Regione Lazio – Approvato il Documento di Economia e Finanza
Il Defr 2025, tanto inseguito, è stato approvato dal Consiglio Regionale del Lazio, riunito dopo l’ennesimo rinvio. Maggioranza compatta.
Tutta la letteratura sulla crisi era dunque niente altro che panna montata, come recentemente aveva dichiarato il presidente Francesco Rocca? A quanto pare, se non altro, la situazione appare ora molto meno virulenta per la coalizione di centrodestra.
Naturale che Rocca possa ora manifestare soddisfazione: «Dopo il giudizio di parifica della Corte dei conti, l’approvazione in Consiglio regionale del Documento di Economia e Finanza 2025, dimostra la coesione della maggioranza di governo e l’unità di intenti che caratterizza la nostra azione amministrativa. In primo luogo, l’equilibrio dei conti, la ferma volontà di non contrarre nuovo debito e una visione di sviluppo per un Lazio sempre più attento alle imprese e alle famiglie. Ci apprestiamo, quindi, alla prossima legge di stabilità e al prossimo bilancio di previsione in un clima di grande serenità e determinazione. Desidero ringraziare l’assessore al Bilancio Righini, tutti i colleghi della Giunta e del Consiglio regionale per il grande lavoro di queste ore».
In breve questo il percorso della seduta: Prima del voto sono stati esaminati gli ultimi ordini del giorno collegati al documento, con l’approvazione di due atti proposti da consiglieri di minoranza. Il primo, presentato da Massimiliano Valeriani (Pd), impegna il presidente della Regione e la Giunta a incrementare le risorse regionali destinate al Trasporto pubblico locale e a promuovere azioni utili a ottenere dal governo nazionale un incremento del fondo nazionale trasporti e una sua rimodulazione per consentire alla Regione e a Roma Capitale di avere un maggiore sostegno finanziario. Il secondo, a firma del consigliere Claudio Marotta (Verdi e Sinistra), impegna presidente e Giunta regionale a promuovere un piano per l’istituzione di sportelli di segretariato sociale e previdenziale e il rafforzamento della presenza di patronati e Caf all’interno degli istituti penitenziari del Lazio.
Esauriti gli ordini del giorno collegati al Defr, Mario Ciarla ha aperto le dichiarazioni di voto, annunciando quello contrario del Partito democratico, “poiché – ha detto – il documento è in realtà già superato dai fatti, a causa del tempo trascorso tra la sua presentazione e il voto finale, non conoscendo allora i dettagli della situazione che nel frattempo però sono stati resi noti”. Contrario anche il voto annunciato dal capogruppo del Movimento 5 stelle, Adriano Zuccalà (M5s), per le stesse ragioni. Di parere opposto Cosmo Mitrano (Forza Italia), il quale ha invece espresso un giudizio molto positivo sul Defr, mettendo in evidenza “l’importante percorso fatto, specialmente per quel che riguarda la riduzione dell’indebitamento, ma anche su altri temi, come le politiche di coesione e la Sanità”.
L’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini, nella sua replica, ha ribadito che il Defr “c’è un grande tema all’interno del Defr: abbiamo un’Amministrazione che non si indebita più, che riduce il debito pregresso, visto che secondo la stima da qui al 2027 scenderemo sotto i 27 miliardi. È un documento assolutamente in linea con le aspettative e l’indirizzo del governo regionale”. L’assessore, infine, ha messo in evidenza l’importante risultato ottenuto pochi giorni fa con la parifica del rendiconto 2023 da parte della Corte dei Conti, “che ha certificato – ha detto – la bontà delle scelte difficili e sofferte che siamo stati costretti a fare in questo primo anno di amministrazione Rocca”.



