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Frosinone, viabilità e malcontento: il nodo che rischia di travolgere Mastrangeli

A Frosinone il tema della viabilità è diventato ormai il terreno più scivoloso per l’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. Rotatorie contestate, il progetto del BRT che continua a dividere cittadini e commercianti, piste ciclabili considerate da molti poco funzionali: pezzo dopo pezzo, il malcontento sta crescendo e rischia di trasformarsi in un boomerang politico per il primo cittadino.

La sensazione diffusa tra tanti residenti è che la città sia diventata un laboratorio urbanistico senza una visione realmente condivisa. Alcune rotatorie vengono giudicate poco pratiche e causa di ulteriore congestione del traffico, mentre il Bus Rapid Transit viene percepito da una parte della popolazione come un’opera costosa e invasiva, capace di modificare radicalmente la mobilità urbana senza però offrire certezze sui benefici concreti.
Anche le piste ciclabili sono finite al centro delle polemiche. In teoria dovrebbero rappresentare un passo avanti verso una mobilità sostenibile; nella pratica, secondo molti cittadini, appaiono scollegate dal tessuto urbano e poco utilizzate. Il risultato è una crescente frustrazione tra automobilisti, commercianti e residenti, che ogni giorno si confrontano con traffico, cantieri e difficoltà di parcheggio.
Ma il vero problema politico, per Mastrangeli, potrebbe essere un altro: la percezione di non voler ascoltare le critiche. In politica gli errori possono essere compresi e perfino perdonati, soprattutto quando si tenta di innovare. Quello che gli elettori difficilmente accettano è l’assenza di autocritica. E oggi molti frusinati hanno l’impressione che l’amministrazione continui a tirare dritto senza aprire un confronto reale con la città.
Il rischio è che la viabilità diventi il simbolo di una distanza crescente tra Palazzo Munari e i cittadini. Perché quando le persone iniziano a vivere le trasformazioni urbane come imposizioni e non come miglioramenti, il consenso si sgretola rapidamente.
Mastrangeli è ancora in tempo per invertire la rotta, ma serve un cambio di approccio: meno rigidità, più ascolto e soprattutto la capacità di ammettere ciò che non ha funzionato. Altrimenti, quella che doveva essere la rivoluzione della mobilità potrebbe trasformarsi nella principale causa del declino politico della sua amministrazione.