Provinciali – E’ il giorno. Si vince o si perde soprattutto dentro i partiti
E’ il giorno delle elezioni provinciali. Quelle per il rinnovo del Consiglio Provinciale, perché poi ci saranno quelle per eleggere il Presidente: un’altra delle indecifrabili norme contenute nella legge Delrio, la legge che ha tolto il diritto al popolo e lo ha dato alla politica.
Infatti domani a Palazzo Jacobucci sarà proprio la politica e solo la politica del territorio a sostenere gli esami. Cittadini esodati ma non solo: non saranno davvero i candidati a vincere o perdere (a parte pochissime eccezioni), saranno i loro sponsor. Il ruolo del Consigliere Provinciale è stato quasi totalmente svilito dal nuovo status delle Province e il fervore con il quale si muovono i partiti in questa lizza elettorale è qualcosa di molto diverso dalla conquista di un potere nel governo del territorio, è una gara tutta interna, per stabilire l’egemonia nel partito, più che tra i partiti.
Per questo diventa importante “chi porta chi” in queste elezioni. Un esempio lampante è l’attenzione a quel che accadrà nel Partito Democratico dove, come al solito, la battaglia infuria più che altrove. Qui è in pista il sindaco di Cassino, Enzo Salera, il quale si può dire che corra per se’ brandendo la bandiera del Cassinate, con il favore di parecchi pesantissimi voti ponderati (quelli che valgono di più insieme a Frosinone) e contro i candidati di De Angelis (AreaDem) e Battisti (Rete Democratica) che si contano rispettivamente, il primo su Luigi Vittori e, in parte, su Antonella Di Pucchio, la seconda su Luca Fardelli. Il Partito Democratico alle ultime elezioni ha eletto quattro consiglieri. Se non dovesse mantenere questo numero avrà comunque perso. Però, stando a quanto affermavamo prima, non è solo sul numero dei consiglieri eletti che si gioca la partita. Essa di gioca su chi sono gli eletti e anche su chi prende più o meno voti degli altri. Se Salera dovesse essere il primo degli eletti del PD avrà vinto una notevole battaglia e la complicatissia geografia dei Dem ciociari si complicherà ulteriormente. Su quanti voti prenderanno Vittori e Fardelli si calcoleranno altri pesi politici, immancabilmente.
Lo stesso, anche se con minore enfasi, potrebbe accadere in Fratelli d’Italia. Questi avevano eletto tre consiglieri nelle passate elezioni e oggi, per dirsi vincitori, devono aumentare a quattro (potrebbero superare o pareggiare il Pd, tra l’alltro nel Consiglio Provinciale, composto solo di 12 consiglieri, i resti giocano sempre un ruolo importantissimo per eleggere il dodicesimo e i pronostici sono quasi sempre stati smentiti). Anche qui la partita si gioca tra le varie anime del partito. Senza entrare troppo nel dettaglio i maggiorenti locali, più l’assessore regionale Righini che tenta di ritagliarsi uno spazio anche nella provincia di Frosinone, hanno dei loro rappresentanti in corsa. Probabile un taglio del nastro al fotofinish.
Altre curiosità: Raggiungerà il quorum Forza Italia per un seggio pieno (resti a parte, insomma)? Si chiede perché a vestire i panni azzurri la scorsa volta era stato Gianluca Quadrini, il “supervotato” delle Provinciali da sempre. Ora Quadrini (defenestrato da Forza Italia) corre con una sua iista. Forza Italia dovrebbe farcela perché ha in lista un consigliere di Frosinone, Pasquale Cirillo, che comunque porta in dote dei voti ponderati molto pesanti e un consigliere comunale di Sora, Valter Tersigni, che pure porta con se voti ponderati importanti. Chi la spunterà? Qui bisogna vedere come si muove il partito, per chi dei due effettivamente propenderà facendo muovere la bilancia dall’una o dall’altra parte.
Per il resto non si attendono grandi sorprese.



