Campoli Appennino, arsenale con oltre mille ordigni bellici: il giudice convalida l’arresto del 55enne
Un ingente arsenale di ordigni bellici, materiale esplosivo e munizionamento è stato sequestrato dai Carabinieri nel territorio di Campoli Appennino, in provincia di Frosinone. Un uomo di 55 anni è stato arrestato e, successivamente, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dopo la convalida dell’arresto da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino.
L’operazione, condotta dai militari della Stazione e della Compagnia Carabinieri di Sora, è iniziata il 27 settembre scorso, quando un principio d’incendio si è sviluppato all’interno di un garage in via Guglielmo Marconi. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Sora.
Durante l’ispezione dei locali, nella disponibilità dell’uomo, i militari hanno scoperto numerosi ordigni bellici inesplosi, tra cui bombe da mortaio di diversi calibri risalenti alla Seconda guerra mondiale, oltre a materiale esplodente e polvere pirica.
La situazione ha fatto scattare immediatamente le misure di sicurezza per tutelare la popolazione. L’area è stata sgomberata e messa in sicurezza, mentre un’ordinanza sindacale ha disposto l’evacuazione cautelativa di circa 80 residenti nel raggio di 150 metri.
Le perquisizioni e il ritrovamento dell’arsenale
Considerata la gravità del materiale rinvenuto, è stata immediatamente informata la Procura della Repubblica di Cassino, che ha coordinato le indagini affidate ai Carabinieri della Compagnia di Sora.
Le perquisizioni sono state estese dal garage all’abitazione dell’indagato, situata in via Borgo San Giacomo, fino a un rudere in località Carpello/Treo.
Gli accertamenti hanno portato al sequestro di un arsenale composto da oltre mille pezzi, tra cui bombe da mortaio di fabbricazione italiana, tedesca, inglese e statunitense, granate, proiettili d’artiglieria e mine antiuomo. Rinvenuti anche diversi chilogrammi di tritolo in scaglie, detonatori e artifizi pirotecnici.
Arresto convalidato e domiciliari con braccialetto elettronico.
L’arresto in flagranza, eseguito il 27 settembre e condiviso dalla Procura, è stato convalidato il 1° ottobre dal Gip del Tribunale di Cassino, che ha accolto le richieste dell’autorità giudiziaria disponendo nei confronti del cinquantacinquenne la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
All’uomo vengono contestati, a vario titolo, i reati di detenzione illegale di armi da guerra ed esplosivi, ai sensi degli articoli 1 e 2 della legge 895/1967, omessa denuncia di materiale esplodente, prevista dall’articolo 678 del Codice penale, e detenzione abusiva di munizioni, ai sensi dell’articolo 697 del Codice penale.
Intervento degli artificieri e brillamento degli ordigni
Le operazioni di bonifica, catalogazione e messa in sicurezza hanno richiesto il supporto degli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano, con sede a Roma-Cecchignola, e della Squadra Artificieri Antisabotaggio dei Carabinieri di Roma.
Vista l’elevata instabilità e pericolosità di alcuni degli ordigni recuperati, con il nulla osta dell’autorità giudiziaria, gli specialisti hanno proceduto al brillamento controllato del materiale più pericoloso presso una cava nel Comune di Pescosolido.
L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino, mentre gli interventi tecnici hanno consentito di gestire la presenza degli esplosivi e di procedere alla messa in sicurezza del materiale sequestrato.
Come precisato nel comunicato stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato potrà esercitare il diritto di difesa nelle successive fasi procedimentali e processuali ed è da considerarsi presunto non colpevole fino a eventuale condanna definitiva.



