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Frosinone, per Forza Italia e Futura il confronto sul piano d’emergenza è stato soffocato

‘Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale si è consumata una scena che merita una riflessione politica seria. Dinanzi alle evidenti criticità della proposta deliberativa sul nuovo Piano di Emergenza Comunale – criticità puntualmente sollevate e documentate – ci si sarebbe aspettati un atteggiamento responsabile, improntato al confronto e alla volontà di migliorare un atto così rilevante per la sicurezza dei cittadini”. Lo sostengono il Capogruppo di FI Maurizio Scaccia, il segretario cittadino FI Pasquale Cirillo, il Capogruppo di Futura Giovambattista Martino e il consigliere comunale Gruppo Futura Teresa Petricca
“Invece, ha prevalso un atteggiamento di chiusura rigida, quasi una forma di conformismo muscolare, che ha impedito qualsiasi approfondimento. Elegante nella forma ma brutale nella sostanza, che ha portato la maggioranza a tirare dritto senza ascoltare, senza valutare, senza nemmeno prendere in considerazione la richiesta – ragionevole e fondata – di rinviare la trattazione alla prossima seduta per colmare le lacune evidenziate. Noi siamo per le proposte, non per le proteste. Siamo per il merito, non per l’imposizione. Siamo per il confronto, non per la cieca obbedienza di schieramento. E proprio sul merito, la delibera presentava – e presenta – un problema serio.
L’articolo 12, comma 4, del D.Lgs. 1/2018 non si limita a prevedere che il Consiglio comunale approvi il Piano di Emergenza Comunale. La norma impone che la deliberazione disciplini anche:
a. i meccanismi e le procedure di revisione periodica del piano;
b. le modalità di aggiornamento;
c. le forme di diffusione alla cittadinanza.
Nel testo sottoposto al Consiglio, tutto questo non c’è.
La parte dispositiva si limita a:
a. sostituire il piano del 2015;
b. approvare il nuovo piano con i relativi allegati;
Nulla viene detto su chi aggiornerà il piano, con quale periodicità, con quali procedure, né su come il piano sarà reso conoscibile alla popolazione. E non si tratta di un dettaglio: è un contenuto necessario imposto dalla legge. Parliamo di uno strumento fondamentale per la protezione civile, che deve essere dinamico, aggiornato e soprattutto conosciuto dai cittadini. Il legislatore ha voluto che tali aspetti fossero disciplinati direttamente nella delibera proprio per garantire trasparenza, efficienza e responsabilità.
Ignorare questo profilo significa esporsi a un vizio di legittimità e, soprattutto, significa non comprendere la delicatezza del tema. Di fronte a tutto ciò, la nostra richiesta di sospendere la trattazione per consentire un adeguamento della delibera non era un atto ostruzionistico, ma un gesto di responsabilità istituzionale nei confronti dei cittadini. La risposta ricevuta – un rifiuto immotivato, dettato più dalla disciplina di gruppo che dal merito – dimostra invece una deriva preoccupante: quando la politica rinuncia al confronto e alla qualità degli atti, a rimetterci non è l’opposizione, ma la città. Noi continueremo a lavorare con serietà, con spirito propositivo e con rispetto delle norme. Continueremo a segnalare ciò che non funziona e a proporre ciò che serve. Perché la buona amministrazione non nasce dall’obbedienza, ma dalla competenza.
E soprattutto, perché la sicurezza dei cittadini non può essere sacrificata sull’altare della fretta o della propaganda”.