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Frosinone, E-bike “truccate” sfrecciano a oltre i 50 km/h: la nuova minaccia che trasforma le piste ciclabili in circuiti ad alta velocità

Non sono più semplici biciclette a pedalata assistita. Sono diventate, a tutti gli effetti, dei ciclomotori non immatricolati, capaci di sfrecciare a velocità che superano i 50 km/h. Il fenomeno delle e-bike modificate sta dilagando anche a Frosinone, trasformando le piste ciclabili – nate come oasi di mobilità dolce e sicura – in terreni di scontro ad alto rischio.

Il trucco: un clic per sbloccare il motore
Il meccanismo è semplice quanto pericoloso. Attraverso kit acquistabili online con poche decine di euro, o tramite semplici interventi sul software della centralina, è possibile rimuovere il limitatore di velocità che, per legge, blocca l’assistenza del motore a 25 km/h.
Una volta “sbloccata”, la bicicletta elettrica cambia natura: il motore continua a spingere anche superata la soglia di legge, permettendo ai ciclisti di raggiungere velocità di 45, 50 e talvolta persino 60 km/h. “Il problema è che telaio, freni e pneumatici di una bici standard non sono progettati per gestire queste sollecitazioni”, spiega un esperto di meccanica ciclistica. “In caso di frenata improvvisa a 50 km/h, la distanza di arresto si allunga drasticamente e il rischio di cedimento strutturale diventa reale”.

Piste ciclabili nel caos
Il cuore del problema risiede nel luogo in cui questi mezzi vengono utilizzati. Le piste ciclabili sono progettate per un’utenza eterogenea: bambini in bicicletta, anziani, pedoni che attraversano, famiglie con passeggini.
L’impatto di un mezzo da 25-30 kg che viaggia a 50 km/h contro un pedone o un altro ciclista può avere conseguenze devastanti. La percezione del pericolo, spesso, è nulla. Marco, un residente di Frosinone che quotidianamente percorre in bici la ciclabile che collega diverse zone del capoluogo ciociaro, racconta con preoccupazione la sua esperienza: “Ogni volta che esco in bici mi sembra di stare su una pista da corsa. Spesso mi superano biciclette elettriche a velocità folli, in totale silenzio. L’altro giorno, nel tratto vicino al Parco del Matusa, ho rischiato di essere travolto da un ragazzo che sfrecciava almeno ai 50 all’ora; mi sono dovuto spostare all’ultimo istante per evitare l’impatto. Non è più una pista ciclabile, è diventata una roulette russa”.
Chi guida questi mezzi modificati si sente spesso ‘protetto’ dalla categoria della bicicletta, ma in realtà sta portando un veicolo a motore non omologato e illegale in mezzo al traffico non motorizzato, mettendo a repentaglio la sicurezza di chiunque si trovi sul percorso.

Il vuoto normativo e i controlli
Attualmente, le forze dell’ordine si trovano di fronte a una sfida complessa. Identificare una bici “truccata” durante un normale controllo stradale è difficile senza strumentazione specifica. Tuttavia, la legge è chiara: una bicicletta elettrica che supera i 25 km/h o che ha una potenza superiore ai 250W senza omologazione, non è più una bici, ma un veicolo a motore non immatricolato.
Le conseguenze per chi viene sorpreso alla guida di una e-bike modificata sono pesanti:

  • Confisca del mezzo.
  • Multe salate per circolazione senza assicurazione, senza targa e senza casco omologato per motocicli.
  • Responsabilità civile e penale in caso di incidente, che ricadrebbe interamente sul conducente, dato che nessuna assicurazione copre veicoli non conformi alla legge.

L’appello delle autorità
Molti cittadini ci richiedono di sensibilizzare La polizia locale ad una intensificazione dei controlli , specialmente nelle aree ad alta frequentazione.
Mentre il mercato delle e-bike continua a crescere, portando con sé una rivoluzione positiva per l’ambiente e la mobilità, il fenomeno delle modifiche illecite rischia di alimentare un clima di sfiducia e paura, minando l’integrità di quello che dovrebbe essere il simbolo di una città più vivibile e sicura.
Si sottolinea inoltre che l’utilizzo di questi mezzi è spesso ad appannaggio di chi ha la necessità di muoversi velocemente con la sicurezza dell’anonimato.