Frosinone, viabilità un’emergenza: l’affondo del Psi
Nei giorni scorsi è stata diffusa una nota del Comitato Salute e Tutela Territorio Selva dei Muli. Questa: “Gravissima la situazione di pericolosità per l’incolumità e la salute dei residenti di via Madonna delle Rose, strada di quartiere senza marciapiedi e senza adeguata segnaletica orizzontale e verticale che si trova a Frosinone. Costante ed improprio l’andirivieni di traffico pesante, bisarche, autoarticolati molti dei quali trasportanti gasolio e materiale infiammabile. Strada urbana martoriata, densamente abitata, inquinata da gas di scarico insalubri, priva di qualsivoglia condizione a caratterizzarne la messa in sicurezza e la possibilità di percorrenza da parte dei pedoni”. Una situazione preoccupante, che va affrontata subito.
Ma in realtà ogni giorno riceviamo segnalazioni e proteste che hanno come minimo comun denominatore un elemento: la viabilità, che a Frosinone non è più una priorità ma un’emergenza.
D’altronde nel capoluogo non si transita. Letteralmente. File interminabili, caos traffico, assoluta mancanza di parcheggi e tutto il resto.
In via Aldo Moro e via Marittima residenti e commercianti sono sfibrati, De Matthaeis è diventato un ingorgo continuo. Per non parlare dell’intero quartiere Scalo, che deve fare I conti con l’assenza di sbocchi che consentano al traffico di defluire.
Poi ci sono le situazioni emerse in via Mastruccia e via La Botte, con i residenti sul piede di guerra per un caos senza precedenti e per l’assoluta mancanza di parcheggi. Infine, il centro storico, mai così abbandonato al proprio destino, mai così in difficoltà sul piano della viabilità.
Non ci si venga a parlare di lavori in corso per il Brt, di piste ciclabili e di un Piano della mobilità che francamente non si vede e che sta determinando solo disastri. Nessuno discute che vada preso in considerazione ma un’Amministrazione comunale ha il dovere di programmare gli interventi, di armonizzarli, di preoccuparsi della vita quotidiana dei cittadini.
Non ci si venga a parlare dei lavori per le condotte idriche e di tutto ciò che è ordinaria amministrazione. Si può fare tutto organizzando lavori, cantieri e tempistiche. Mentre invece a Frosinone si sta assistendo ad un pandemonio quotidiano perché si fa tutto contemporaneamente senza preoccuparsi di organizzare. Questa è la realtà e questo è intollerabile.
Più volte abbiamo chiesto di portare all’attenzione del Consiglio comunale l’intero “pacchetto” della viabilità. Mai una risposta. Il risultato è: traffico impazzito, inquinamento alle stelle, residenti e commercianti esasperati e sfibrati, aumento esponenziale delle multe nei confronti di chi non sa dove lasciare la macchina. Chiedere ai pendolari che dopo l’odissea quotidiana in direzione Roma (e ritorno) si trovano a dovere pagare le contravvenzioni elevate. Pazzesco.
In tutto questo ci si meraviglia del calo dei residenti a Frosinone, scesi a 43.099. Ha fatto benissimo il nostro capogruppo, Vincenzo Iacovissi, a sottolineare: “Inoltre, a differenza di quanto accade solitamente, il fattore capoluogo da noi non funziona con una logica centripeta bensì centrifuga, come evidenzia l’uscita di molti frusinati verso i Comuni limitrofi. Se paragoniamo, infine, la situazione demografica di Frosinone con quella di Latina, l’altro capoluogo del Basso Lazio, il confronto diventa impietoso. Un dato che deve allarmare e far riflettere. Per il presente e soprattutto per il futuro, se si vuole dare alla nostra città quella prospettiva di avvenire che merita”.
Se non si corre ai ripari in fretta, andrà sempre peggio, a cominciare dalla viabilità, che sta affondando la città. Basta con questo caos quotidiano.



