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Alla Asl di Frosinone apre il nido aziendale Asp. Pizzutelli: “Ci prendiamo cura di chi cura”

Si è svolta questa mattina, nella sede della Asl Frosinone di via Armando Fabi, la cerimonia di inaugurazione dell’asilo nido aziendale “Nidò”, un progetto fortemente voluto dall’Azienda dei servizi alla persona Asp Frosinone, pensato per sostenere la genitorialità e favorire la conciliazione tra vita privata e attività lavorativa.

L’iniziativa è il risultato della collaborazione tra l’assessorato all’Inclusione sociale della Regione Lazio, l’Asp Frosinone e l’Azienda sanitaria locale e rappresenta un passo significativo per il potenziamento dei servizi dedicati alle famiglie e al territorio, con l’obiettivo di rispondere in maniera concreta alle esigenze dei lavoratori e della cittadinanza.
Nel corso della cerimonia, introdotta e moderata dal direttore generale dell’Asp Frosinone Manuela Mizzoni, sono intervenuti per i saluti istituzionali il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, il consigliere provinciale Andrea Amata, il direttore generale della Asl di Frosinone Arturo Cavaliere e la presidente della commissione Sanità della Regione Lazio Alessia Savo.

A seguire, hanno preso la parola per gli interventi il presidente dell’Asp Frosinone Gianfranco Pizzutelli e l’assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli.

Al termine della cerimonia inaugurale, si è svolta la visita della struttura, con la presentazione degli spazi e dei servizi del nuovo asilo nido aziendale.

Entusiasta per il risultato raggiunto il presidente dell’Azienda dei servizi alla persona Frosinone, Gianfranco Pizzutelli:

«È con profondo senso di responsabilità che oggi abbiamo inaugurato questa struttura. Un progetto che è stato reso possibile soprattutto grazie alla visione dell’assessore Massimiliano Maselli. Una visione che è stata globale. L’Asp è risultata vincitrice di un bando del 2023, a cui hanno partecipato anche altre importanti realtà del Lazio. Vorrei sottolineare che non si tratta soltanto dell’apertura di un servizio, ma di un segnale tangibile e concreto di vicinanza a tutti coloro che, ogni giorno, si prendono cura della comunità. Mi piace pensare che ci prendiamo cura di chi cura.

Come Asp di Frosinone, crediamo fortemente che i bisogni del territorio debbano tradursi in servizi efficienti e accessibili.

Il pensiero va in particolare alle madri lavoratrici e ai genitori dipendenti dell’Asl, spesso sottoposti a forti pressioni: per la natura del loro lavoro, per i turni impegnativi, perché arrivano da città lontane e non sempre possono contare su un supporto. Questo servizio nasce anche per loro, con l’obiettivo di offrire maggiore serenità. Sappiamo infatti che quando una persona lavora con serenità, lavora anche meglio.

Ai bambini che frequenteranno questo nido auguro di crescere sereni, circondati da cura, attenzione e affetto.

Ritengo che, quando le istituzioni collaborano, come è avvenuto in questo caso, si creino le condizioni per risultati concreti: l’Asl ha messo a disposizione la struttura, l’Asp ha ottenuto il finanziamento del bando e, con il fondamentale supporto della Regione Lazio insieme a risorse proprie, ha realizzato i lavori e oggi gestisce il servizio. È proprio grazie a questa sinergia che sogni e progetti futuri diventano servizi nel presente».

«Questo progetto è stato realizzato in collaborazione tra il mio assessorato, l’Asp Frosinone e l’Asl locale – ha dichiarato l’assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli – e rappresenta un passaggio importante per rafforzare i servizi dedicati alle famiglie e al territorio. La struttura, finanziata con fondi della Regione Lazio, sarà al servizio non solo dei dipendenti della Asl di Frosinone, ma di tutti i cittadini. Un intervento che si colloca nel quadro delle politiche regionali di sostegno al welfare aziendale e territoriale per riconoscere i servizi educativi per l’infanzia nei luoghi di lavoro quali strumenti essenziali di welfare, capaci di rispondere alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. L’obiettivo, infatti, è quello di creare una rete di servizi finalizzati ad armonizzare il tempo di lavoro e la cura dei bambini».