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Automotive – Cassino non è invitata alla festa

Filosa ha annunciato 60 miliardi in investimenti e decine di nuovi modelli da produrre in mezzo mondo. Per lo stabilimento laziale solo la promessa che nessun sito sarà chiuso

Se qualcuno attendeva delle risposte dal CEO di Stellantis, Antonio Filosa, sul futuro dello stabilimento di Cassino è certamente rimasto deluso. Aggiungerei che è un ingenuo. C’è da dire, senza temere corbellerie (sempre dietro l’angolo quando si tratta di interpretare le strategie delle aziende, figuriamoci di colossi multinazionali) che se da oltreoceano il capo di Stellantis annuncia investimenti di oltre 60 miliardi su scala mondiale, vengono citati anche gli altri stabilimenti italiani come destinatari di qualcosa tranne te, le cose vanno davvero maluccio. Soprattutto se vengono previste decine di nuovi modelli e nessuno pare destinato allo stabilimento laziale.

Insomma se per tanti e tanti le parole di Filosa sono risultate non solo rassicuranti ma, in alcuni casi, addirittura esaltanti, per lo stabilimento ciociaro resta solo una grande preoccupazione e la flebile promessa che nessun sito sarà chiuso.

Infatti il nuovo piano industriale di Stellantis, presentato dall’amministratore delegato Antonio Filosa, segna un passaggio cruciale per il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA. Non si tratta soltanto di una roadmap finanziaria o produttiva, ma di un cambio di approccio: più pragmatismo, maggiore flessibilità tecnologica e una chiara intenzione di rafforzare la competitività globale in un settore attraversato da trasformazioni profonde. Una roba serissima che delinea un’atmosfera completamente diversa rispetto a quella che si continua a respirare da queste parti. Addirittura antitetica. Pare di essere gli unici della classe a non essere invitati alla festa.

Questo perché Filosa ha delineato un piano ambizioso, fondato su circa 60 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 e su una massiccia offensiva di prodotto, con 60 nuovi modelli destinati ai diversi mercati. La strategia supera l’impostazione rigida sull’elettrico puro che aveva caratterizzato la fase precedente, aprendo invece a una coesistenza più realistica tra motorizzazioni elettriche, ibride e tradizionali. In parallelo, il gruppo punta a ridurre i costi, aumentare l’efficienza produttiva e stringere nuove alleanze industriali, soprattutto nei mercati emergenti.

L’obiettivo è chiaro: crescere nei ricavi, rafforzare la presenza negli Stati Uniti e recuperare terreno in Europa, dove Stellantis ha sofferto negli ultimi anni più di altri competitor. Tuttavia, proprio il continente europeo – e in particolare l’Italia – rappresenterebbe uno dei punti più delicati del piano.

NESSUNA CERTEZZA MA TANTI INDIZI SUL FUTURO DI CASSINO PLANT

Negli stabilimenti italiani, infatti, il tema centrale non è tanto la visione strategica quanto la sua traduzione concreta. La produzione è calata sensibilmente, gli impianti risultano spesso sottoutilizzati e il rischio di marginalizzazione industriale è diventato oggetto di crescente preoccupazione politica e sindacale. Filosa ha escluso chiusure, ma ha anche indicato una linea che punta a “riempire” le fabbriche esistenti, anche attraverso collaborazioni o produzioni per conto terzi. Una soluzione che, se da un lato evita tagli drastici, dall’altro lascia aperti molti interrogativi sulla qualità e sulla stabilità dell’occupazione.

In questo contesto, lo stabilimento di Cassino rappresenta un caso emblematico. Storicamente uno dei poli più avanzati del gruppo, specializzato nella produzione di modelli premium come Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale, oggi viene trattato tra gli ultimi della classe. I volumi produttivi sono crollati rispetto al passato, le linee hanno subito frequenti rallentamenti e il ricorso agli ammortizzatori sociali è diventato una costante. Inoltre il nuovo piano riduce a interesse “regionale” il glorioso marchio Alfa Romeo.

Nel piano presentato da Filosa non emergono indicazioni precise su nuovi modelli destinati a Cassino né su una strategia industriale definita per il sito. Questo silenzio pesa, soprattutto se confrontato con altri stabilimenti europei e anche italiani che hanno traiettorie più delineate.

UNA SVOLTA CON GLI OCCHI A MANDORLA?

