Regione Lazio – Il Consiglio alla prova dell’assistenza psicologica primaria
Il prossimo 7 ottobre l’emiciclo discuterà la proposta di legge d’iniziativa legislativa popolare promosso dalla consigliera Sara Battisti per la quale sono state raccolte 13.000 firme
Se hai problemi di salute psicologica fino ad ora non potevi fruire dell’assistenza sanitaria primaria. Il problema, all’indice davvero da molto tempo, non ha però mai trovato posto concretamente nell’agenza dei governi della Regione Lazio che si sono succeduti. Per questo, per la prima volta, è stato fatto ricorso alla legislazione di iniziativa popolare, cioè alla formulazione di una proposta di legge che non promana dal governo regionale ne’, direttamente, dal Consiglio Regionale.
Un percorso durato più di un anno, molto laborioso, che ora giunge al momento della verità. Ne ha dato notizia la consigliera regionale Sara Battisti che è la principale promotrice di questa iniziativa.
La Battisti conta sulla sensibilità del presidente Rocca e dell’intera Assiste per arrivare a una proposta condivisa
La Battisti ha dichiarato di guardare all’esito della discussione con fiducia, in seguito alla sensibilità condivisa che ha notato il giorno dell’illustrazione in Commissione Sanità delle proposte di legge sulla salute mentale.
“Dietro la nostra proposta di legge – ha detto la Battisti – ci sono oltre 13mila firme di cittadine e cittadini del Lazio: persone che hanno chiesto di rendere l’assistenza psicologica un servizio accessibile, capillare, vicino a chi ne ha bisogno”.
La Battisti punta alla sensibilità del presidente Rocca e dell’intero Consiglio Regionale verso “un’emergenza – dice – che non possiamo più permetterci di ignorare. Credo che in Consiglio possa nascere un confronto vero, capace di arrivare a un testo condiviso”.
“Quello che ho visto oggi in Commissione – ha aggiunto – mi fa guardare a questa data con fiducia: c’è una sensibilità condivisa, che coinvolge il presidente Rocca e l’intero Consiglio regionale, su un’emergenza che non possiamo più permetterci di ignorare. E credo che da lì possa nascere un confronto vero, capace di arrivare a un testo condiviso che è il modo migliore per dare una risposta concreta a un bisogno che riguarda una parte sempre più alta della nostra comunità”.
“Raccolgo con favore anche le indicazioni emerse dal dottor Nuti – dice ancora la consigliera Battisti in seguito alla riunione in Commissione Sanità – :lo psicologo deve trovare posto dentro i dipartimenti di salute mentale, in una filiera che metta al centro la presa in carico della persona attraverso un’équipe multidisciplinare, con un lavoro che può svolgersi nelle case di comunità presenti su tutto il territorio regionale. Uno psicologo inserito nel sistema delle cure territoriali, in stretto raccordo con i medici di medicina generale, i pediatri e i servizi di salute mentale, con funzioni di prevenzione, ascolto, orientamento e presa in carico del disagio psicologico”.



