Alatri, Cianfrocca non si ricandida. E’ già toto candidato
Il Primo cittadino lo ha annunciato al Consiglio Comunale cedendo anche a un filo di commozione. Una scelta difficile ma ragionata, dovuta anche alle tensioni politiche
Non è stato un momento qualsiasi, né un passaggio formale. Maurizio Cianfrocca ha scelto il tempo per copierlo, forse quello più significativo del suo mandato per dire che non si ricandiderà: il Consiglio comunale oggi ha approvato, per la prima volta dopo oltre un decennio, un bilancio con avanzo, con numeri positivi.
Un bel modo per chiudere il cerchio. Prima i numeri, poi la politica. Prima il risultato, poi la decisione.
“Così come ho annunciato nel consiglio comunale appena concluso, non ho intenzione di ricandidarmi alla carica di Sindaco di Alatri”, ha scritto. Una frase semplice, diretta, che però porta con sé mesi di riflessione.
Lo stesso Sindaco spiega che la decisione era già maturata da tempo.
“Per la prima volta dopo oltre un decennio, il Comune di Alatri ha approvato un rendiconto di bilancio con avanzo positivo… una certificazione al 100% della qualità del lavoro della mia amministrazione”.
È qui che emerge il senso di ciò che lascia. Non solo un dato contabile, ma una condizione diversa per chi verrà dopo. Lo dice con una metafora che rende bene l’idea:
“Ho voluto la bici per il gusto di pedalare in salita, lascio a chi mi succederà la discesa”.
Dentro questa immagine c’è tutto il racconto di cinque anni: le difficoltà iniziali, il lavoro meno visibile, le scelte spesso impopolari ma necessarie. E anche una certa soddisfazione, senza ostentazione, per aver portato a casa un risultato concreto.
Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Perché dietro quella decisione c’è anche una dimensione più personale, che il sindaco ha scelto di condividere con misura:
“La decisione è stata presa a cavallo tra il 2025 e il 2026, coeva a un delicato problema di salute che ho dovuto affrontare all’improvviso”.
Un passaggio importante, raccontato senza entrare nei dettagli, ma sufficiente a far capire che la scelta non è solo politica. È anche il frutto di un momento di riflessione più ampio, di quelli che inevitabilmente cambiano le priorità.
E poi c’è la politica, quella quotidiana, fatta di rapporti, equilibri, tensioni. Forse l’aspetto più pesante negli ultimi mesi.
“Accanto a gioie e soddisfazioni questi cinque anni hanno portato anche tensioni e scontri che non sono disposto a trascinare per un ulteriore quinquennio”.
Qui il tono cambia. Diventa più diretto, quasi disincantato. Cianfrocca non nasconde una certa distanza da un modo di fare politica che non sente suo:
“Non sono riuscito a farmi piacere questo lato della politica… fatto di metodi e sfaccettature che sottraggono energie mentali e operative all’azione amministrativa”.
È difficile non leggere in queste parole anche il riflesso delle frizioni dentro la maggioranza, soprattutto con Lega e Fratelli d’Italia. Rapporti che nel tempo si sono complicati, rendendo più faticoso governare e, probabilmente, meno naturale immaginare altri cinque anni nelle stesse condizioni.
Alla fine, la sua scelta sembra stare proprio in questo equilibrio: da una parte la consapevolezza di aver fatto il proprio dovere, dall’altra la convinzione che non ci siano più le condizioni – personali e politiche – per continuare.
Non c’è però alcuna intenzione di tirarsi indietro prima del tempo.
“Manca un anno alle elezioni… fino al termine del mio mandato continuerò la mia attività in modo ancora più deciso e determinato”.
Anzi, c’è quasi la volontà di liberarsi da qualsiasi ambiguità:
“Ora sapete che ciò che verrà fatto da parte mia non avrà nessuno scopo elettorale, se non quello che ritengo il bene di Alatri”.
E poi la chiusura, forse la parte più significativa, quella che dà senso a tutto il resto:
“Chi semina, lo fa pur sapendo che qualcun altro possa raccogliere i frutti”.
È una frase che racconta bene il modo in cui Cianfrocca interpreta il suo ruolo. Non come una corsa a capitalizzare politicamente, ma come un passaggio, un contributo.
“Ho sempre detto che la mia scelta di essere Sindaco era dettata dall’amore per questa Città. Questo è il modo più onesto per dimostrarlo”.
In queste parole c’è il senso di un addio che non ha toni polemici, ma neppure nasconde le difficoltà. È la fine di una fase amministrativa che si chiude con un risultato rivendicato e con una politica che, nel frattempo, è diventata più complicata.
La partita tra Fratelli d’Italia e Lega ora accelera
Per Alatri si apre ora una partita nuova. Ma questa volta, senza di lui in campo. Già ma con chi? Se Cianfrocca lascia il campo libero ora sarà più veloce il confronto per la discesa nell’agone visto che le indiscrezioni da tempo parlano di pretendenti. Nel centrodestra, manco a dirlo, le voci dal Palazzo narrano della tenzone tra Fratelli d’Italia e Lega. Non si può prescindere, parlando di FdI, di considerare la possibile ridiscesa in campo di Antonello Iannarilli. Il già parlamentare, consigliere e assessore regionale nonché presidente della Provincia quando la Provincia contava molto di più di adesso, non è mai riuscito a diventare sindaco della sua città. Le indiscrezioni sono ovviamente senza conferme e nessuna certezza, sono solo pettegolezzi, ma è credibile che Iannarilli abbia la tentazione di riprovarci. Potrebbe trovare però sulla sua strada un contendenze agguerrito come l’attuale vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Roberto Addesse il quale potrebbe pensare che questa volta tocchi davvero a lui avere l’ambitissima candidatura. Ammesso e non concesso che i nomi che circolano rispondano a una realtà bisognerebbe però fare i conti con altri equilibri, trattandosi della terza città della provincia e non di un paesino. Alatri, infatti, andrà al voto insieme a Frosinone e la candidatura di coalizione potrà dipendere anche da quella del capoluogo. Nel caso che a Frosinone il centrodestra riesca a ritrovare un qualsiasi equilibrio (cosa che attualmente non c’è) è normale che negli accordi, tra le varie cose, entri anche la candidatura di Alatri: se a Frosinone Mastrangeli potrà essere di nuovo il candidato di una coalizione di centrodestra con i suoi partiti ufficiali insieme, essendo lui espressione della Lega ad Alatri si potrebbe ipotizzare una candidatura di FdI. Nel caso, possibile, che il centrodestra a Frosinone si infranga su uno dei tanti proproblemi irrisolti nel corso della consiliatura e Fratelli d’Italia, come più volte ha lasciato intendere e, addirittura, ha prospettato cioè di voler presentare una propria candidatura a Sindaco a quel punto sarebbe difficile che il partito della Meloni possa ottenerla anche ad Alatri.



