* PRIMO PIANOSport

Ceccano – Addio ad Adinolfi, fortissimo campione di boxe

Più volte detentore del titolo italiano e europeo. Il commosso saluto del sindaco Querqui. Le esequie oggi pomeriggio alle 16,30 nel santuario di Santa Maria a Fiume

La Ciociaria saluta Domenico Adinolfi, famosissimo pugile ceccanese che nella sua lunga carriera ottenne altissimi onori in Italia e all’estero. Già da giovanissimo era molto forte. Da dilettante Adinolfi ha combattuto ventuno volte in Germania, vincendo 20 incontri e pareggiandone solo uno.

Conquistò il titolo italiano nella categoria dei medio massimi dopo appena nove match da professionista battendo il trentacinquenne Giulio Rinaldi, un grande della boxe italiana.

Adinolfi difese il titolo italiano battendo ai punti Gianfranco Macchia e Guerrino Scattolin. Lo perse con verdetto ai punti il 4 marzo 1972, a Roma, da Macchia, che gli inflisse la prima sconfitta in carriera .

Dopo una sfortunata tournée in Sudafrica (2 sconfitte ai punti), Adinolfi riconquistò il titolo italiano il 14 marzo 1973, a Frosinone, battendo ai punti Renzo Grespan. Lo perse definitivamente il 25 agosto successivo cedendo ai punti ad Aldo Traversaro a Chiavari, in casa del suo avversario.

Il 3 giugno 1974, Adinolfi perse ai punti a Toronto con Tom Bethea, già sfidante di Nino Benvenuti per il titolo mondiale dei medi.

A Campione il 4 dicembre 1974, il ciociaro riuscì a mettere KO, dopo solo 2 minuti della prima ripresa Karl Heinz Klein, conquistando il titolo europeo dei pesi mediomassimi, lasciato vacante dal britannico John Conteh. Klein era imbattuto da tre anni. Nel suo record figuravano vittorie su Schmidte, Velensek e l’americano Rouse, pugili quotati nel ranking internazionale. Il match durò appena un round.

Difese il titolo europeo per tre volte in due anni. A Wieze nel 1975 sconfisse Freddy Dekerpel in undici riprese. A Torino nell’ottobre dello stesso anno superò Rudi Lubberts, mettendolo KO in sole due riprese e a Roma nel maggio del 1976 batté Leo Kakolewicz per KO in otto riprese.

Perse il titolo a Belgrado il 10 luglio 1976 di fronte al fuoriclasse jugoslavo Mate Parlov ma con un arbitraggio che ha fatto molto discutere.

La rivincita con Parlov, in programma al Palasport di Roma nel marzo 1977, non si tenne mai perché Adinolfi non riuscì a rientrare nel peso[11]. Successivamente Adinolfi salì nella categoria dei Pesi massimi e poi decise di lasciare l’Italia per cercare fortuna in Canada e in Belgio.

Al ritorno in Italia cominciò la seconda fase della sua carriera. A 34 anni si riaffiliò alla Federazione pugilistica italiana e ritrovò la motivazione che lo riportò sul ring. Conquistò il titolo italiano nella categoria dei massimi nell’agosto del 1980 a Norcia sconfiggendo Giovanni De Luca in 12 riprese.

Difese vittoriosamente la cintura italiana per quattro volte, battendo Vincenzo Pesapane, Daniele Laghi, ancora Giovanni De Luca e Rinaldo Pellizzari. Tentò infine di conquistare il titolo europeo dei pesi massimi ma fu sconfitto ai punti a Parigi dal francese Lucien Rodriguez. Fu il suo ultimo incontro.

Adinolfi è apparso anche sul grande schermo in una scena iconica del cinema umoristico italiano. Nel film Grand Hotel Excelsior  è Bruno Bertoni, lo sfidante di Carlo Verdone nei panni di Pericle.

IL SALUTO DEL SINDACO QUERQUI

Il sindaco di Ceccano, cittadina natale e di residenza di Adinolfi, ha diffuso un saluto commemorativo del campione:
“A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera Comunità di Ceccano, esprimo forte cordoglio per la scomparsa di Domenico Adinolfi, un uomo che ha scritto pagine indelebili della storia dello sport italiano e ha portato con orgoglio il nome della nostra Città sui più importanti ring d’Europa.

Domenico non è stato soltanto un grande pugile, ma un simbolo di forza, sacrificio, coraggio e appartenenza. Mai al tappeto, fu Campione italiano dei pesi mediomassimi e massimi, e Campione europeo dei mediomassimi.

Ovunque abbia combattuto, dall’Italia all’estero, ha sempre rivendicato con fierezza di essere ceccanese e ciociaro, trasformando ogni sfida in un’occasione per dare rivalsa e lustro alla sua terra.

La sua storia è quella di un ragazzo cresciuto in una famiglia umile. Iniziò a boxare nella barberia di un altro compianto Campione, Domenico Tiberia, con cui strinse un’amicizia sanguigna. Con il lavoro, la determinazione e una volontà fuori dal comune, è riuscito a raggiungere il vertice della boxe continentale.

Sul ring era capace di rispondere alle provocazioni con ironia, personalità e pugni devastanti. Fu protagonista di incontri leggendari, come la conquista del titolo europeo e il controverso match di Belgrado del 1976, ancora oggi ricordato come uno degli episodi più discussi della boxe internazionale.

Ma Ceccano perde soprattutto un uomo profondamente legato alla sua città e alla sua famiglia. Dopo aver girato il mondo, aveva scelto di tornare a vivere a Ceccano, continuando a servire la Comunità come dipendente comunale. Adinolfi è la dimostrazione che, con il sacrificio, la passione e l’orgoglio per le origini, si possono raggiungere traguardi straordinari.

Alla moglie Patrizia, ai figli Roberto ed Emiliano, e a tutti i familiari e amici giunga l’abbraccio affettuoso dell’Amministrazione comunale e della Città di Ceccano, che piange uno dei suoi figli più rappresentativi. Addio Domenico, campione di boxe e ceccanesità! Hai combattuto con onore, hai reso grande il nome di Ceccano e continuerai a vivere nella memoria di tutti”.