Provinciali – Via a una durissima campagna elettorale tutta interna ai partiti
Sono state presentate le liste per le Elezioni Provinciali che rinnoveranno il Consiglio. Elezioni che incidono davvero poco sulle sorti del territorio e dei cittadini. Sono elezioni di secondo livello che interessano esclusivamente la politica, possono votare solo i consiglieri comunali e i sindaci, possono essere eletti solo i consiglieri comunali e i sindaci secondo, tra l’altro, indici di ponderazione che rendono il peso dei voti molto diverso l’uno dall’altro. Elezioni che, dunque, la politica utilizza più che altro per contarsi. Il Consiglio Provinciale non ha grandi poteri decisionali. Il potere, secondo la beffarda legge che ha indebolito le Province restringendole al rango di cenerentole dell’ordinamento, è in capo esclusivamente al Presidente il quale, tra l’altro, non ha alcuna dipendenza dal Consiglio, viene eletto con una tornata diversa e non può essere sfiduciato.
Ecco perché le Elezioni Provinciali che gli amministratori pubblici della Provincia di Frosinone si apprestano a celebrare il prossimo 8 marzo hanno più che altro un interesse riservato agli addetti ai lavori. Le domande che si pongono sono: su quale candidato si conta questo o quel referente di partito o spesso di corrente di partito; quali ricadute sugli equilibri di questa o quella amministrazione comunale potrà avere il successo o il fallimento di certe dinamiche; se l’elezione o meno di un consigliere provinciale avrà conseguenze sul castello di carte delle candidature e sulla collocazione in posti chiave, in enti intermedi o in qualche associazione che gli accordi avevano deciso.
Nessuno, tra i partiti politici o liste civiche, sostiene che la legge Delrio che ha causato questo stato di cose nelle Province abbia avuto effetti positivi. Tutti ne dicono peste e corna e invocano il ritorno al rango costituzionale ed elettorale che spetta alle Province, salvo poi non fare nulla di davvero incisivo per costringere o almeno invogliare i governi a rimediare.
E allora, dando un rapido sguardo alle liste, possiamo dire che la curiosità circa l’esito delle urne che saranno allestite a Palazzo Jacobucci, si limitano a sapere se: il Partito Democratico riuscirà a confermare quattro consiglieri, nonostante la logorante battaglia interna per niente lenita dall’accordo congressuale sul quale nessuno è d’accordo? L’inferocita presidente del Consiglio Comunale di Ceccano, la Dem Emanuela Piroli, su chi dirotterà il suo voto e quelli che governa dopo il dietro front sull’accordo che la doveva vedere eletta a Palazzo Jacobucci e che non è stato mantenuto? Voterà la lista di Vacana? Oppure il sindaco di Cassino Salera che punta a fare il pieno in spirito di rivalsa contro l’establishment del partito che, anche in questo caso, non avrebbe mantenuto la parola di sostenerlo a tempo debito alla presidenza della Provincia?
E Fratelli d’Italia? Manterrà il numero dei consiglieri? Forza Italia riuscirà a mantenere la presenza in Consiglio considerando che l’uscente, Gianluca Quadrini, si presenta con una sua lista? Nel caso chi la spunterà? Il consigliere di Frosinone Cirillo, quello di Sora Tersigni? Quali saranno le conseguenze per chi non ce la dovesse fare? E la lista di Quadrini riuscirà a mantenere il quorum per un’elezione nonostante il fatto che lo stesso leader della lista è costretto a non mettere piede sul territorio provinciale per pregresse note questioni? Quanto sarà compatto il fronte del centrodestra di Frosinone considerate le logoranti battaglie interne?
Intorno a questi e a qualcun altro interrogativo verterà l’acerrima campagna elettorale tutta interna ai partiti che caratterizzerà il prossimo mese. Il tutto mentre il resto del mondo si farà, ignaro e disinteressato, gli affari suoi.



