Elezioni Frosinone – Campo Largo, prove di unità
Dopo il vertice regionale a Roma la posizione del PD sulla candidatura a sindaco potrebbe essere rivista per interessi superiori e in tal caso il confronto elettorale con il centrodestra di Mastrangeli, dopo quindici anni, si farebbe serio
“Eppur si muove!”. Galileo, in realtà, non si riferiva all’abiura della sua teoria eliocentrica imposta dall’Inquisizione quando pronunciò questa frase ma, grazie a una formidabile dote divinatoria, alla possibilità di riavvicinamento del Partito Democratico di Frosinone alla causa dell’unità a sinistra e, dunque, per forza di cose, ai socialisti di Vincenzo Iacovissi.
Non era difficile vaticinare che, non appena trascorsa la vacanza anche mentale che l’estate impone, i “disguidi” che si stavano verificando per l’ennesima volta nel capoluogo ciociaro intorno alla possibilità di formare un vero centrosinistra per le elezioni comunali della prossima primavera avrebbero varcato gli interessi strettamente locali.
Questa volta, infatti, i piani superiori dei partiti e specialmente del Partito Democratico che ha più da perdere, non si possono infischiare di quanto accade in provincia. Ciò perché, come avevamo ampiamente ricordato, in sincrono o in leggera traslazione rispetto alle Comunali si terranno le Politiche e soprattutto, solo un anno dopo, ci saranno le Regionali dove vince chi prende un voto in più.
Ecco perché scompare la principale causa di divisione politica tra PD e PSI
La recente riunione del cosiddetto “campo largo” a livello regionale ha stabilito che si terranno iniziative unitarie in tutti i capoluoghi di provincia del Lazio e anche nei comuni al voto superiori ai 15.000 abitanti. L’obiettivo di raggiungere l’unità a Frosinone, dunque, non è più solo una speranza locale di anime belle ma una necessità che supera i frusinati interessi e investe direttamente le dirigenze dei partiti.
Significa, per esempio, che la più volte dichiarata strategia del presidente regionale del PD De Angelis, cioè l’allargamento ai civici di ogni estrazione e addirittura ai partiti di centrodestra, per quanto ribelli nei confronti di Mastrangeli (leggi Forza Italia), diventa ora molto complicata. Verrebbe così meno il principale motivo di divisione a livello politico tra i socialisti e i Dem. I primi, infatti, hanno sempre mantenuto la linea di non accettare accordi, elettorali o meno, con partiti non dichiaratamente di centrosinistra.
Resta il problema della candidatura a sindaco e il PD è chiamato a superare la sfida con sé stesso per tentare di vincere davvero le elezioni
Resta, dunque, solo la non facile questione della candidatura a sindaco che fino ad oggi è stata altrettanto divisiva di quella politica. Il Psi è già in campo con una coalizione di quattro liste a sostegno del vice segretario nazionale del partito, Vincenzo Iacovissi. E’ in campo ufficialmente, non ci sono possibilità che faccia un passo di lato per favorire un’altra candidatura a sindaco. De Angelis, in sintesi, che è sempre stato un uomo di partito, potrebbe vestire i panni del padre nobile e favorire la linea dell’unità smussando le differenze di veduta all’interno del PD locale. Non sono poche infatti le indiscrezioni che parlano di importanti sfere del partito che, seppur minoritarie, sarebbero favorevoli al sostegno a Iacovissi. Se il PD supererà gli ostacoli che impediscono il sostegno al socialista la faccenda, nel confronto elettorale con il centrodestra, dopo ben tre lustri, si farà seria e avranno senso anche le varie strategie che vedrebbero candidati a sindaco elementi supportati da autonome liste civiche (vedi Anselmo Pizzutelli e altri). Altrimenti, bando ai giri di parole, senza accordo PD-PSI Mastrangeli avrà davanti a sé un’autostrada per la rielezione.
Il centrodestra non può più permettersi guerre interne perché stavolta potrebbe dover fronteggiare un avversario compatto
Il centrodestra, dunque, immerso da mesi in una ridicola guerra tra gruppi di forma continuamente cangiante, farà bene a smetterla di battagliare al suo interno. Le guerre intestine sorgono facilmente in assenza di nemici. Questa volta potrebbero esserci avversari veri perché il centrosinistra, dopo quindici anni, potrebbe arrivare unito alle elezioni.



