Partito Democratico – La “s”botta di Alfieri e il malcontento serpeggiante
L’ex reggente provinciale denuncia l’eccessiva conflittualità, lo storico dirigente Mazzocchi si chiede se il partito c’è ancora e dal basso inizia il mormorio
Nel Partito Democratico della provincia di Frosinone sta cambiando qualcosa. Al conflitto asperrimo tra correnti e sottocorrenti che ha di fatto paralizzato il partito da almeno un paio d’anni a questa parte si sta sostituendo l’insofferenza che parte dal basso ma che viene intercettata da esponenti alquanto in vista.
Qualche giorno fa, sul profilo Facebook del sindaco di Paliano, dirigente del partito nonché reggente per qualche tempo della segreteria provinciale, Domenico Alfieri, è apparsa la seguente dichiarazione: “Quando un Partito è diviso appare inaffidabile ai propri potenziali alleati. Quando si concentra su inutili discussioni perdendo di vista i problemi dei cittadini e dei propri Amministratori perde ulteriore consenso sia elettorale sia tra gli stessi amministratori. Spero che si inverta questa rotta nella nostra provincia e ci si concentri sulla linea politica e sulle cose da fare prima che sia troppo tardi”.
Alfieri non le ha mandate a dire e la serie di commenti, scaturita soprattutto da semplici iscritti,è stata di assoluto accordo con il sindaco di Paliano e affatto carina nei confronti di importanti dirigenti del partito. Da tenere in particolare considerazione gli interventi con i quali si chiedeva che si lasciassero lavorare i circoli e chi si curassero, aprissero, e via di seguito.
Pochi giorni prima della dichiarazione di Alfieri è stato registrato un articolo pubblicato da Ermisio Mazzocchi, storico dirigente di partito e tutt’ora esponente in vista del PD, che lascia poco alla fantasia. Il titolo dell’articolo pubblicato su “unoetre.it” recita: “In provincia di Frosinone il Pd esiste?”. Il pezzo attacca così: “Il Pd c’è? I 46.000 cittadini della provincia di Frosinone che hanno votato per il Pd nel 2022 per il rinnovo del Parlamento si chiedono se c’è ancora il Partito Democratico”.
Secondo Mazzocchi gli elettori del Pd se lo chiedono perché a fronte di una situazione sempre più difficile in un territorio che si spopola, dove il reddito medio è tra i peggiori d’Italia, il lavoro è in crisi, non si registra un’incisiva attività del partito che di queste cose dovrebbe principalmente occuparsi.
Seguono diversi altri episodi meno eclatanti ma pur sempre indicativi di una situazione che pare stia passando dalla fase conflittuale tra correnti a quella della delusione e del malcontento.
Problemi di un partito che resterebbero solo tali se non fosse questa situazione di continua incertezza (si tenga in considerazione anche cosa è accaduto a Cassino, una vera e propria guerra per il rinnovo delle cariche del circolo), rende più debole l’intero sistema democratico della provincia. Nel senso che risulta sempre più difficile, in un momento particolarmente critico per il territorio, intercettare nella classe dirigente politica uno sforzo progettuale adeguato. Se mancano gli schieramenti manca anche la spinta a fare meglio e di più. Le lotte intestine non indeboliscono sono i partiti, fiaccano tutto il sistema territoriale bisognoso, come non mai, di un risveglio.



