Congresso PD – Segreteria Migliorelli nel solco della tradizione, si litiga come prima
Il titolo è certamente ingeneroso, il nuovo corso del Partito Democratico della provincia di Frosinone merita un po’ di ottimismo e una sfera di speranza. Se non altro per lo sforzo sovrumano che in tanti hanno dovuto fare per far ripartire una macchina che si era ingolfata fino all’immobilismo da un anno e mezzo. Quel titolo però non è falso: la buona volontà di riaggiustare i cocci e portare al risultato dei nuovi organi dirigenti non ha cancellato le distanze e l’insofferenza che le varie componenti hanno dimostrato reciprocamente per troppo tempo.
Il congresso di domenica scorsa è partito con gli animi esagitati, la riunione prima dell’inizio dei lavori (leggi qui il precedente) non ha risolto i problemi sulla vice segreteria (quelli della Schlein la volevano in solitaria, i Riformisti di Guerini sapevano che ce ne sarebbero state due e lo pretendono). Le accuse reciproche di mancato rispetto degli accordi non si sono esaurite, nonostante gli sforzi di Leodori e Mancini (rumorosa ed eloquente l’assenza della responsabile dell’organizzazione del partito, Marta Bonafoni). Così hanno deciso di celebrare lo stesso il congresso, cioè la ratifica degli accordi non contestati e di gettare, come si dice, il pallone in tribuna per evitare lo scontro in campo aperto, lasciando in sospeso le materie del contendere.
Come spesso accade le scorie delle antiche avversioni vengono rivitalizzate dalla brace non ancora spenta ed oggi, il giorno dopo, si sono registrati scambi al vetriolo che il nuovo segretario non può ignorare di certo.
Non solo. Oltre a quella della Bonafoni un’altra essenza pesante al congresso è stata quella del sindaco di Cassino, Salera. Questi, il più importante tra i pochi sindaci del Pd in centri grandi, com’è noto è in aperta polemica (per usare un eufemismo) con i dirigenti, tutti, per questioni legate alla candidatura per la presidenza della Provincia. Problemi interni al partito. Che della questione Salera non sia stato fatto cenno al congresso però è un segno delle sensibilità urticate che permangono a tutti i livelli.
Per la politica, per la rappresentanza del territorio provinciale però, è indispensabile che immediatamente il più impofrtante partito del centrosinistra si rimetta in marcia senza troppi impedimenti. Il momento è tragico sotto tanti punti di vista ed un ritorno ad una visione chiara del ruolo che deve svolgere non è procrastinabile. Sembra un paradosso ma è importante anche per il centrodestra.



