questi giorni a Frosinone potrebbe essere indicato come un caso di scuola di quello che sto argomentando.

IL CENTRODESTRA IN FRANTUMI

Un governo di centrodestra in frantumi. Uscita dalle urne con una maggioranza schiacciante, frutto certamente e in buona parte, dei risultati raggiunti dalle amministrazioni precedenti le quali, evidentemente, si erano fatte apprezzare dalla cittadinanza, l’amministrazione di Riccardo Mastrangeli ha percorso una via crucis da poco dopo la partenza ai giorni nostri, con continui distinguo e abbandoni, fino al caso davvero eclatante delle ultime ore che vede un esponente in vista di un partito della sua maggioranza, rappresentato copiosamente com’è Fratelli d’Italia, che dichiara un anno e mezzo prima delle elezioni che si presenterà per la carica di Sindaco. Si tratta, in assenza di un distinguo o una precisazione da parte dei dirigenti provinciali del partito di una sostanziale sfiducia nei confronti di M che, nonostante tutto, durante il suo governo ha raggiunto comunque ottimi risultati (basta vedere le opere) e altri ne ha pronti. La scelta di dissociarsi, insomma, non potrebbe che essere politica e, in sintesi, destinata a creare non pochi strascichi non solo a livello comunale.

UNA SITUAZIONE CHE HA DELL’INCREDIBILE

La situazione dunque, attualmente, se intanto non saranno sopraggiunte novità, ha dell’incredibile: non solo il centrodestra è in frantumi ma è accaduto quanto mai si era registrato nel capoluogo. Ci troviamo infatti di fronte a una maggioranza che a un anno e mezzo dalla scadenza potrebbe cadere a causa di una decisione difficilmente comprensibile. Essa è infatti di un partito che finora ha condiviso il governo della città in modo sostanziale e che lascerebbe agli avversari una favolosa argomentazione, assumendosi la responsabilità del tramonto di diversi importanti risultati da raggiungere e assolutamente raggiungibili in favore della cittadinanza. Insomma certe cose, per esempio gli sgambetti e gli abbandoni, non sono certo una novità ma si covano nelle segrete stanze, si tirano fuori al momento opportuno, non di certo a una distanza così lunga dalle elezioni.

PERCHE’ E’ TUTTO POSSIBILE

Però anche l’incredibile oggi assume una sua credibilità. Ciò perché in effetti poco importa se il centrodestra è esploso o imploso e comunque potrebbe arrivare spaccato al voto rimettendo in vita avversari obiettivamente all’angolo. E’ tutto pensabile perché è stata considerata una risorsa quella dei centristi di cui sopra, cioè quella massa non bene identificata sotto il profilo dell’appartenenza che funge da truppa professionale (nel senso di disponibile di qua o di la, a seconda di una serie incalcolabile di variabili).

MA QUANTO VALGONO I CENTRISTI?

 Il problema semmai è l’attribuzione di un vero peso, certamente non politico, ma elettorale a questa truppa. Quanto effettivamente valgono in termini elettorali i vari transfughi, da una parte e dall’altra, specialmente quelli che sono stati creati ad hoc proprio in itinere dell’elezione di Mastrangeli? Difficile da dire, dunque, rischioso. Molto rischioso per chiunque pensi che è con loro che si può costruire una vera compagine vincente per le Comunali di Frosinone. I fattori che valgono la vittoria nel capoluogo ciociaro sono complessi, profondi e hanno a che fare poco con elementi di truppa intercambiabili.

L’IPOTESI FANTAPOLITICA DUNQUE ATTUALE

Se Fabio Tagliaferri sarà effettivamente il candidato di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni e la sua candidatura annunciata a mezzo stampa non sarà smentita dal partito in breve tempo (cosa che sarebbe pazzesca in effetti, più credibile che si tratti di una sua mossa, proprio di Tagliaferri che ha sempre saputo usare bene l’informazione a suo vantaggio) non si vede come il medesimo partito possa sostenere ancora Mastrangeli per il rimanente anno e mezzo. Frosinone dovrebbe andare, dunque a elezioni anticipate o incontro a un lungo periodo di commissariamento. In questo lasso di tempo si andrebbero a creare (come sta già avvenendo) delle coalizioni certamente trasversali nelle quali i “centristi” dovrebbero giocare un ruolo strategico. Come facciano i decisori di questi partiti ad attribuirglielo (ma magari la stessa domanda andrebbe posta a certi analisti) è un mistero. E’ come giocarsi il tutto per tutto puntando su un cavallo che non si sa quanto sia valido o zoppo. E’ la fantapolitica bellezza, cioè la politica dei nostri giorni.

Dario Facci

Giornalista, fotoreporter e videomaker. Suoi articoli sui quotidiani: L’Unità, La Repubblica, sui mensili Lo Stato delle Cose, Qui Magazine, Numero Zero, To Be, O. Ha lavorato presso le redazioni di RadioTeleMagia, RTM Televisione, TVN Televisione; ha condotto una trasmissione presso RadioDay. Ha diretto entrambi i quotidiani frusinati Ciociaria Oggi e La Provincia Quotidiano; coordinatore dell’edizione provinciale del quotidiano L’Opinione diretto da Arturo Diaconale; direttore del bimestrale di cucina professionale Accademia del Buongustaio; direttore del mensile Perté, del settimanale Perté Week e del quotidiano online Perté Online. Suoi articoli appaiono su TG24.info, sul quotidiano online TuNews24.it e sul settimanale cartaceo Tu News. È autore dei blog dariofacci.it e lacucinadellazio.com. Collabora con le emittenti televisive del gruppo Netweek. Sue fotografie sono state pubblicate da giornali italiani ed esteri.