Serie A – Frosinone-Juve, Alvini trasforma l’attesa in energia
Il Mister in conferenza stampa ha descritto lo spirito della vigilia. La prima di lusso di un campionato che va vissuta con determinazione e personalità
La vigilia di Frosinone-Juventus ha tanti volti. Quello del presidente Maurizio Stirpe, che ha disegnato il presente futuribile nel corso della sua conferenza e si è commosso davanti all’esultanza del popolo giallazzurro riunito per la presentazione della squadra. Quelli familiari e forestieri dei calciatori in fila sul palco un po’ impacciati, come pure tutti, davvero tutti, gli addetti di ogni ordine e grado col leone sulla maglia, quello dei ragazzi della Primavera e delle calciatrici che se la giocheranno fino alla fine nel campionato cadetto. Soprattutto, questa vigilia, ha il volto di Massimiliano Alvini.
E’ il volto del “Mister” che arriva davanti ai giornalisti senza nascondersi dietro le parole di circostanza e che a poche ore da una delle partite più attese dell’anno, sceglie vocaboli determinanti: personalità, coraggio, identità,
Non potrebbe esserci e non c’è alcun timore reverenziale nelle sue dichiarazioni, ma consapevolezza sì. La Juventus è un avversario di grande prestigio, l’impegno è enorme ma il Frosinone vuole vivere questa partita fino in fondo, senza snaturarsi.
«Ce la giocheremo fino in fondo». A vederlo sembra quasi di sentirlo già parlare alla squadra, più che alla sala stampa: rispetto sì, paura di nessuno, come recita il tormentone che lo speaker lancia all’inizio di ogni gara casalinga dei Leoni per incitare i tifosi.
La sensazione che lascia la conferenza è quella di un tecnico che vuole trasformare l’attesa in energia. Perché partite come questa non hanno bisogno di essere spiegate troppo: si sentono. Si respirano in città, nei bar, nelle strade, sulle maglie giallazzurre che cominciano a comparire sempre più numerose.
Alvini sembra voler alimentare proprio questo sentimento. Non promette, non fa proclami, chiede ai suoi di essere se stessi. Il Frosinone dovrà giocare con personalità, intensità e quella sana sfrontatezza che serve quando davanti hai una grande squadra.
C’è anche un aspetto umano nelle parole del tecnico. Alvini racconta il suo percorso, le esperienze che lo hanno fatto crescere, le difficoltà che lo hanno reso più maturo. E forse è proprio questa maturità che oggi si percepisce nella sua maniera di affrontare la vigilia: concentrato, non preoccupato; rispettoso, giustamente teso.
La sua idea è semplice: la partita non va subita, va giocata.
E mentre lo Stirpe si prepara a riempirsi, la sensazione è che domenica, come spesso è successo, non ci sarà soltanto una squadra in campo. Ci sarà una città intera con la sua passione, il suo entusiasmo e quella voglia di vivere una grande giornata di calcio.
Alvini lo sa. E sembra voler consegnare ai suoi un messaggio quasi liberatorio: entrate in campo e giocatevela.
Perché certe partite, prima ancora di essere vinte o perse, vanno vissute.
E quella di domenica, per Frosinone, ha già il sapore di una giornata speciale.



