Capitale della Cultura ’28 – E’ il giorno del verdetto per Hernica Saxa e tutta la Ciociaria
Domani alle 11 si scoprirà qual è la Capitale italiana della Cultura 2028: tra le dieci città concorrenti c’è “Hernica Saxa”, il progetto che vede insieme le quattro Città Fortificate Anagni, Alatri, Veroli e Ferentino.
La proclamazione avverrà nella Sala Spadolini del ministero della Cultura a Roma e sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube del ministero.
Il titolo, che sarà conferito dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, recepisce la raccomandazione di una giuria che ha valutato i dossier e sentito le città in audizione.
Alla vincitrice andrà un milione di euro per realizzare il programma culturale presentato in candidatura. Oltre ad Hernica Saxa con capofila Anagni (Frosinone), le altre nove finaliste sono: Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa (Siena), Forlì, Gravina in Puglia (Bari), Massa, Mirabella Eclano (Avellino), Sarzana (La Spezia) e Tarquinia (Viterbo).
Le città di Hernica Saxa, nel corso del mese che separa dalla promozione alla fase finale ad oggi, sono state protagoniste di varie iniziative, tutte molto apprezzate anche dalla stampa specializzata nazionale ed estera.
Hernica Saxa è considerato dagli operatori tra i concorrenti più competitivi per il titolo ma, come più di una volta hanno sottolineato i sindaci delle quattro città (Daniele Natalia, Maurizio Cianfrocca, Germano Caperna e Piergianni Fiorletta) essere approdati alla fase finale del concorso è già una grande vittoria. Il formidabile prodotto turistico e culturale Hernica Saxa, cioè la sinergia tra le quattro città erniche, non terminerà con il verdetto di domani ma sarà nutrito di una visione proattiva e arricchito da progetti comuni.
Il successo di Hernica Saxa, o comunque la sua visione, non sono limitati alle quattro città erniche ma, evidentemente, aprono un varco per l’intera Ciociaria verso un sistema di autopromozione, un metodo di lavoro che può cambiare il racconto di questi straordinari territori. Luoghi dove, per esempio, chi vuol capire qualcosa del Medioevo non può fare a meno di passare.