Per Cassino Plant, insomma, la prospettiva di una svolta con gli occhi a mandorla appare sempre più probabile. Quando nel piano industriale si dice che nessun sito sarà chiuso e si insiste sulle collaborazioni con partner esterni non viene in mente altro che le ripetute notizie di questi giorni sugli accordi con Donfeng e la visita della numero due di BYD.

La casa automobilistica cinese BYD, infatti, è ufficialmente in trattative con Stellantis e anche con altri produttori europei per rilevare stabilimenti sottoutilizzati in Europa. La notizia è stata diffusa da Bloomberg, la più importante agenzia al mondo per l’informazione economica. Ebbene la numero due di BYD, Stella Li, a margine di una conferenza a Londra, ha specificato che il suo gruppo sta valutando potenziali accordi per siti industriali, in particolare in Italia.

“Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende”, ha affermato Li a margine della conferenza “Future of the Car”, organizzata dal quotidiano britannico Financial Times. “Stiamo cercando qualsiasi stabilimento disponibile in Europa, perché vogliamo utilizzare la capacità produttiva in eccesso”. BYD preferirebbe gestire gli stabilimenti direttamente piuttosto che tramite joint venture, una soluzione ritenuta “più semplice” da Stella Li. Interpellata su una possibile visita allo stabilimento di Cassino, attualmente sottoutilizzato, Stella Li ha risposto che BYD ha visitato “numerosi stabilimenti” in Europa, specificando che “l’Italia è nella rosa dei Paesi di interesse” per tali operazioni. A lungo termine, ha aggiunto, anche Paesi come la Francia rappresentano un’opportunità, soprattutto per via del basso costo dell’energia elettrica. Inoltre, BYD sta valutando la possibilità di acquisire marchi storici europei in difficoltà. Un marchio come Maserati (Gruppo Stellantis) è “molto interessante”, ha affermato la signora Li. “Ma non abbiamo ancora intrapreso alcuna azione”, ha concluso.

    La dichiarazione di Li fa seguito all’annuncio di venerdì di un rafforzamento della cooperazione tra Stellantis, e il suo partner cinese Leapmotor. Leapmotor produrrà diversi modelli di veicoli elettrici in due stabilimenti Stellantis in Spagna, e lo stabilimento di Madrid potrebbe essere venduto alla joint venture Stellantis-Leapmotor. Anche altri produttori europei, alle prese con la sovraccapacità produttiva in un mercato in rallentamento, sarebbero aperti ad accordi simili con gruppi cinesi, tra cui Volkswagen.

Antonio Filosa, ha dichiarato martedì di essere aperto a partnership con aziende diverse da Leapmotor. “Abbiamo riscontrato interesse a collaborare con Leapmotor. Ma potremmo anche prendere in considerazione altri partner”.

Si apprende dall’ANSA che, sempre secondo Bloomberg, Stellantis starebbe valutando la possibilità di vendere il suo stabilimento Citroën a La Janais, vicino a Rennes, in Francia, lo stabilimento di Cassino in Italia e un sito in Germania a un altro gruppo cinese, il suo storico alleato Dongfeng. Una delegazione di Dongfeng ha recentemente visitato il sito bretone. Insomma gli indizi sulla possibilità di un investimento cinese nel Lazio, di questo o quel gruppo poco importa, si stanno sommando.  Sarebbe importante, invece, il “come”. Ovviamente una partnership tra Stellantis e un’altra azienda importante sarebbe preferibile alla cessione in toto del sito. Tutte ipotesi che, in ogni caso, sapremo solo quando e se saranno concluse. Per ora solo supposizioni.

Dario Facci

Giornalista, fotoreporter e videomaker. Suoi articoli sui quotidiani: L’Unità, La Repubblica, sui mensili Lo Stato delle Cose, Qui Magazine, Numero Zero, To Be, O. Ha lavorato presso le redazioni di RadioTeleMagia, RTM Televisione, TVN Televisione; ha condotto una trasmissione presso RadioDay. Ha diretto entrambi i quotidiani frusinati Ciociaria Oggi e La Provincia Quotidiano; coordinatore dell’edizione provinciale del quotidiano L’Opinione diretto da Arturo Diaconale; direttore del bimestrale di cucina professionale Accademia del Buongustaio; direttore del mensile Perté, del settimanale Perté Week e del quotidiano online Perté Online. Suoi articoli appaiono su TG24.info, sul quotidiano online TuNews24.it e sul settimanale cartaceo Tu News. È autore dei blog dariofacci.it e lacucinadellazio.com. Collabora con le emittenti televisive del gruppo Netweek. Sue fotografie sono state pubblicate da giornali italiani ed esteri.