Banca Popolare del Cassinate e Festival delle Storie: quando la cultura costruisce comunità
Si aprirà il prossimo 23 agosto l’edizione 2026 del Festival delle storie, una delle più importanti, apprezzate, amate manifestazioni del nostro territorio e che ormai ha un’eco nazionale, diventando un punto di riferimento per tutti gli appassionati di libri, di scrittura, ma soprattutto per tutti coloro che credono che le storie, il raccontare e il raccontarsi siano ciò che fonda l’essere comunità.
E’ l’audace e ambizioso progetto nato da un’idea di Vittorio Macioce, caporedattore ed editorialista del Giornale, una delle migliori penne del giornalismo culturale italiano, originario di Alvito e profondamente innamorato della Val di Comino, che ha scelto di mettere a servizio della sua terra la sua esperienza, le sue relazioni, la sua professionalità, creando uno dei festival letterari più affascinanti.
Sono passati 17 anni da quel primo “esperimento”, dalla prima edizione del Festival che, pur tra difficoltà e ostacoli, continua ad essere un appuntamento imperdibile, che trasforma la Val di Comino nella Valle delle Storie, con l’idea che proprio questo incrocio di storie e racconti possa contribuire a costruire comunità e con l’ambizione di portare la grande cultura nei piccoli paesi della Valle di Comino. Il Festival fa il contrario di quello che normalmente accade. Non chiede alle persone di andare verso i grandi centri, ma chiede agli scrittori, ai musicisti, ai filosofi, ai giornalisti e agli artisti di raggiungere i borghi, le piazze, i castelli, i chiostri, con la convinzione che la Val di Comino sia un territorio pieno di fascino e di tesori da scoprire.
Quando l’avventura del Festival è iniziata, molti pensarono che fosse un sogno. I sogni, però, hanno bisogno di qualcuno che decida di crederci quando ancora non esistono. Ed è proprio così che tra Festival delle Storie e Banca Popolare del Cassinate è nata una partnership solida, basata su valori condivisi e sull’idea che la creazione di una comunità, la costruzione di un senso di fiducia siano passi decisivi e importantissimi.
Una banca, per definizione, presta denaro. È il suo mestiere. Misura il tempo in scadenze, il rischio in numeri, il futuro in investimenti. Poi esistono banche che, senza smettere di fare il proprio lavoro, scelgono di investire anche in qualcosa che non compare nei bilanci: la fiducia. E la fiducia ha una caratteristica singolare. Non produce interessi. Produce comunità.
Quando, diciassette anni fa, nacque il Festival delle Storie, nessuno aveva la certezza che sarebbe diventato uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del Centro Italia. «La Banca Popolare del Cassinate – dicono gli organizzatori del Festival – è stata una di quelle presenze silenziose ma decisive. Non ha semplicemente sostenuto una manifestazione. Ha condiviso un’idea di territorio. Ha compreso che la cultura non è un ornamento, ma un’infrastruttura invisibile. Che un festival non porta soltanto pubblico, ma costruisce identità, relazioni, orgoglio. In questi anni il Festival delle Storie ha accolto premi Nobel, romanzieri, musicisti, magistrati, imprenditori, sportivi e protagonisti della vita pubblica italiana. Ma il risultato più importante non è l’elenco degli ospiti. È vedere una piazza di un piccolo paese riempirsi di persone che arrivano per ascoltare una storia. È osservare ragazzi e anziani seduti uno accanto all’altro. È scoprire che un borgo può diventare, anche solo per una sera, il centro del mondo».
L’edizione 2026 del Festival delle Storie compie un nuovo passo. Gli ottocento anni del Cantico delle Creature diventano l’occasione per costruire un unico grande racconto: sette giornate, sette carte simboliche – Sole, Luna, Vento, Acqua, Fuoco, Terra e Morte – per leggere il presente attraverso la letteratura, la musica, il teatro, la scienza, lo sport e il pensiero. Ricchissimo il programma, prestigioso il cartellone degli ospiti. Appuntamento il 23 agosto a San Donato Val di comino, il 24 agosto a Gallinari, il 25 a Settefrati, il 26 a Casalvieri, il 27 a Picinisco, il 28 ad Alvito per chiudere, il 29 agosto, ad Atina.
Il Festival delle Storie è un progetto che nasce in una valle, ma parla a tutto il Paese. Perché la vera sfida delle aree interne non è soltanto trattenere chi ci vive. È dimostrare che da questi luoghi può nascere cultura contemporanea.
Forse è questo il significato più autentico dell’alleanza tra la Banca Popolare del Cassinate e il Festival delle Storie. Non il rapporto tra uno sponsor e un evento, ma tra un’istituzione e una comunità che hanno deciso di immaginare insieme il futuro.
Le banche custodiscono il risparmio delle famiglie. Ogni tanto, però, ce n’è una che sceglie di custodire anche il patrimonio più fragile di un territorio: le sue storie. E sono proprio quelle, alla fine, il capitale che continua a generare futuro.



