La polizia sventa l’ennesima truffa ai danni di anziani: svelato il modus operandi
Continua da parte della Polizia di Stato il contrasto al fenomeno delle truffe agli anziani. Gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone, nello scorso weekend, sono entrati all’ingresso del casello di Ferentino dove hanno proceduto al controllo di un’autovettura Citroen C3 con una persona a bordo.

I numerosi precedenti penali a suo carico hanno indotto i poliziotti a procedere ad una meticolosa perquisizione veicolare e personale. L’intuizione, rivelatasi giusta, ha consentito di rinvenire un sacchetto di cellophane con all’interno monili in oro.
Pur non essendo ancora arrivata alcuna segnalazione di truffa perpetrata, ma avendo il tangibile sentore che il reato si fosse appena consumato, attraverso numerose domande gli agenti hanno cercato di carpire dall’uomo ulteriori informazioni.
Il fermato alla fine ha ammesso di essere stato contattato da alcune persone di cui non sapeva fornire le generalità, ricevendo solo le indicazioni sul luogo dove ritirare degli oggetti in oro che gli sarebbero stati consegnati da un ragazzo.
Una tempestiva ricostruzione dei fatti ha permesso di individuare la vittima della truffa, e, una volta giunti presso la sua abitazione, a pochi chilometri dal casello di Ferentino, hanno trovato ancora il ragazzo al telefono con il finto carabiniere che lo intratteneva con l’intento di impedirgli di contattare altre persone.
Il modus operandi, sempre lo stesso, una telefonata al numero fisso di casa informava che un Suv di loro proprietà era stato utilizzato per una rapina e pertanto dovevano recarsi dai carabinieri provinciali per dimostrare l’eventuale estraneità.
Così mentre padre e madre si recavano dai carabinieri, il ragazzo, rimasto solo a casa, veniva invitato a consegnare ad una persona che si sarebbe presentata da li a poco presso la sua abitazione tutto l’oro in suo possesso a dimostrazione che non fosse la refurtiva della rapina.
Al termine degli accertamenti l’uomo è stato arrestato e, una volta convalidato l’arresto su disposizione della Procura presso il Tribunale di Frosinone, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora.



