Sanità – A Ceccano la protesta non si spegne
Ma il presidente Rocca la ritiene strumentale: “In arrivo entro il mese una struttura di assistenza primaria, diversi medici hanno già aderito al bando“
Sottotitolo: Il presidente della Regione promette di reperire le risorse per Ceccano. Cavaliere: cinque candidature per il Servizio di Assistenza Primaria che sostituirà il PAT.
A Ceccano la protesta non si spegne. Davanti all’ex struttura sanitaria è stato allestito un presidio permanente voluto dal sindaco Andrea Querqui, che ha scelto di trasformare la mobilitazione in un segnale costante rivolto alla Regione Lazio.
Una tenda, striscioni e cittadini che si alternano nel corso della giornata raccontano una comunità che teme di perdere un punto di riferimento per la sanità del territorio e che continua a chiedere due obiettivi precisi: la Casa di comunità e la riattivazione del Presidio di Assistenza Territoriale (PAT).
La battaglia, però, si intreccia con il confronto politico. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, respinge le accuse di disinteresse e punta il dito contro le scelte della precedente amministrazione regionale. Secondo Rocca, fu la giunta guidata da Nicola Zingaretti a individuare Amaseno come sede della Casa di comunità, lasciando fuori Ceccano. Una decisione che, sostiene il governatore, ha condizionato la programmazione successiva.
Rocca, tuttavia, apre uno spiraglio. L’obiettivo dichiarato è reperire le risorse necessarie per realizzare una Casa di comunità anche a Ceccano, rispondendo così a una richiesta che il territorio porta avanti da tempo.
Sul fronte del PAT, invece, la prospettiva è diversa. La struttura non verrà riattivata nella forma originaria, ma sarà sostituita da un Servizio di Assistenza Primaria. Ad annunciarlo è stato il direttore generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, che ha illustrato il percorso già avviato. È stato pubblicato il bando per il reperimento del personale e sono arrivate cinque candidature. Le domande saranno esaminate nelle prossime settimane con l’obiettivo di attivare il nuovo servizio entro la fine di luglio.
Dalla Regione e dalla Asl arriva quindi un messaggio rassicurante: nessuna chiusura dei servizi sanitari, ma una riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Una posizione che, almeno per il momento, non basta a placare la mobilitazione di Ceccano, dove il presidio permanente resta il simbolo di una comunità che chiede garanzie concrete e tempi certi per il futuro della sanità cittadina.


