La scomparsa di Antonello Rea, frusinate
Antonello Rea, frusinate, è salito alla casa del Padre. La sua improvvisa scomparsa ha colpito tanti, ben più nel profondo di quanto una notizia di cronaca possa descrivere.
E’ stato a lungo all’apice della macchina amministrativa del Comune di Frosinone, prima come dirigente, poi come segretario generale (per tanti anni vice segretario facente funzione del segretario). E’ stato, tra le mura del Municipio, un punto di riferimento formidabile. Un grande professionista.
Antonello Rea, perfetto frusinate: intelligente, ironico, dissacratore. All’occorrenza ostico, ribelle, amaro.
Di lui il sindaco Riccardo Mastrangeli ha scritto: “(…) La sua capacità di coniugare preparazione giuridica, visione amministrativa e umanità lo ha reso una figura rara, stimata unanimemente.
Antonello non è stato solo un eccellente dirigente pubblico, ma un uomo capace di costruire relazioni, di ascoltare, di accompagnare con discrezione e autorevolezza i momenti più delicati della vita amministrativa della nostra città.
La sua scomparsa improvvisa colpisce profondamente tutta la comunità di Frosinone, che oggi perde un servitore dello Stato esemplare e una persona perbene, di quelle che lasciano il segno. (…)”.
Poi chiosa un saluto non istituzionale: “Ciao Antonello, amico caro. La tua lezione di vita e il tuo esempio resteranno con noi. Riccardo”.
Per Antonello è così. Viene in mente il suo ruolo pubblico (è stato, tra l’altro, anche un Consigliere Provinciale) e intanto, contemporaneamente, il ricordo personale che tantissimi conservano. Quando a Antonello si sostituiva Tonello.
Io non saprei quale scegliere. Forse le innumerevoli mattinate fuori dalla sua porta al Comune, a elemosinare la notizia meno pubblica e poi trovare, oltre, a volte, anche quella, una decina di minuti di chiacchiere cordiali. Oppure le tante, tantissime volte che il direttore di Ciociaria Oggi, Umberto Celani mi chiamava per far cadere qualcosa che facesse rumore, per svegliarlo bruscamente e vederlo saltare (cosa che lo divertiva molto), perché Tonello si era addormentato sulla poltroncina. Antonello passava tutte le sere da Umberto e, quasi sempre, crollava. L’uno per l’altro erano “il compare”.
Oppure quando, anni dopo, il direttore ero diventato io e un consiglio o una spiegazione, su questa o quella pratica, non me lo negava mai. Spesso erano consigli criptici, da interpretare quando non potevano essere espliciti.
Credo che il sindaco Mastrangeli abbia ragione. Anche io credo che Antonello Rea, frusinate, abbia lasciato il segno.



