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Primo Maggio, segnali di una nuova “epoca breve”

Il Primo Maggio. Una ricorrenza oppure no. Dipende dagli anni, anzi, dai periodi: tanto diversi e discontinui tra loro da descriverli meglio come epoche brevi. La sensazione diffusa dall’ultimo Primo Maggio, quello del 2026, è che fosse proprio un’altra epoca rispetto agli anni precedenti, ben più di una ricorrenza. Probabilmente è che la situazione d’incertezza, le prospettive disastrose che riguardano il lavoro alla latitudine della provincia frusinate ma anche la paura che gira intorno per le follie belliche, tutto questo e chissà che altro, assestano ceffoni che svegliano, ti dicono che la festa è finita anche per i più illusi, ti urlano in faccia che si fa sul serio.

Lo dicono anche alle generazioni più giovani, quelle che fino a ieri sembravano inebetite da un sortilegio e che a un certo punto della storia hanno sempre fatto la loro parte: il ruolo che compete, quello di chi ha la necessità di costruire un futuro. Il loro futuro, che poi è quello di tutti.

Con viva soddisfazione alla tradizionale manifestazione di Isola Liri c’era anche una sostanziosa componente studentesca. Una componente organizzata, non importa di che tendenza: quando ci si mobilita succede sempre che rinasca anche il proprio opposto, è un processo naturale e salvifico quando il percorso di chiama democratico. Sul palco della storica città industriale (ormai quasi tutta industria fossile per la verità), si è agitato con parole appassionate e appassionanti anche il rappresentante di quegli studenti. Quattro minuti ben più validi ed efficaci dei sermoni dei sindacalisti, pieni di ragioni, colmi di competenza ma interminabili e alla fine dimenticabili.

Frosinone, cioè il capoluogo, ha avuto quest’anno la sua manifestazione del Primo Maggio. L’ha organizzata il Partito Socialista Italiano. Un centinaio di persone si sono ritrovate nella piazzetta Dante Schietroma, lungo Via Aldo Moro, per ascoltare tre giovani esponenti del partito. Una manifestazione di sinistra, senza alcun dubbio, trasversalismo o incertezza. Il manifesto recava la famosissima opera “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo. Il titolo “Fondata sul lavoro”. Il vice segretario nazionale del PSI, nonché candidato a sindaco di Frosinone, Vincenzo Iacovissi, è andato al sodo. Due obiettivi: battaglia per il salario minimo e Statuto dei “nuovi” lavoratori. Lo Statuto dei Lavoratori, cioè la legge varata nel 1970 anche grazie alla determinante guida del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale del ministro socialista Giacomo Brodolini, secondo Iacovissi oggi non “copre” i diritti di tanti nuovi lavoratori: l’esempio dei runner è quello più noto. C’è un sacco di gente che svolge lavori nati coi tempi e completamente privi di regolamentazione. I diritti di questa nuova “epoca breve”, più veloce che mai, sono tutti da costruire.

Diversi gli appuntamenti e le manifestazioni in centri della provincia. Particolarmente articolata, stando a quanto diffuso dagli uffici del Comune, la partecipazione di Ceccano: il sindaco Querqui, accompagnato dagli assessori e alcuni consiglieri, ha deposto fiori al monumento ai caduti sul lavoro, poi ha partecipato alla “Festa del Lavoro” nel popolare quartiere Di Vittorio. Ma il Comune di Ceccano è stato presente un po’ a macchia d’olio, con rappresentanti anche alle manifestazioni di Isola Liri e di Ferentino. Non è tanto la presenza la novità che merita questa menzione quanto la sua articolata, non banale, comunicazione.

Dario Facci

Giornalista, fotoreporter e videomaker. Suoi articoli sui quotidiani: L’Unità, La Repubblica, sui mensili Lo Stato delle Cose, Qui Magazine, Numero Zero, To Be, O. Ha lavorato presso le redazioni di RadioTeleMagia, RTM Televisione, TVN Televisione; ha condotto una trasmissione presso RadioDay. Ha diretto entrambi i quotidiani frusinati Ciociaria Oggi e La Provincia Quotidiano; coordinatore dell’edizione provinciale del quotidiano L’Opinione diretto da Arturo Diaconale; direttore del bimestrale di cucina professionale Accademia del Buongustaio; direttore del mensile Perté, del settimanale Perté Week e del quotidiano online Perté Online. Suoi articoli appaiono su TG24.info, sul quotidiano online TuNews24.it e sul settimanale cartaceo Tu News. È autore dei blog dariofacci.it e lacucinadellazio.com. Collabora con le emittenti televisive del gruppo Netweek. Sue fotografie sono state pubblicate da giornali italiani ed esteri.