Elezioni Frosinone – Il Pd in pellegrinaggio da Leodori
La confusione a livello locale avrebbe costretto il circolo a demandare la spinosa questione delle alleanze elettorali al livello superiore
A tenere banco nella cronaca politica è ancora una volta il Partito Democratico della provincia di Frosinone. Si parla molto infatti di un nuovo rebus legato all’incontro con il segretario regionale, Daniele Leodori, per parlare delle alleanze in vista delle Comunali di Frosinone.
A rigor di logica almeno una notizia certa è data dalla circostanza, questa comprovata, che l’incontro con Leodori ci sia effettivamente stato e che il livello del confronto, chiaramente complicato a dispetto delle reiterate dichiarazioni unanimistiche, è passato da quello locale a quello superiore.
Probabilmente la necessità di superare il livello del Circolo, nonostante il tono inutilmente proclamatorio dell’ultimo comunicato diffuso dal segretario Stefano Pizzutelli che abbiamo letto su altri organi d’informazione (a noi purtroppo non è pervenuto), secondo alcune interpretazioni, sarebbe divenuto necessario per la presenza di una quota non indifferente sia nel numero sia nel peso politico non allineata alla decisione di non appoggiare il candidato a sindaco dei socialisti Vincenzo Iacovissi e, di conseguenza, di non formare un campo del centrosinistra per abbracciare altre esperienze.
Ma quali altre esperienze? A questo quesito si risponde facilmente. Si tratterebbe dell’impostazione più volte reiterata dal presidente regionale del PD Lazio, Francesco De Angelis, secondo la quale la coalizione non deve essere necessariamente un centrosinistra/progressista ma una compagine molto allargata, certamente alle civiche transfughe del centrodestra del sindaco Mastrangeli ma addirittura a Forza Italia, un partito del centrodestra.
Si comprende come tale impostazione, che secondo alcune fonti giornalistiche sarebbe stata rappresentata a Leodori dallo stesso De Angelis e dai segretari provinciale e di Frosinone, crei non pochi problemi politici, soprattutto se in questione ci sono le elezioni di un capoluogo di provincia e, per di più, in sincronia con le elezioni di Roma Capitale, di Rieti, di Viterbo e con le Parlamentari. Il tutto, ad adiuvandum, come prologo delle Regionali del Lazio previste tra un anno e mezzo. Un’impostazione, quella di De Angelis, che rappresenterebbe una creazione in evidente contrasto con il tentativo, nel resto della regione e non solo, di creare una compatta alleanza elettorale del campo progressista.
Tra l’altro, l’ipotetico “centrosinestra” di De Angelis, cioè l’ircocervo ideale composto da realtà di sinistra e di destra, oltre a tagliare fuori a priori il PSI da sempre rigorosamente contrario alle alleanze fuori dal campo progressista, certamente non incontra le impostazioni degli altri potenziali alleati di sinistra. Possibile e AVS prima che tutti gli altri.
Secondo altre fonti, sempre intorno all’incontro con Leodori, si narra che presenti (non si sa se in contemporanea, in altro momento, al telefono o come) sarebbero stati anche altri esponenti del partito ciociaro come la consigliera regionale Sara Battisti.
Le ipotesi sul tavolo della segreteria regionale sarebbero diverse: la più gettonata sarebbe la proposta a tutti gli alleati (del solo campo progressista) di un azzeramento di tutte le proposte e di ripartire daccapo con un passo diverso. Sarebbe stato fatto anche il nome dell’ex sindaco Michele Marini ma questi, pare, potrebbe ipotizzare un suo impegno solo nell’ipotesi della consacrazione delle primarie che vedessero a concorrere anche i socialisti. Un’ipotesi, dunque, molto remota dato che il candidato socialista, Vincesco Iacovissi è da tempo in campagna elettorale, con diverse iniziative già organizzate anche in queste ore. Un nome, quello di Marini, che comunque, qualora fossero vere le indiscrezioni riportate, mette in forte difficoltà il ripetuto all’eccesso nome del candidato ufficiale del partito, il consigliere Angelo Pizzutelli.
Non è noto cosa abbia detto o, ancor meno, cosa effettivamente pensi Leodori, ma conforta la certezza che se la discussione è giunta a livello regionale è nella logica che presto si organizzi un confronto con gli alleati del Lazio, compresi ovviamente i socialisti di Schietroma, organici in tutti gli schieramenti, quello di Roma Capitale in primis e che una volta per tutte si chiuda la fase delle ipotesi.
Se l’incontro del Pd frusinate col segretario regionale resta, dunque, un rebus sotto il profilo della certezza dei contenuti, e, tutto sommato, l’interesse su quei contenuti potrebbe non essere il primo pensiero dei lettori, la notizia è che il confronto sulle alleanze del centrosinistra è passato al livello regionale perché la situazione, a livello locale, rischia di scappare di mano. Per usare un eufemismo.



