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Frosinone – Ottaviani: “La città venga prima delle poltrone”

Il parlamentare è intervenuto durante la trasmissione Monitor su Lazio Tv. Ha detto la sua sulla crisi del centrodestra e lo stallo sulla presidenza del Consiglio comunale. Apertura alla presidenza per un esponente di minoranza

La città prima delle logiche di partito, il valore delle istituzioni al di sopra delle divisioni politiche e la necessità di ritrovare una sintesi per proseguire il percorso amministrativo. È questo il filo conduttore dell’intervento dell’onorevole Nicola Ottaviani, nel corso della trasmissione Monitor, condotta da Egidio Fia e in collegamento con Cinzia Cerroni dalla redazione di TuNews, andata in onda su Lazio Tv. Una puntata del settimanale di approfondimento delle rete regionale dedicata in gran parte alla situazione politica di Frosinone, dove da mesi si discute dell’individuazione del presidente del Consiglio comunale e delle tensioni interne alla maggioranza di centrodestra.

Una fase di difficoltà che, secondo l’esponente politico dovrebbe essere affrontata recuperando il senso di appartenenza alla comunità e mettendo al centro gli interessi del territorio.

“In Asia le crisi corrispondono a momenti di catarsi: dopo ogni situazione negativa si riparte con maggiore forza, lasciando sul terreno le scorie”. Una riflessione, quella del deputato della Lega, che viene trasportata sul piano politico locale, con un richiamo al rispetto delle istituzioni, considerate un valore che deve rimanere condiviso indipendentemente dagli orientamenti politici.

Opere pubbliche e PNRR: investimenti per 40-50 milioni

Uno dei punti centrali dell’intervento ha riguardato il percorso amministrativo portato avanti a Frosinone, con particolare riferimento agli investimenti nelle opere pubbliche.

“La città sta proseguendo sia i progetti avviati dalle precedenti amministrazioni sia quelli promossi dall’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli, per un valore complessivo indicato nell’ordine di 40-50 milioni di euro”.

Tra gli interventi citati figurano nuovi parchi, piazze, scuole e opere finanziate anche attraverso le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’obiettivo, secondo Ottaviani, è garantire l’utilizzo delle risorse assegnate al territorio, evitando che i finanziamenti vadano perduti e possano essere destinati ad altre realtà.

Da qui l’invito a distinguere il confronto politico nazionale dalle esigenze della comunità locale: «Indipendentemente dalle differenti valutazioni sulla politica nazionale, ciò che deve prevalere è il sentimento locale». La «ciociarità» come valore da difendere

Nel ragionamento ha trovato spazio anche l’identità del territorio. Non soltanto tradizioni e appartenenza geografica, ma soprattutto una cultura del lavoro, del sacrificio e della capacità di rimboccarsi le maniche.

A sostegno di questa tesi Ottaviani ha richiamato la presenza, nell’area industriale di Frosinone e lungo l’asse attrezzato, di aziende che operano anche in importanti territori del Nord Italia, come Bergamo e Varese.

Una realtà produttiva che, secondo il parlamentare, dimostrerebbe come il territorio ciociaro condivida con altre aree industriali italiane la stessa cultura imprenditoriale e la medesima propensione al lavoro.

Secondo l’esponente politico, i risultati raggiunti negli ultimi dieci-quattordici anni sarebbero più facilmente riconoscibili da chi torna a Frosinone dopo aver vissuto o studiato altrove.

Tra gli esempi citati figurano il Parco del Matusa, lo sviluppo delle strutture universitarie, l’insediamento dell’Accademia di belle arti, la collaborazione con il Conservatorio e le iniziative musicali e culturali che hanno contribuito ad ampliare l’offerta cittadina.

A questi interventi si aggiunge il progetto del parco fluviale del fiume Cosa, pensato per collegare più comuni e promuovere una visione di area vasta, andando oltre i confini amministrativi della singola città.

