Frosinone – Mancata elezione (scontata) del Presidente del Consiglio
Il Partito Democratico protagonista di una maldestra e perdente manovra per portare alla guida del Consiglio Comunale un esponente di Fratelli d’Italia non vota il suo Consigliere Anziano
Il centrodestra diviso non ha impedito al Partito Democratico di Frosinone di dimostrarsi, ancora una volta, incapace di impersonare il ruolo di leader del centrosinistra.
Nella contesa per lo scranno del Presidente del Consiglio Comunale di Frosinone, tenzone che avrebbe comunque scritto pagine umoristiche già nelle premesse e che sta perfettamente mantenendo le promesse, hanno tentato, i Dem, di cavalcare maldestramente il tentativo di riunire le opposizioni variopinte. La tentazione di mischiarsi nell’indistinto di una coalizione arlecchina e, dunque, di gabbare in qualche modo lo status annoso di minoranza, continua a fuorviare le strategie del cosiddetto partito più importante del Campo Largo, quel partito che nel capoluogo ciociaro non vuol saperne di assumere il suo ruolo naturale.
Di che parliamo? Della cordata per ottenere la presidenza del Consiglio nel nome dell’ex sindaco di centrodestra nonché esponente (seppur dissidente) di Fratelli d’Italia, Paolo Fanelli. Una cordata che ha visto tra i protagonisti proprio i consiglieri del Partito Democratico, persino quando i socialisti hanno proposto per la carica di Presidente del Consiglio il nome del Consigliere Anziano, Angelo Pizzutelli, cioè un loro esponente.
Ora, fermo restando che la soluzione di consegnare al Consigliere Anziano le redini del Consiglio Comunale sarebbe cosa saggia per l’intesa Assise, considerato che purtroppo la medesima Assise ha dimostrato a più non posso negli ultimi quattro anni di essere tutto fuorché saggia, ci si chiede: quale bislacca strategia consiglia al Partito Democratico di Frosinone di preferire un onorevolissimo esponente di Fratelli d’Italia al suo consigliere comunale più votato? Ciò, tra l’altro, senza neanche vincere la partita?
A un centrodestra diviso, in sintesi, si contrappongono un indistinto perdente e un centrosinistra composto dai soli socialisti, i soli a sapere sempre da che parte stare, per fortuna sempre la stessa.
La votazione finale, prima dello slittamento del “problema” alla prossima seduta di Consiglio, ha visto Fanelli (esponente di centrodestra sostenuto anche dal PD) ottenere 11 preferenze, il vice presidente del Consiglio, Marco Ferrara (esponente di centrodestra inviso a Fratelli d’Italia) ottenerne 6, tra schede bianche e nulle il numero di 7, 1 voto a Sordi (esponente di centrodestra che ha voluto distinguersi), 2 voti a Angelo Pizzutelli (Consigliere Anziano del PD votato dai Socialisti). In tutto i votanti sono stati 27 dunque nessuno ha ottenuto il quorum per l’elezione, com’era ampiamente prevedibile.



