Rotatoria di De Matthaeis, Martino e Cirillo presentano un’interrogazione sul progetto e sui continui cambi di segnaletica
Le settimane a Frosinone sono scandite dalla rotatoria De Matthaeis, il laboratorio permanente del traffico creativo. Una settimana cambia la segnaletica, quella dopo cambia il senso di marcia, quella successiva gli svincoli. Un gigantesco esperimento urbano a cielo aperto, una sorta di “beta test” infinito sulla pelle dei cittadini. Pendolari bloccati nel traffico, commercianti esasperati e automobilisti costretti a interpretare ogni mattina una viabilità diversa privati di ogni riferimento cronologico. Denunce, proteste, articoli di stampa, rimostranze e partecipazione di disagio, senza risposte, senza spiegazioni. I consiglieri comunali Giovambattista Martino e Pasquale Cirillo hanno presentato un’interrogazione ufficiale al Sindaco per chiedere conto, per avere traccia. Le domande poste sono tanto semplici quanto devastanti: quale il progetto, lo stato dell’avanzamento lavori, il disegno definitivo aldilà di una realtà, sotto gli occhi di tutti, che sembra procedere a tentativi? Quali gli studi tecnici e quale corresponsione degli elaborati o una navigazione rigorosamente “a sensazione”? E soprattutto: quanto stanno costando ai cittadini, questi continui cambi di rotta? Piste ciclabili docet.
“Perché il punto è proprio questo. Ogni volta che si spostano corsie, si rifanno strisce, si cambiano cartelli o si correggono errori precedenti, non si sta giocando con i birilli del luna park. Si stanno spendendo soldi pubblici. Soldi dei cittadini. E allora sapere quanto sia costato questo eterno cantiere della confusione non è una curiosità polemica: è il minimo sindacale in una democrazia normale, è l’osservanza del rispetto verso la collettività. La città, nel frattempo, osserva attonita. Le code aumentano, il traffico rallenta e l’impressione generale è quella di un’amministrazione che corregge continuamente sé stessa, come uno studente impreparato che cancella e riscrive il compito cinque minuti prima della consegna. Il paradosso è che ogni modifica viene presentata come “migliorativa”, salvo poi essere ritoccata, cambiata o ribaltata poco dopo. L’interrogazione consiliare vuole conoscere anche se siano aumentate le criticità per mezzi di soccorso, trasporto pubblico e attività commerciali della zona. Caos generale quindi, dove il prezzo più alto lo pagano comunque i cittadini , cui la città di fatto appartiene. E allora vogliamo capire se qualcuno, prima di trasformare uno dei nodi viari principali della città in un puzzle permanente, abbia realmente studiato flussi di traffico, simulazioni e impatti concreti. Oppure se si sia preferito continuare a perpetrare il più antico metodo amministrativo locale: “proviamo e vediamo che succede” o peggio “intanto utilizziamo i fondi” secondo vecchie logiche inveterate? Nel frattempo Frosinone aspetta risposte. Magari chiare, possibilmente definitive. Un po’ come la rotatoria, che da mesi sembra vivere in una perenne crisi d’identità urbanistica. Perché una città moderna dovrebbe semplificare la vita ai cittadini, non trasformare ogni attraversamento in una prova di orientamento avanzato”. Evidenziano i consiglieri comunali di FutuRa e Forza Italia.



