Frosinone – Statue decapitate, giallo ancora irrisolto
In Italia quella delle immagini sacre deturpate durante le festività è purtroppo una storia piena di precedenti
Il giallo delle statue sacre decapitate a Frosinone fa il giro d’Italia (e anche oltre). Se ne occupano praticamente tutti gli organi d’informazione. Le indagini delle forze dell’ordine restano serrate ma ancora non si sa nulla della possibilità che il o i responsabili siano individuati e, speriamo, puniti severamente.
Intanto l’Arcivescovo Marcianò, con una lettera che certamente resterà nella storia della Diocesi, esorta i parroci a tenere alta l’attenzione, incrementare il livello di sicurezza nelle chiese ma, nello stesso tempo, ricordarsi che il capitale più importante non è quello fisico ma quello spirituale.
Il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, ha stigmatizzato fortissimamente gli atti sacrileghi con interventi anch’essi meritevoli di entrare nelle cronache della città.
Le azioni sacrileghe si sono verificate a ridosso della Pasqua. Non è certo la prima volta che immagini sacre vengono deturpate durante i periodi delle festività cattoliche. Di esempi ce ne sono tanti. Per esempio nel Casertano, a San Clemente, qualche anno fa si verificarono numerosi atti del genere durante le festività natalizie e anche in quel caso, oltre alla deturpazione di statue di Gesù e della Madonna ci fu la decapitazione di una statua di Padre Pio. Fu individuato il responsabile, un extracomunitario di 61 anni. Ancora: il 23 dicembre del 2024, dopo che a Seveso era stata deturpata la statua di un agnellino del presepe, scaraventata contro un muro, i vandali hanno colpito il presepe della vicina Cogliate dove alcune delle statue sono state decapitate.
Simili episodi si sono verificati, sempre durante il Natale del 2023 ad Argenta e, nello stesso anno, a Roma, nel cimitero del Verano, dove con inaudita violenza sono state distrutte diverse statue, specialmente raffiguranti la Madonna.
Andando indietro nel tempo di esempi se trovano diversi altri e la casistica è sufficiente a elencare nel novero anche i fatti di Frosinone, rispondenti esattamente alla tipologia.
La speranza è che anche nel capoluogo ciociaro, com’è accaduto quasi sempre nelle località colpite dagli atti di vandalismo simili, si raggiunga l’individuazione dei colpevoli. Quello contro i simboli sacri non è un semplice atto di vandalismo.



