Capitale della Cultura 2028 – Audizione Hernica Saxa, una prova magistrale
Stamattina, nella Sala Giovanni Spadolini del Ministero della Cultura, si è svolta l’audizione finale per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Magistrale.
Di fronte alla commissione i sindaci delle quattro Città erniche fortificate che hanno dato origine al progetto, Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, hanno portato un progetto ricco, credibile, concreto e denso di visione.
Non solo, una compagine unita e imponente di Primi Cittadini, insieme al presidente della Provincia Luca Di Stefano, all’assessore al Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini, al Vescovo Santo Marcianò e a una quantità di alte personalità del mondo della cultura e di preparatissimi tecnici, ha illustrato le tante buone ragioni per le quali l’Italia potrebbe andare fiera dal 2028 in poi di Hernica Saxa.
Una giornata certamente intensa, dunque, e ricca di emozioni per i sindaci Daniele Natalia, Maurizio Cianfrocca, Germano Caperna e Piergianni Fiorletta ma non solo. Una giornata estremamente significativa per tutto un territorio che nelle parole e le speranze che sono state pronunciate si riconosce ora e si riconoscerà in futuro. La qualità della presentazione e la sostanza delle ragioni sono state già una vittoria proprio nel riconoscimento di una forza corale, oltre qualsiasi campanilismo.
A raccontare un intero territorio, tra gli altri, anche lo scultore di fama internazionale, anagnino, Jago: la testimonianza di un artista che ha scelto di tornare nella propria città e nella propria terra, dimostrando che il talento può partire dalla Ciociaria e può tornarvi – ha detto il Sindaco di Anagni – continuando a sentirsi cittadini del mondo – aggiungiamo noi. Presenti anche una delle firme più apprezzate del giornalismo culturale italiano, Vittorio Macioce, i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Veroli che hanno proposto il più noto tra i piatti tipici ciociari: la fettuccina, anche se non è il più particolare.
Ma appassionato ed entusiasmante è il contributo dell’Arcivescovo Santo Marcianò, che ha sottolineato come il territorio delle quattro città, che peraltro ricadono tutte nelle due diocesi di cui è arcivescovo in persona episcopi, “rappresenti una straordinaria unicità, che non ho trovato altrove, pur avendo girato a lungo l’Italia per il mio ministero. Un territorio originale e originante, capace di offrire tante e importanti testimonianze culturali e religiose, due aspetti che d’altro canto spesso vanno di pari passo”.
“Abbiamo portato a Roma – ha affermato il sindaco Natalia – l’identità, la storia e il cuore di un territorio che ha deciso di credere nella Cultura come strada di crescita e di futuro.
La prossima e determinante tappa: il verdetto. Tutti i riflettori sono puntati sul 27 marzo, data in cui verrà ufficializzata la decisione finale. Per la Ciociaria non si tratta solo di un titolo, ma di trasformare questa “straordinaria opportunità in un volano di sviluppo per le future generazioni.
“A sostenere e rafforzare la candidatura – ha detto il sindaco di Alatri, Maurizio Cianfrocca – figure di grande prestigio e profondamente legate alla nostra terra, tra questi lo scultore Jago, anagnino, protagonista della scena artistica mondiale, e il giornalista Vittorio Macioce, firma autorevole del giornalismo culturale italiano, anch’egli figlio della Ciociaria.
Un segnale forte di unità istituzionale è arrivato anche dal sostegno dell’Assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini, del Presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano e di Sua Eccellenza Santo Marcianò, Arcivescovo delle Diocesi alle quali appartengono tutte e quattro le città fortificate, presenza che ha rappresentato il valore spirituale e culturale che caratterizza l’identità della provincia di Frosinone.
È stata la testimonianza concreta di un territorio compatto, capace di fare squadra ai massimi livelli, con un progetto solido, curato in ogni dettaglio e animato da un obiettivo chiaro e raggiungibile, insieme. Un territorio che è stato culla della cultura occidentale e che si è distinto in tutte le epoche”.
“Vedere la Sala Spadolini gremita – ha scritto il sindaco di Veroli, Caperna – è stato il segno più forte di un territorio che sa fare squadra e che crede profondamente nelle sua ricchezza, con i tanti Sindaci presenti: la testimonianza diretta di quanto questa candidatura appartenga a tutti”.














