Crisi al Comune di Frosinone, mercoledì il verdetto finale
Mercoledì sarà il giorno della verità per il Comune di Frosinone. La crisi politica che da mesi attraversa Palazzo Munari arriva a un passaggio decisivo: il Consiglio comunale dovrà provare a eleggere il nuovo presidente dell’Aula e, soprattutto, chiarire se esistono ancora le condizioni politiche per proseguire il mandato amministrativo guidato dal sindaco Riccardo Mastrangeli. Sul tavolo c’è il nome di Gianpiero Fabrizi, consigliere comunale della Lista Ottaviani.
Dopo aver annunciato le dimissioni il 5 ottobre, il primo cittadino ha scelto di congelare la decisione e di riportare la questione nella sede istituzionale. Una scelta che ha riaperto uno spiraglio per la maggioranza, ma che non ha ancora risolto i contrasti all’interno della coalizione. Il sindaco ha chiesto ai gruppi politici di fare chiarezza, individuando un candidato condiviso alla presidenza del Consiglio e definendo con maggiore precisione il perimetro della maggioranza.
Al centro dello scontro c’è la presidenza del Consiglio comunale, rimasta vacante dopo le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri. Le precedenti votazioni non hanno prodotto un accordo e il confronto, inizialmente concentrato sulla scelta del successore, si è progressivamente allargato agli equilibri politici dell’intera amministrazione.
Le posizioni dei partiti e delle liste civiche restano distanti. Fratelli d’Italia ha posto la questione del ruolo della Lista per Frosinone e dei suoi rappresentanti nella Giunta, per via del legame con Futuro Nazionale, mentre altre componenti della maggioranza puntano a una soluzione che tenga conto dei rapporti di forza tra i gruppi. Tra le ipotesi emerge una possibile revisione degli incarichi amministrativi per superare la situazione di difficoltà.
Il risultato è una trattativa che non riguarda più soltanto una casella istituzionale. La scelta del presidente è diventata il banco di prova della capacità della coalizione di ricompattarsi e di garantire numeri sufficienti per continuare a governare la città.
La seduta di mercoledì rappresenterà quindi un momento cruciale per il futuro politico di Frosinone. Da una parte c’è la possibilità di raggiungere un’intesa sulla presidenza del Consiglio e ricostruire una maggioranza in grado di sostenere l’amministrazione; dall’altra permane il rischio che le divisioni impediscano una soluzione condivisa.
Molto dipenderà dalla convergenza dei gruppi su un nome e dalla disponibilità delle diverse componenti a trovare un compromesso sugli assetti politici. Il voto in Aula potrà fornire indicazioni concrete sulla tenuta della coalizione, anche se la sola elezione del presidente non esaurisce necessariamente tutte le questioni aperte.
Il sindaco Mastrangeli ha legato la ripartenza dell’amministrazione alla necessità di capire chi intenda continuare a far parte della maggioranza e assumersi le relative responsabilità. Per questo, il confronto di mercoledì avrà una portata che va oltre l’elezione di una figura istituzionale.
Un accordo potrebbe consentire alla maggioranza di superare l’attuale fase di incertezza e riprendere l’attività amministrativa su basi politiche più definite. Un nuovo stallo, invece, lascerebbe irrisolto il problema che ha portato il sindaco ad annunciare le dimissioni e manterrebbe aperto il confronto sul futuro dell’amministrazione.
Sul tavolo restano anche le conseguenze istituzionali di un eventuale fallimento delle trattative. Se le dimissioni diventassero irrevocabili, si aprirebbe il percorso verso lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina di un commissario prefettizio, in vista di nuove elezioni secondo le procedure previste dalla legge.
Mercoledì, dunque, Frosinone attende risposte. Il voto sulla presidenza dell’Aula sarà il primo banco di prova, ma il vero interrogativo riguarda la tenuta della maggioranza: capire se esistono ancora le condizioni per andare avanti oppure se la crisi è destinata ad aprire una nuova fase politica per il capoluogo ciociaro.



