Stati Generali della Provincia, le valutazioni di Polito
Stati Generali della Provincia di Frosinone, la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa. Ne abbiamo parlato con Nino Polito, presidente di Federlazio Frosinone, presente al convegno ma non tra i relatori. A lui, quindi, abbiamo chiesto di valutare l’iniziativa. E soprattutto cosa avrebbe chiesto al presidente della Regione Francesco Rocca.
Presidente Polito, come valuta l’iniziativa sugli Stati dell’economia della Provincia di Frosinone?
Sebbene si parli di sessione introduttiva, i nodi cruciali, le criticità come le eccellenze di questo territorio, erano e sono ben chiare da tempo. Individuati i mali, deve seguire immediatamente una cura, e qualche spunto, anzi più di uno, lo avevamo fornito.
Sono convinto delle attività a medio e lungo periodo espresse dai relatori, ma proprio per la caratteristica intrinseca del medio e del lungo periodo, deve essere questa programmazione confortata da attività che favoriscano nell’immediato, nel brevissimo periodo.
Io voglio sperare nei progetti futuri, per investire qui e non altrove, ma ci si domanda poi quali siano i tempi per realizzare un progetto che dia poi spazio al suo programma produttivo. Per la remunerazione degli investimenti è tutto. È qui che si gioca l’immediato! La performance da realizzare è la concretezza dei tempi in una logica di competitività e attrattività dei sistemi territoriali.
Perché a Federlazio non è stato modo di intervenire, nonostante l’importanza dell’associazione sia a livello regionale, sia a livello locale?
La posizione dell’associazione sui fenomeni che hanno ingessato l’attività imprenditoriale, rispetto alle minori condizioni di competitività del sistema territoriale, è ben chiara e fattiva. Tant’è che sul tema siamo partiti da tempo, con alcune riunioni aperte coinvolgendo gli ordini professionali provinciali, assieme ad eminenti esponenti della politica locale, particolarmente sensibili alla problematica delle lungaggini degli iter autorizzativi, in special modo quelli ambientali in area SIN. Siamo arrivati anche ad ottenere svolte significative, la Carta dei valori di fondo naturale ne è una. Notizia di pochi giorni fa, si è giunti finalmente all’approvazione dello schema di convenzione tra Regione Lazio, ARPAL e CNR, per la definizione di tali valori. Ma non basta, monitoreremo fino alla reale adozione della stessa.
Proprio in sede di audizione proponemmo al Presidente dell’VIII commissione ambiente della Camera dei Deputati, oltre all’adozione della Carta, di istituire una cabina di regia locale che potesse puntualmente fare da connettore tra tutti gli attori coinvolti e gli enti. Abbiamo ribadito tali cortocircuiti anche quando fummo convocati presso l’XI commissione sviluppo della Regione Lazio, sollevando tra gli altri aspetti trattati allora, anche il pericolo ZES, convenendo su un rapido interessamento degli addetti ai lavori e attenzionando l’importanza degli “strumenti compensativi delle leggi sulle zone speciali”. Siamo abituati a sollevare le questioni, ma a fornire anche soluzioni percorribili, facendo sinergia con gli attori coinvolti. Dunque, tornando alla domanda, non hanno ritenuto opportuno il nostro intervento nonostante le nostre pregresse azioni, e non mi sono meravigliato. Forse perché a noi piace essere concisi e concreti nei nostri interventi?
Cosa avrebbe chiesto al presidente Rocca per far ripartire lo sviluppo della Ciociaria?
Si è parlato di territorio, di programmi a medio e lungo termine e quindi avrei voluto aggiungere qualcosa di spendibile sin dal brevissimo periodo, e parlare di territorio non come ente astratto ma come scenario, nel quale un’azienda deve fare un ampliamento e deve attendere tempi incerti.
Quindi avrei voluto chiedere, ad esempio, se fosse possibile attualizzare gli stessi strumenti normativi per la semplificazione previsti per le province ZES nel Basso Lazio.
Nonostante la disciplina generale in materia di autocertificazione e decertificazione sia stata di recente oggetto di molteplici interventi di riforma, finalizzata alla sburocratizzazione, la potenziale semplificazione è ancora fortemente limitata.
A tal proposito, avrei voluto chiedere in un ipotetico riordino normativo per le autorizzazioni ambientali quanto spazio ci fosse per l’autocertificazione, potendo contare su tecnici preparati iscritti agli albi, in grado di poter dare un reale slancio all’inizio attività.
Invece ad entrambi i Presidenti, avrei chiesto se il personale all’interno degli uffici preposti al rilascio delle autorizzazioni ambientali è in numero adeguato alle richieste, e se ciò non fosse, come riteniamo, avviare delle assunzioni nel breve periodo.
Per la fiscalità di vantaggio, sull’avviso Fondo di contrasto alla deindustrializzazione dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, ossia i famosi 200.000 euro per azienda manifatturiera situata negli ex consorzi, distribuiti su larga parte del territorio regionale, avrei certamente chiesto di impegnarsi per ottenere una proroga dei termini, così da scongiurare una revoca dei fondi per tutti i progetti finanziati, che non potranno essere sostenuti entro il 31 dicembre prossimo.
Infine avrei chiesto di “rafforzare” la ZLS identificando le diverse tipologie di Zone Speciali che la normativa consente, parametrandole alle specificità del nostro territorio, per sviluppare strategie di sviluppo, che semplifichino la burocrazia, accelerino i processi decisionali e offrano agevolazioni economiche, in conformità alla modificata Carta degli aiuti a finalità regionale, che vede una parte delle province di Frosinone e Latina nelle “zone C non predefinite”.
Non ritiene che sia stato tralasciato uno dei temi più importanti relativi alla Valle del Sacco, ovvero la realizzazione della carta dei valori di fondo?
Sebbene sia stata brevemente citata nel documento unitario, non è emerso quanto sia importante per caratterizzare i siti all’interno del SIN Bacino del fiume Sacco. Questo strumento è la chiave di lettura della contaminazione e separa la scellerata contaminazione operata dall’uomo dal valore di fondo naturale. Ritengo sia un tassello da cui prescinde tutto il resto. È imperativo dunque mantenere un faro della Regione Lazio ben puntato su questa partita, fino alla reale adozione della carta.
Come valuta l’organizzazione dell’iniziativa?
C’è stata molta buona volontà, faccio un plauso al Presidente Di Stefano che si è speso in prima persona, erano presenti personaggi di spicco, ma come ha ammesso la stessa organizzazione, siamo solo alla pietra angolare.



