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Frosinone, incontri d’autore con “Le brevi giornate di Argil” di Italo Biddittu

A Frosinone, mercoledì 18 marzo alle ore 10.30 per Incontri d’Autore, Convivium Perenne, l’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Alessandro Volta, presentano il libro “Le brevi giornate di Argil” di Italo Biddittu presso l’Aula Magna dell’Istituto A. Volta.
L’autore dialogherà con il dott. Marco Germani, diettore del Museo Preistorico “Pietro Fedele” di Pofi.

Italo Biddittu, illustre archeologo della nostra Città è lo scopritore della calotta cranica (Campogrande -Ceprano 1995) considerata come uno dei più antichi resti umani della regione mediterranea, un reperto fragile ma potentissimo.

Il professore nel suo libro compie un gesto raro. Restituisce la vita a quel fossile che lui ha chiamato Argil, e ci racconta le sue giornate. Fitte di incontri, di caccia, di tentativi di comprensione del mondo: Argil e i suoi amici si domandano come crescano le giraffe e fanno un esperimento per scoprire il segreto della lorocrescita. Perché i nostri progenitori erano si diversi da noi, ma non erano né inferiori né superiori.

Il racconto si dipana tra albe e tramonti. Tra i gesti quotidiani e i ricordi delle persone amate scomparse ma custodite, per sempre, in un letto scavato nella terra, protette dagli animali e scaldate dai raggi del sole che ogni mattina levandosi alto illumina la terra. La luce del sole guida gli uomini nella scelta delle pietre da tagliare, nello scoprire le tracce degli animali da cacciare, nelle erbe da cogliere, nel proteggere i bambini dai pericoli.

Una narrazione improntata alla comprensione di un passato remoto, ma poi non così remoto, dove affondano le nostre radici umane.

Scheggiare il primo chopper e seppellire i morti sono gesti potenti che raccontano la nostra profonda umanità. Un patrimonio di tecnica e di pietas che ci viene da quel passato che, se custodito e rielaborato, può aiutarci a immaginare un futuro migliore.
È importante che conoscere e comprendere questo passaggio saranno gli artefici del nostro futuro prossimo: gli studenti di oggi.