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Cassino: il ricordo di Maristella Mariani cuore pulsante del concerto della Banda della Gendarmeria Vaticana. Successo dell’evento

Il ricordo commosso e solenne di Maristella Mariani, il soprano prematuramente scomparso, è stato il cuore pulsante di una serata speciale che la città di Cassino difficilmente dimenticherà. L’omaggio alla cantante ha rappresentato uno dei momenti più sentiti e toccanti dell’intero evento ospitato nella splendida cornice del Teatro Romano, dove le note dell’Inno Pontificio hanno aperto un appuntamento di assoluto prestigio per il cartellone estivo Casinum 2026: il concerto della Banda Musicale del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, che per l’occasione ha portato fuori dalle mura vaticane un’intera formazione di settanta elementi.

Il ricordo di Maristella Mariani

A introdurre il significato profondamente umano del tributo a Maristella Mariani è stato l’ideatore e coordinatore dell’iniziativa, Gabriele Abbate, legato alla cantante da un rapporto personale essendo cresciuto insieme a lei. Abbate ha preso la parola prima di Don Alberto Mariani, zio di Maristella, rimanendo al suo fianco durante il ricordo e la successiva esecuzione musicale. Don Alberto ha ripercorso il legame della nipote con la musica, con il territorio, con la fede e con la spiritualità benedettina. Subito dopo, il soprano Genni Bramato e il tenore Mauro De Santis — entrambi legatissimi a Maristella, che era stata anche la loro testimone di nozze — hanno interpretato Libiamo ne’ lieti calici, dalla Traviata di Giuseppe Verdi. L’esecuzione ha saputo trasformare il ricordo privato in un momento di commozione collettiva, fortemente condiviso dal pubblico del Teatro Romano.

Un evento straordinario e le celebrazioni benedettine

Le esibizioni della Banda al di fuori dello Stato della Città del Vaticano sono eventi tutt’altro che ordinari; trattandosi di occasioni rare, vengono riservate a contesti di eccezionale valore culturale, spirituale e istituzionale. La tappa di Cassino è stata scelta all’interno del quadro delle celebrazioni dedicate a San Benedetto e del percorso di valorizzazione del territorio che guarda al 2029, anno in cui ricorrerà il 1500° anniversario della fondazione dell’Abbazia di Montecassino.

La Banda della Gendarmeria Vaticana raccoglie l’eredità della storica Banda della Gendarmeria Pontificia (fondata nel 1851 e ricostituita nel 2007 per volontà del Governatorato). Il suo organico complessivo vanta circa cento musicisti volontari, diplomati nei conservatori italiani e provenienti da importanti bande civili, militari e istituzionali; a Cassino si è esibito l’ensemble completo previsto per l’evento, composto da settanta elementi.

All’evento è intervenuto anche il Vice Commissario Mauro Colaiacomo, responsabile della disciplina e dell’impiego della Banda, che ha descritto la formazione pontificia dall’interno come una vera e propria famiglia composta da giovani talenti e professionisti di lunga esperienza, uniti da un’idea comune di servizio per mettere le proprie competenze a disposizione del Santo Padre, della Chiesa e dei momenti in cui la musica diventa strumento di incontro.

Il programma musicale e i protagonisti sul palco

A dirigere la Banda è stato il Maestro Stefano Iannilli, mentre la conduzione della serata è stata affidata al giornalista del Tg2 Fabio Chiucconi. Il programma della serata ha attraversato repertori e sensibilità differenti: dopo l’apertura con l’Inno Pontificio di Charles Gounod, il pubblico ha potuto ascoltare brani di Richard Strauss, Johannes Brahms, Ennio Morricone, Astor Piazzolla, Giuseppe Verdi e Domenico Modugno. La conclusione è stata affidata all’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven e al Canto degli Italiani, un finale costruito appositamente per unire idealmente lo Stato della Città del Vaticano, l’Italia e l’Europa attraverso il linguaggio universale della musica, accompagnato dagli applausi calorosi della platea gremita.

