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Coppa Italia – Che peccato! Un Frosinone tutto nuovo meritava la vittoria sul Sassuolo

I giallazzurri, con dieci undicesimi diversi rispetto a Firenze e diversi giocatori all’esordio in maglia canarina, giocano alla pari con i neroverdi e cadono soltanto ai rigori. Dominguez porta avanti il Sassuolo, Terzic firma un meritato pareggio. Poi il gol di Cichella annullato dal VAR: una decisione che lascia più di qualche dubbio

Si narra che il giovane e potente difensore del Sassuolo, Simone Cinquegrano, abbia avuto questa notte terribili incubi. Sognava il piccolo Fini che spiccava il volo sulla fascia e lui, nonostante i fortissimi quadricipiti, si sentiva affondare nelle sabbie mobili del Mapei.

Basterebbe questa suggestione per descrivere la sostanza di una prestazione eccellente nei sedicesimi di Coppa Italia: quella del Frosinone (e di Fini, migliore in campo per distacco) sul prato del Sassuolo, con dieci undicesimi nuovi e molti di essi addirittura all’esordio.

Proprio la circostanza della totale novità obbliga a considerazioni ulteriori.

La sensazione che ha dato la squadra di mister Alvini è di avere un potenziale necessariamente ancora inespresso ma già molto incoraggiante.

Infatti c’è un’eliminazione che vale quasi quanto una vittoria. Il Frosinone saluta la Coppa Italia al termine di una partita che avrebbe meritato un epilogo diverso, battuto dal Sassuolo soltanto ai calci di rigore dopo l’1-1 dei novanta minuti. Un risultato che, letto attraverso le premesse della vigilia, assume ancora più valore per la squadra di Massimiliano Alvini.

Il tecnico giallazzurro ha infatti rivoluzionato completamente la formazione dopo la vittoria di Firenze, affidandosi a una squadra composta in larghissima parte da nuovi arrivati. Dieci undicesimi della formazione iniziale erano nuovi rispetto alla precedente gara e diversi giocatori hanno fatto il loro esordio assoluto con la maglia del Frosinone. Una squadra, dunque, ancora tutta da scoprire, chiamata per la prima volta a giocare insieme contro un avversario di categoria.

Eppure, proprio questa formazione sperimentale ha mostrato personalità, coraggio e un’identità già sorprendentemente riconoscibile. Alvini può tornare a casa con una certezza importante: il gruppo sta crescendo e anche chi finora aveva avuto poco spazio ha dimostrato di poter essere una risorsa preziosa.

Un Frosinone senza paura

Il Frosinone parte con il piglio giusto. Al 3′ Zerbin riceve sulla fascia, punta Cinquegrano, entra in area e cerca subito la conclusione, sfiorando il palo. È il primo segnale di una squadra che non è scesa al Mapei Stadium per difendersi.

Il Sassuolo prova a prendere campo e al 36′ trova il vantaggio. Turati pesca Dominguez con un lungo rinvio, l’attaccante neroverde vince il duello con Akpoguma e supera Desplanches con una conclusione di destro.

Il gol avrebbe potuto spezzare l’equilibrio, ma il Frosinone reagisce immediatamente. I giallazzurri continuano a giocare, alzano il baricentro e proprio nel recupero del primo tempo trovano il meritato pareggio.

È il 47′ quando Hasa serve Terzic: il serbo lascia partire un sinistro potente dalla distanza che sorprende Turati e riporta il match sull’1-1. Un gol pesante, ma soprattutto la fotografia di un Frosinone che non accetta di essere spettatore.

Nella ripresa il Frosinone prende coraggio

La ripresa conferma le buone sensazioni del primo tempo. Alvini inserisce Cichella al posto di Grillitsch e la squadra continua a cercare la vittoria.

Il Frosinone costruisce occasioni e mette in difficoltà il Sassuolo. El Azzouzi sfiora il gol di testa, Hasa ci prova con una conclusione pericolosa e i giallazzurri continuano ad attaccare con aggressività, difesa alta e ricerca costante della verticalizzazione.

Poi arriva l’episodio destinato a far discutere.

Al 72′ circa Cichella trova la rete che potrebbe valere il sorpasso. Il centrocampista giallazzurro è bravo a farsi trovare pronto e a spedire il pallone alle spalle di Turati. Esplode la gioia della panchina del Frosinone, ma il VAR richiama l’arbitro Calzavara.

Dopo la revisione, la rete viene annullata per un fallo precedente nell’azione su Bowie. Una decisione tecnicamente sostenibile secondo la lettura arbitrale, ma che lascia comunque più di qualche perplessità per la natura del contatto, soprattutto considerando che si tratta di un episodio lontano dalla giocata decisiva e che il contatto viene giudicato non particolarmente evidente. Anche la stampa sportiva ha sottolineato quanto fosse discutibile l’intervento del VAR in questa circostanza.

Per il Frosinone è una beffa. Quel gol avrebbe potuto cambiare completamente la storia della partita.

Ai rigori la beffa finale

Il risultato non cambia più nei minuti conclusivi. Dopo cinque minuti di recupero si va ai calci di rigore.

