Elezioni Frosinone – Voci insistenti di coalizioni polverizzate
Trancassini (Fd’I) predica l’unità del centrodestra ma il percorso è sempre più arduo. Indiscrezioni assurde sulle dinamiche a sinistra
“Frosinone? Sostegno totale a Mastrangeli fino alle elezioni. In seguito tenterò di tenere unita la coalizione di centrodestra per affrontare il voto”.
Così il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini quando i cronisti gli hanno chiesto della maggioranza gassosa che sostiene il sindaco di Frosinone.
Ma poco prima, en passant, il coordinatore comunale del partito, Fabio Tagliaferri, aveva detto fuori dai microfoni ma ben udibile: “certo che presenteremo un nostro candidato a sindaco”. Non è certo la prima volta che lo fa. Qualche mese fa aveva annunciato ai giornalisti la propria candidatura. Certamente questa prospettiva non aiuta l’intenzione del coordinatore regionale.
Insomma, se fosse servito aggiungere confusione alle previsioni per le Comunali di Frosinone che si terranno il prossimo anno, l’occasione di ieri, cioè la conferenza stampa per l’ingresso nel partito del sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini, ha centrato l’obiettivo.
A sinistra e a destra il futuro immediato è sempre più nebuloso
Il futuro del centrodestra, al momento, è nebuloso. Più o meno come quello del centrosinistra. Le voci dal Palazzo, indiscrezioni senza conferme, narrano del tentativo del consigliere di opposizione, il “malpancista” Anselmo Pizzutelli, di ergersi a candidato sindaco di una coalizione in gran parte civica e sostenuta anche da Forza Italia, partito da tempo fuori dalla maggioranza in aperta quanto, nonostante gli sforzi, difficilmente comprensibile polemica.
Le voci narrano anche del possibile appoggio del Pd o di una parte di esso, a questo progetto ma qui saremmo veramente alla follia, trattandosi non di un paesino di poche anime ma di un capoluogo di provincia e in procinto di costruire il campo largo per le politiche.
Non basta. I pettegolezzi si accavallano anche sulla possibilità che il capogruppo del Pd, Angelo Pizzutelli, starebbe formando una sua lista in distinguo con le decisioni (ancora non note, non si sa se non prese) del suo partito. Se questa chiacchiera sfiorasse la realtà vorrebbe dire che il Partito Democratico di Frosinone è davvero alla dissoluzione. A queste voci non ci si può credere.
Se diventa pensabile e addirittura credibile l’assurdo c’è davvero da preoccuparsi:
Il fatto che sia diventato pensabile, fosse pure solo al livello di pettegolezzo, che il Partito Democratico preferisca disperdersi in avvenure civiche anzichè pensare a ricostruire un centrosinistra credibile (e a Frosinone si può fare solo con i socialisti, già in campo con quattro liste e il candidato sindaco Iacovissi) è preoccupante. Così come lo è senz’altro che si possa immaginare una scelta di Forza Italia che, senza un motivo più che forte, acceda a un’alternativa al centrodestra in una piazza importante come Frosinone, oppure che tra Lega e Fratelli d’Italia continui a non esistere uno straccio di contatto, franco e sereno, in contemporanea con le Politiche e le Comunali dell’Urbe.
Impensabile, in sintesi, che scelte del genere possano non avere delle ripercussioni a livelli sopraordinati e che possano sfuggire a strategie elettorali che tra il ’27 e il ’28 determineranno chi comanderà a tutti i livelli. Da una confusione del genere come può venir fuori un governo forte e produttivo per il capoluogo?



