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Aggressione al Pronto Soccorso di Frosinone, la CISL FP: «Non possiamo aspettare la prossima»

Ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Nella notte tra il 15 e il 16 agosto, intorno alle 3.30, un medico in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone è stato colpito al volto da una persona con problematiche psichiche e sociali, che avrebbe inoltre tentato di danneggiare i locali del reparto.

Un episodio che riaccende con forza il tema della sicurezza all’interno degli ospedali e, in particolare, nei Pronto Soccorso, dove medici, infermieri, operatori sanitari e personale di supporto si trovano sempre più spesso a gestire situazioni di forte tensione e disagio.

«Siamo esasperati – ha affermato il segretario generale della Cisl Fp Frosinone, Raffaele Ercoli – perché episodi di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti e non possono essere considerati la normalità. Chi lavora in ospedale deve poter svolgere il proprio lavoro senza paura di essere aggredito. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di ancora più grave prima di intervenire. La presenza del servizio di portierato, garantita 24 ore su 24 presso il Pronto Soccorso, nonostante il grande impegno e la professionalità dimostrati nello svolgimento delle proprie competenze, non può essere chiamato a fronteggiare da solo situazioni del genere. Anche gli stessi addetti al portierato sono stati, in passato, vittime di episodi di violenza. I Pronto Soccorso della provincia stanno diventando sempre più spesso un punto di riferimento anche per persone senza fissa dimora e per cittadini che vivono condizioni di grave disagio sociale e psichico. Comprendiamo perfettamente la complessità di queste situazioni e il ruolo fondamentale che il sistema sanitario deve svolgere, ma non possiamo scaricare sugli operatori sanitari e sul personale ospedaliero la gestione di problematiche che richiedono una risposta complessiva da parte delle istituzioni e dei servizi competenti. Per questo motivo chiediamo l’adozione di misure concrete e immediate, valutando anche un potenziamento della vigilanza attraverso personale di sicurezza adeguatamente formato e, laddove previsto dalla normativa e ritenuto necessario, attraverso la presenza di guardie giurate armate, con compiti e poteri chiaramente definiti per la gestione delle situazioni di pericolo e per garantire l’allontanamento di soggetti che, in assenza di necessità di cure, assumano comportamenti minacciosi o tali da compromettere la sicurezza e il regolare funzionamento dei servizi. La sicurezza degli operatori – conclude il segretario generale della Cisl Fp Frosinone – non può più essere considerata un aspetto secondario. Servono risposte concrete, non possiamo limitarci a intervenire ogni volta che si verifica un’aggressione. Chiediamo all’Azienda e alle istituzioni competenti di agire subito, prima che si verifichi un episodio ancora più grave. Continueremo a vigilare e a chiedere interventi efficaci a tutela di tutti coloro che ogni giorno lavorano negli ospedali della provincia di Frosinone».