Regione Lazio: nuovo Piano rifiuti, si chiude il ciclo
La Regione Lazio punta alla chiusura del ciclo dei rifiuti, guardando alla completa autosufficienza per il trattamento e lo smaltimento, il tutto 13 anni dopo la cessazione dei conferimenti presso la discarica di Malagrotta, la cui chiusura, senza prevedere un’alternativa, aveva messo in crisi l’intero sistema di gestione dei rifiuti. E quest’oggi la Giunta regionale del Lazio ha dato il via libera al nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR Lazio 2026-2031) che ora dovrà passare l’iter legislativo in Consiglio regionale.
Il Piano supera il modello precedente che prevedeva 5 ATO provinciali e, la Giunta Rocca, ne fissa due: ATO 1, ovvero il Lazio senza Roma (2,9 milioni di abitanti) e ATO 2, Roma Capitale (2,8 milioni di abitanti) . A presentare il nuovo Piano il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, insieme all’assessore al ciclo dei rifiuti, Fabrizio Ghera, al termine della riunione straordinaria di Giunta che, come sottolineato dal governatore, ha visto la presentaza di tutti gli assessori a riprova del valore anche politico di questo provvedimento. Dunque una scelta che consentirà, nelle intenzioni della Giunta, una gestione più mirata e risponde alle differenze strutturali tra territori, ponendosi come obiettivo la riduzione del 6% dei rifiuti entro il 2031. Il Piano analizza uno scenario inerziale , con una produzione di rifiuti costante rispetto al 2023: 2,865 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti, pari a 501 kg/ abitante; raccolta differenziata al 55,4% (56,2% il dato aggiornato dal Rapporto Arpa Lazio 2024). Con il programma PR FESR Lazio 2021-2027 la Regione Lazio ha investito l’importo di 60 milioni di euro per promuovere l’economia circolare, migliorare e innovare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, ammodernare e creare nuove linee di trattamento e riciclo dei materiali raccolti, finanziare interventi per ammodernare e potenziare la rete di raccolta differenziata e gli impianti di riciclo.
“Presentiamo il nuovo piano dei rifiuti. Il provvedimento segna l’inizio di una fase di ascolto costante con tutte le realtà territoriali”. Con queste parole il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha illustrato il Piano di gestione dei rifiuti 2026-2031, presentato presso la sede istituzionale regionale.
Secondo Rocca, si tratta di un cambio di passo significativo rispetto al passato, fondato su un confronto continuo con enti locali, operatori e comunità. “Una consultazione che in parte è già avvenuta”, ha precisato, sottolineando la volontà di costruire un sistema più condiviso e sostenibile.
Il presidente ha poi evidenziato le criticità che hanno caratterizzato gli anni precedenti: “Tra una crisi e l’altra il Lazio ha portato fuori regione tonnellate di rifiuti, spendendo soldi e capitale. Abbiamo detto basta a questo spreco di fondi pubblici”. Una gestione emergenziale che, secondo Rocca, ha pesato sulle casse pubbliche senza risolvere i problemi strutturali.
Nel suo intervento, Rocca non ha risparmiato critiche alla precedente amministrazione: “Il fallimento della giunta precedente sulla gestione dei rifiuti è stato evidente, tanto che ha richiesto l’intervento del governo”. Un sistema che, ha ricordato, si basava su una sola discarica attiva nel territorio di Viterbo per coprire l’intero fabbisogno regionale.
Il nuovo piano punta invece all’autosufficienza del Lazio attraverso una riorganizzazione territoriale: due macro-aree distinte, Roma Capitale e il resto della regione. “Questo consente una gestione più mirata dei territori”, ha spiegato Rocca, evidenziando come la differenziazione possa migliorare efficienza e programmazione.
Tra gli obiettivi fissati, anche una riduzione complessiva della produzione di rifiuti: “L’obiettivo è raggiungere il 6% di diminuzione entro il 2031”, ha concluso il presidente, indicando una strategia che mira non solo alla gestione, ma anche alla prevenzione.