Il concerto ha regalato ulteriori momenti di grande intensità espressiva: il tenore Giuseppe Tedeschi ha emozionato la platea interpretando O Sole Mio e Granada, il violinista Paolo Coluzzi ha stupito il pubblico esibendosi in Por Una Cabeza, mentre il trombettista Marcello Ciccone è stato il protagonista di un suggestivo “triello”.

Autorità presenti e messaggi istituzionali

La manifestazione ha richiamato un parterre di massime autorità civili e religiose. Alla serata hanno preso parte il Sindaco di Cassino Enzo Salera, l’Assessore comunale alla Cultura Gabriella Vacca, il Padre Abate di Montecassino Dom Luca Fallica, l’Assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, delegato dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e il Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano Giuseppe Puglisi-Alibrandi. Nel corso della serata sono stati proiettati anche i videosaluti di Pina Picierno, Vice Presidente del Parlamento Europeo, e di Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, i quali hanno espresso il proprio ringraziamento per l’invito e per l’organizzazione.

L’Assessore regionale Pasquale Ciacciarelli ha ringraziato sentitamente il Comune di Cassino, le autorità vaticane e l’ideatore del concerto Gabriele Abbate, sottolineando la rilevanza strategica di simili appuntamenti per il territorio.

Sua Eccellenza l’Abate Dom Luca Fallica ha messo in evidenza il valore delle due tappe compiute dalla Banda sul territorio, la prima in onore del Cardinale Pierbattista Pizzaballa e la seconda al Teatro Romano, definendole il perfetto preludio verso i festeggiamenti dei 1500 anni dell’Abbazia.

Il Sindaco Enzo Salera ha invece definito il concerto come la vera “perla” della programmazione estiva del Teatro Romano, dichiarando che si tratta del primo grande evento realizzato dopo la candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029, dicendosi onorato, come città di Cassino, per aver ospitato la Banda della Gendarmeria in un concerto davvero straordinario.

La regia organizzativa e il progetto sul territorio

La perfetta riuscita della manifestazione ha premiato un lavoro organizzativo durato mesi, ideato e coordinato interamente da Gabriele Abbate nel ruolo di referente organizzativo del progetto. Abbate ha curato personalmente le relazioni e il raccordo tra il Comune di Cassino, l’Abbazia di Montecassino, la Diocesi, il Governatorato e il Corpo della Gendarmeria Vaticana, lavorando a stretto contatto con il Vice Commissario Colaiacomo per i dettagli legati all’impiego dei musicisti. Questo percorso sinergico ha permesso prima l’omaggio musicale all’interno dell’Abbazia e in seguito l’esibizione integrale al Teatro Romano.

Nel suo discorso, Abbate ha voluto illustrare il profondo significato culturale del progetto, spiegando che questo concerto nasce dal desiderio profondo di restituire a Cassino uno spazio di incontro, di cultura e di speranza, valorizzando la sua storia e il suo straordinario patrimonio spirituale. Ha ricordato che Cassino e Montecassino non sono soltanto un luogo della memoria, ma una delle culle della civiltà europea, e che il messaggio di San Benedetto continua a parlarci ancora oggi. Abbate ha poi insistito sull’importanza fondamentale di fare rete, ricordando che il traguardo è nato dall’unione virtuosa tra istituzioni, autorità religiose, associazioni e singoli cittadini, concludendo con un ringraziamento al Presidente della Provincia di Frosinone per il supporto e al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per aver reso possibile l’evento.

L’anteprima a Montecassino con il Patriarca Pizzaballa

La splendida serata al Teatro Romano ha costituito l’atto principale di un progetto culturale più ampio. L’evento era stato infatti preceduto dalla presenza di una rappresentanza della Banda a Montecassino, in occasione della consegna del Premio Pacis Nuntius 2026 al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa. In quella circostanza, la formazione vaticana aveva offerto un breve omaggio musicale nel Chiostro dei Benefattori: una prima tappa dall’alto valore simbolico legata al richiamo alla pace, che ha offerto la cornice spirituale alle celebrazioni prima del definitivo bagno di folla e del successo spettacolare del concerto integrale di Cassino.