Il Frosinone parte bene: Bobček segna, così come Fayed e Zerbin. Ma dagli undici metri arrivano gli errori decisivi. Amey si fa parare il tiro da Turati, mentre Hasa calcia alto sul penalty che avrebbe potuto tenere in vita i giallazzurri.

Il Sassuolo è perfetto nei propri tentativi e chiude la serie sul 5-4, conquistando così l’accesso agli ottavi di finale contro la Juventus. Una sconfitta, dunque, soltanto nel risultato. Perché sul piano della prestazione il Frosinone esce dal Mapei Stadium con segnali estremamente incoraggianti.

Alvini: “Sono contento”

A fine partita Massimiliano Alvini non nasconde la propria soddisfazione. E non potrebbe essere altrimenti.

«Oggi il Frosinone aveva dieci undicesimi nuovi, alcuni arrivati da una settimana», ha sottolineato il tecnico, evidenziando quanto fosse difficile presentarsi in queste condizioni contro una squadra forte come il Sassuolo. Eppure la risposta dei suoi ragazzi è stata positiva: atteggiamento, identità e voglia di giocarsela.

Alvini ha parlato di un Frosinone capace di scendere in campo con «un atteggiamento positivo» e con «un’identità forte», riconoscendo anche che la squadra avrebbe potuto vincere la partita. «Ho visto un buon Frosinone», ha aggiunto il tecnico, definendosi soddisfatto della prestazione dei suoi giocatori. 

Ed è forse proprio questo il dato più importante della trasferta emiliana.

Alvini non aveva bisogno soltanto di passare il turno. Aveva bisogno di risposte. Doveva capire quanto i nuovi arrivati fossero già pronti, quanto potessero integrarsi nel suo sistema di gioco e, soprattutto, se la rosa fosse sufficientemente profonda per affrontare una stagione lunga.

Da Sassuolo sono arrivate risposte importanti.

Una sconfitta che sa di promessa

Il Frosinone torna a casa eliminato, ma con la consapevolezza di aver giocato una partita vera contro un Sassuolo che aveva anch’esso effettuato diverse rotazioni.

I giallazzurri hanno mostrato personalità, aggressività, capacità di reagire allo svantaggio e una buona qualità di gioco nonostante una formazione completamente rivoluzionata. E lo hanno fatto con giocatori che, in molti casi, indossavano per la prima volta la maglia giallazzurra.

Resta il rimpianto per quel gol di Cichella annullato dal VAR e per i due errori dal dischetto che hanno consegnato la qualificazione al Sassuolo. Ma resta soprattutto la sensazione che, dietro l’eliminazione, ci sia una squadra che sta prendendo forma.

Se il Frosinone riuscirà a trasferire in campionato lo spirito mostrato al Mapei Stadium, questa Coppa Italia potrebbe essere ricordata non per l’eliminazione, ma per aver rappresentato il primo vero banco di prova di un gruppo nuovo.

E la prova, nonostante il risultato finale, è stata decisamente superata.

TABELLINO

Coppa Italia – Sedicesimi di finale
Sassuolo-Frosinone 1-1 (5-4 d.c.r.)

Marcatori: 36′ Dominguez (S), 45’+2′ Terzic (F)

Sassuolo (4-3-3): Turati; Cinquegrano, Odenthal, Leysen, Obrador (55′ Van der Brempt); Ghion, Lipani (65′ Sebastiano Esposito), Thorstvedt; Volpato (55′ Berardi), Bowie (80′ Bakola), Dominguez (55′ Laurienté).
Allenatore: Alberto Aquilani.

Frosinone (4-3-3): Desplanches; Tchato, Akpoguma (62′ Fayed), Amey, Terzic (62′ Cittadini); Hasa, Grillitsch (46′ Cichella), El Azzouzi (80′ Masini); Fini, Birligea (62′ Bobček), Zerbin.
Allenatore: Massimiliano Alvini.

Rigori: Bobček gol, Berardi gol, Fayed gol, Sebastiano Esposito gol, Zerbin gol, Thorstvedt gol, Amey parato, Bakola gol, Hasa alto.

Arbitro: Andrea Calzavara di Varese.
VAR: Paride Tremolada di Monza.
Spettatori: 1.391.

Dario Facci

Giornalista, fotoreporter e videomaker. Suoi articoli sui quotidiani: L’Unità, La Repubblica, sui mensili Lo Stato delle Cose, Qui Magazine, Numero Zero, To Be, O. Ha lavorato presso le redazioni di RadioTeleMagia, RTM Televisione, TVN Televisione; ha condotto una trasmissione presso RadioDay. Ha diretto entrambi i quotidiani frusinati Ciociaria Oggi e La Provincia Quotidiano; coordinatore dell’edizione provinciale del quotidiano L’Opinione diretto da Arturo Diaconale; direttore del bimestrale di cucina professionale Accademia del Buongustaio; direttore del mensile Perté, del settimanale Perté Week e del quotidiano online Perté Online. Suoi articoli appaiono su TG24.info, sul quotidiano online TuNews24.it e sul settimanale cartaceo Tu News. È autore dei blog dariofacci.it e lacucinadellazio.com. Collabora con le emittenti televisive del gruppo Netweek. Sue fotografie sono state pubblicate da giornali italiani ed esteri.