Mauro Vicano: il congedo del regista. Trent’anni da protagonista nel cuore della Ciociaria
Non è solo un funzionario che firma l’uscita dal servizio; è il passaggio di testimone di un uomo che, per oltre tre decenni, ha rappresentato il baricentro decisionale della provincia di Frosinone. Dal 2 febbraio scorso Mauro Vicano è entrato in quiescenza, ma la sua ombra lunga continuerà a proiettarsi sulle istituzioni che ha contribuito a fondare, difendere e innovare.
L’Architetto della Sanità Moderna
Definire Vicano un dirigente della ASL sarebbe un esercizio di riduzionismo. Egli è stato, nei fatti, l’architetto della sanità ciociara. Attraverso 33 anni di carriera folgorante, ha scalato ogni vetta: da Direttore Sanitario a Direttore Generale, lasciando un’impronta indelebile nei distretti strategici di Frosinone, Cassino e Anagni.
La sua non è stata una gestione di ordinaria amministrazione, ma di visione e coraggio:
- Il Fondatore: C’è la sua firma storica sull’inaugurazione dell’Ospedale “Fabrizio Spaziani”, il cuore pulsante della sanità del capoluogo.
- Il Capitano nel Momento Critico: Quando la tempesta del Covid-19 ha travolto il Paese, Vicano è stato l’uomo del “comando operativo”. Ha trasformato le infrastrutture, creato posti letto dal nulla, riorganizzato flussi e protocolli. Se lo Spaziani ha retto l’urto della pandemia, è stato grazie alla sua capacità di “scaricare a terra” decisioni rapide in ore drammatiche.
- L’Innovatore del Territorio: Dalla ristrutturazione della rete ospedaliera provinciale alla pionieristica Casa di Comunità di Pontecorvo, Vicano ha ridisegnato la mappa dei servizi ai cittadini.
La Politica come Arte del Possibile: Il “Kingmaker” di Frosinone
Ma il genio di Vicano si è espresso con uguale potenza nell’arena politica. Un “animale politico” di rara intelligenza, capace di navigare tra le tante differenti correnti senza mai perdere la rotta né la propria centralità.
Dalle esperienze in consiglio comunale a Veroli e Frosinone, fino alla presidenza della Saf, Vicano ha dimostrato di saper gestire non solo i bilanci, ma anche il consenso. La sua vera prova di forza è datata 2022: quando i partiti tradizionali hanno cercato di frenarne l’ascesa, lui ha rilanciato con una sfida solitaria e coraggiosa. Il suo 4,6% non è stato un numero, ma un capolavoro tattico: al ballottaggio è diventato l’ago della bilancia, il Kingmaker che ha siglato l’accordo decisivo con Riccardo Mastrangeli, confermando che a Frosinone non si vince senza passare dal suo benestare.
L’Eredità di un Vincente
Mauro Vicano lascia la ASL non per stanchezza, ma per compiere l’ennesimo passo di una carriera vissuta sempre in attacco. Personalità “ingombrante”? Certamente, come lo sono tutti i leader dotati di un carisma che mette in ombra la mediocrità.
Esce di scena un uomo che non ha mai cercato il banale consenso, ma la concretezza del risultato. Se la scrivania di via Fabi oggi appare più vuota, è perché Vicano non l’ha semplicemente occupata: l’ha onorata con una presenza che ha fatto la storia del territorio.
Per un uomo con la sua tempra e il suo ego da vincitore, la pensione non è un traguardo, ma solo il pretesto per iniziare una nuova, ambiziosa partita. La Ciociaria non ha ancora finito di sentire parlare di Mauro Vicano.



