* PRIMO PIANOPolitica

Frosinone – Dopo il bilancio risolto anche il caso Giunta

Se Karl Popper fosse ancora vivo si sarebbe precipitato a Frosinone per conoscere M, il sindaco.

Il filosofo del Problem Solving come costante di ogni attività umana, e specialmente di quella più nobile, la politica, avrebbe voluto conoscere l’amministratore pubblico che ha avuto tutti i possibili dilemmi dai quali trarsi d’impaccio e forse anche qualcuno impossibile (per esempio quello del capogruppo della Lega che sta all’opposizione mentre la Lega sta in maggioranza e, anzi, è il partito del sindaco!).

Sarebbe estasiato Potter al pensiero che i problemi che non ha avuto in sorte, M se li è creati da solo (vedi il caso dell’assessora sostenuta dal consigliere Cirillo che non rispondeva al consigliere Cirillo e che M ha estromesso dalla giunta solo quando Cirillo aveva smesso di chiedere che venisse estromessa dalla Giunta).

Sarebbe stato impaziente Potter, ansioso di stringere la mano ad M con fervore per tutte le volte che è riuscito ad uscire dall’angolo con disinvoltura e non avrebbe certamente resistito dal salire sul primo aereo da Londra per scoprire direttamente dalle sue parole, da quelle di M, come è potuto accadere che Fratelli d’Italia, il gruppo politico più numeroso della maggioranza, si autodistruggesse nella lotta intestina proprio quando aveva iniziato a mettere in dubbio il sostegno alla sua ricandidatura per le elezioni del 2027.

Non starebbe nella pelle il filosofo austriaco per scoprire come dal nulla nascesse un nuovo gruppo consiliare a favore proprio di M, un gruppo dal nome grintoso come “Identità Frusinate”. Sarebbe sopraffatto dall’emozione per scoprire come, in un momento difficilissimo, quel gruppo sia stato composto da un consigliere che se ne era andato indignato all’opposizione e inoltre sia stato favorito da una ex assessora che proprio lui, M, aveva disarcionato dalla giunta in modo alquanto rumoroso, un personaggio chiave che aveva fatto proclami di guerra e che invece ora è tornata dalla parte del sindaco. Non solo: sarebbe quasi svenuto Popper al pensiero che tra i creatori di “Identità Frusinate”, gruppo paladino e salvatore dei numeri della maggioranza, c’è la prima dei non eletti del Partito Democratico, il partito capo dell’opposizione. Apparirebbe quasi febbricitante il grande Karl per sapere com’è stato possibile che il candidato sindaco avversario di M alle elezioni, risultato sconfitto, sia diventato colui che lo ha salvato con i voti del suo gruppo proprio quando i numeri del sindaco sembravano allo stremo.

Avrebbe stretto la mano al sindaco Riccardo Mastrangeli con un filo di emozione Karl Potter, quando i due nuovi assessori, Massimo Sulli e Maria Teresa Spaziani, hanno ricevuto qualche ora fa la nomina, solo due giorni dopo l’approvazione del Bilancio di previsione, quello che stolti scettici credevano potesse essere un problema per il mago del “Problem Solving”.

Ci sarebbe stato solo un po’ di sconcerto all’arrivo di Potter, non perché di ritorno dall’aldilà ma perché accompagnato dallo Zar, l’on. Nicola Ottaviani.

Dario Facci

Giornalista, fotoreporter e videomaker. Suoi articoli sui quotidiani: L’Unità, La Repubblica, sui mensili Lo Stato delle Cose, Qui Magazine, Numero Zero, To Be, O. Ha lavorato presso le redazioni di RadioTeleMagia, RTM Televisione, TVN Televisione; ha condotto una trasmissione presso RadioDay. Ha diretto entrambi i quotidiani frusinati Ciociaria Oggi e La Provincia Quotidiano; coordinatore dell’edizione provinciale del quotidiano L’Opinione diretto da Arturo Diaconale; direttore del bimestrale di cucina professionale Accademia del Buongustaio; direttore del mensile Perté, del settimanale Perté Week e del quotidiano online Perté Online. Suoi articoli appaiono su TG24.info, sul quotidiano online TuNews24.it e sul settimanale cartaceo Tu News. È autore dei blog dariofacci.it e lacucinadellazio.com. Collabora con le emittenti televisive del gruppo Netweek. Sue fotografie sono state pubblicate da giornali italiani ed esteri.