Presidenza del Consiglio comunale, quattro mesi senza una sintesi

Il passaggio più direttamente legato all’attualità politica ha riguardato lo stallo sulla scelta del presidente del Consiglio comunale.
L’esponente politico ha definito difficile comprendere come, nell’arco di quattro mesi, le forze della maggioranza e anche alcune componenti della minoranza non siano riuscite a raggiungere un accordo.
Pur precisando che la figura del presidente non è indispensabile al funzionamento quotidiano dell’ente, ha ricordato che si tratta di un ruolo previsto per garantire il corretto svolgimento dell’attività istituzionale e consiliare.
“La questione, dunque, non dovrebbe essere ridotta a una semplice disputa sulle cariche, ma affrontata considerando le responsabilità connesse alla funzione pubblica”.
Nel ragionamento è emersa anche la possibilità che la presidenza possa essere affidata a una figura appartenente alle minoranze, soluzione che viene indicata come compatibile con una visione istituzionale del ruolo.
Il precedente di Solidiamo e l’investimento sui giovani
Per spiegare le ragioni di una possibile perdita di coesione politica e sociale, ha richiamato l’esperienza di Solidiamo, il progetto attraverso il quale, nelle precedenti amministrazioni, parte delle indennità degli amministratori veniva destinata a borse di studio.
“I beneficiari erano studenti meritevoli provenienti da famiglie con redditi bassi, dalle scuole medie e superiori fino all’università. Un’iniziativa che aveva contribuito a rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini, favorendo una maggiore coesione sociale”.
Da qui la proposta di tornare a investire sui giovani e sulla formazione della futura classe dirigente, sia di centrodestra sia di centrosinistra. “Un ricambio generazionale che dovrebbe accompagnarsi a una maggiore consapevolezza del ruolo e delle responsabilità di chi amministra la cosa pubblica”.

Le tensioni nel centrodestra e il confronto tra i partiti

Sul fronte politico, il riferimento è stato alla frattura interna alla maggioranza, con le tensioni tra Fratelli d’Italia e Forza Italia e il veto sulla Lista Scaccia, perché legata a Vannacci.
La prospettiva indicata da Ottaviani è quella di una nuova riunione tra le forze del centrodestra, le liste civiche di riferimento e gli altri soggetti disponibili a sostenere l’esperienza amministrativa guidata da Mastrangeli.
L’obiettivo sarebbe individuare un punto di equilibrio che consenta di superare le contrapposizioni e portare a termine il programma.
«La città prima delle poltrone»: l’appello al sindaco
Il messaggio conclusivo lo ha rivolto alla maggioranza e, più in generale, a tutte le forze politiche interessate al futuro di Frosinone.
La crisi, secondo la lettura di Ottaviani, non dovrebbe mettere a rischio il percorso amministrativo né trasformarsi in una contrapposizione personale sulla distribuzione degli incarichi.
Il sindaco Riccardo Mastrangeli, a suo avviso, dovrebbe quindi riunire nuovamente partiti e liste civiche per verificare le condizioni di un accordo e rilanciare il completamento del programma.
Al centro del confronto dovrebbero esserci sia la questione istituzionale della presidenza del Consiglio comunale sia la prosecuzione degli interventi già programmati.
Il richiamo finale ha riguardato il significato stesso della rappresentanza democratica: “il ruolo del sindaco, eletto direttamente dai cittadini, e quello del Consiglio comunale devono inserirsi in un sistema di confronto, controllo e responsabilità reciproca”.
La sfida, in definitiva, stando a Ottaviani, è evitare che le divisioni interne prevalgano sugli interessi della comunità. Perché, nel ragionamento proposto, il futuro di Frosinone non può dipendere soltanto dagli equilibri tra partiti, ma dalla capacità della classe dirigente di riconoscere un obiettivo comune: lavorare per la città e completare il percorso amministrativo avviato. Infine un’apertura anche alla proposta avanzata dal consigliere Fabrizio Cristaofari (Partito Democratico) di affidare la presidenza del consiglio comunale ad un esponennte delle minoranze. Una delle proposte in tal senso che si sono succedute nei mesi scorsi è stata quella di individuare nel consigliere anziano, Angelo Pizzutelli, esponente del Partito Democratico, la soluzione. Cristofari però non ha dato indicazioni specifiche sul nome.