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Scuole, Caparrelli: “Legambiente premia Frosinone mentre la Provincia crea criticità al Severi”

«Sul tema dell’edilizia scolastica, a Frosinone stanno emergendo due modelli amministrativi profondamente diversi: da una parte il Comune, riconosciuto a livello nazionale per sostenibilità, sicurezza e innovazione; dall’altra l’Amministrazione provinciale, chiamata a rispondere delle gravi criticità segnalate dagli studenti del liceo Severi nella sede di via Verdi».
Lo dichiara il consigliere comunale di Frosinone Claudio Caparrelli, intervenendo sul XXVI rapporto Ecosistema Scuola 2026 di Legambiente e sulle proteste che stanno interessando la nuova succursale del liceo scientifico “Francesco Severi”.


Il rapporto nazionale colloca Frosinone tra le città italiane con la maggiore presenza di edifici scolastici dotati di impianti alimentati da fonti rinnovabili, insieme a Caltanissetta, Cesena, Ferrara e Pordenone. Il capoluogo figura inoltre tra le città con il maggior numero di scuole situate in Zone 30, accanto a Bologna, Caltanissetta, Cesena, Milano e Pescara.
Legambiente dedica poi uno specifico approfondimento alla nuova scuola primaria di Madonna della Neve, inaugurata nel giugno 2025 e capace di accogliere circa 300 bambini, indicandola tra le buone pratiche nazionali per la sostenibilità dei moduli, la palestra in legno lamellare e la presenza degli orti didattici.
«Non si tratta di un riconoscimento autoreferenziale – prosegue Caparrelli – ma della valutazione di un’associazione autorevole e indipendente come Legambiente. È la conferma della bontà del lavoro portato avanti dal sindaco Riccardo Mastrangeli e dall’Amministrazione comunale, attraverso investimenti nella manutenzione, nella sicurezza antincendio, nell’efficientamento energetico, negli impianti fotovoltaici e nella realizzazione di edifici moderni ed ecosostenibili. Per noi la scuola non rappresenta un costo, ma uno dei più importanti investimenti sul futuro della città».
A questa situazione si contrappongono le criticità emerse nella sede di via Verdi assegnata dalla Provincia al liceo Severi. Gli studenti hanno denunciato aule di dimensioni insufficienti, difficoltà nella disposizione dei banchi, dubbi sulle vie di fuga, una palestra ritenuta inadeguata e ambienti laboratoriali non ancora pienamente sistemati. Le proteste sono sfociate anche in una mobilitazione degli studenti.
La stessa dirigente scolastica ha reso noto di avere sollecitato un incontro urgente con l’Ufficio tecnico provinciale per affrontare e risolvere le problematiche emerse, precisando che alcune di esse richiedono necessariamente l’intervento dell’ente che ha assegnato la sede.
«È doveroso evitare conclusioni tecniche anticipate, che spettano agli organismi competenti, ma non si possono ignorare le testimonianze dei ragazzi, le preoccupazioni delle famiglie e la comunicazione ufficiale della dirigente – sottolinea Caparrelli –. Quando gli studenti arrivano a scioperare per chiedere spazi dignitosi e sicuri, la politica non può voltarsi dall’altra parte né limitarsi a minimizzare».
«Oggi vediamo una Frosinone che, sul fronte scolastico, rischia di procedere a due velocità. Il Comune viene portato da Legambiente come esempio nazionale per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di propria competenza; contemporaneamente, per una scuola superiore affidata alla competenza della Provincia, studenti e famiglie denunciano condizioni che richiedono interventi immediati».
«Non vogliamo alimentare uno scontro istituzionale – conclude Claudio Caparrelli – ma pretendiamo risposte concrete. L’Amministrazione provinciale chiarisca quali verifiche siano state effettuate prima dell’apertura della sede di via Verdi, quali interventi intenda realizzare e in quali tempi. La sicurezza, la dignità e il diritto allo studio dei ragazzi del Severi non possono essere oggetto di approssimazioni. Il modello deve essere quello indicato dall’Amministrazione Mastrangeli: programmare, investire e consegnare agli studenti scuole sicure, moderne e sostenibili».